PDA

Visualizza versione completa : Patria italica



Alceo
01-11-2003, 13.13.52
Non è proprio un 3d da sabato pomeriggio ma è da un po’ che mi frulla per la testa e finalmente ho voglia di postarlo.

Conosco abbastanza bene tre altri paesi oltre all’Italia e una delle differenze più marcate che ho sempre notato è la mancanza di senso della patria nel nostro (vostro ;) ) bel paese.

Nei discorsi ufficiali parole come “patria” o “nazione” vengono comunemente rimpiazzate dalla molto meno marcata “stato”. Le bandiere italiane si vedono praticamente solo durante le partite di calcio. Anche i giorni di festa che ricordano la nascita dell’Italia sono spesso momenti di divisione interna e polemica.
Le ragioni storiche che hanno portato a tale situazione le conosco, e se sono sicuro che Qf, Elrond o qualcun’altro potrà spiegarlo meglio di me. ;-)

A me interessa sapere come vivete voi tale situazione.
Che sentimento vi suscitano le parole patria e nazione?
Trovate che l’espressione “amor di patria” sia un’esagerazione?
Se non vi sentite “patriottici” siete comunque orgogliosi di esser italiani?
[B]EDIT[/] Aggiunta dopo il post di Snorri_Sturluson
Quante strofe dell'inno di Mameli conoscete?
Che effetto fi fa quando lo sentite?

Raziel7
01-11-2003, 13.20.50
Originally posted by Alceo
Non è proprio un 3d da sabato pomeriggio ma è da un po’ che mi frulla per la testa e finalmente ho voglia di postarlo.

Conosco abbastanza bene tre altri paesi oltre all’Italia e una delle differenze più marcate che ho sempre notato è la mancanza di senso della patria nel nostro (vostro ;) ) bel paese.

Nei discorsi ufficiali parole come “patria” o “nazione” vengono comunemente rimpiazzate dalla molto meno marcata “stato”. Le bandiere italiane si vedono praticamente solo durante le partite di calcio. Anche i giorni di festa che ricordano la nascita dell’Italia sono spesso momenti di divisione interna e polemica.
Le ragioni storiche che hanno portato a tale situazione le conosco, e se sono sicuro che Qf, Elrond o qualcun’altro potrà spiegarlo meglio di me. ;-)

A me interessa sapere come vivete voi tale situazione.
Che sentimento vi suscitano le parole patria e nazione?
Trovate che l’espressione “amor di patria” sia un’esagerazione?
Se non vi sentite “patriottici” siete comunque orgogliosi di esser italiani?

Sono orgoglioso e fiero di essere italiano. Credo che oggi il vero amor di patria non esista. Se qualche capoccione lo tira fuori in realtà è una scusa, una semplice coperture per non dire quello che vuole fare in realtà. L' Italia è un bellissimo paese, confuso politicamente, ma bello, e in questi ultimi anni ci stiamo rifacendo sugli altri paesi in ogni campo. Secondo me non vengono usate le parole patria e nazione perchè politicamente l' Italia non ha chiare idee, e si può parlare di nazione quando c' è un' unità. Per stato si intende in modo più generico l' essere insieme in un paese. Lo stato comprende un po tutto. Secondo me il berlusca in campo politico ci sta facendo valere in Europa e nel mondo. Quando c' era la sinistra al governo, ero piccolo, non guardavo i telegiornali, ecc. ecc. Ma si stava male.
Con questo non voglio dire che sono di destra o di sinistra, è la situazione come la vedo io. Al momento non c' è nessuno che può rimpiazzare berlusca. La sinistra è in confusione, non può prendere in mano tutto.

gefri
01-11-2003, 13.21.06
personalmente condivido l'idea della mancanza di amor patrio negli italiani. Orgoglioso di essere italiano? Non è x me motivo di vanto, ma sono contento di vivere in un paese ricco, con una grande storia alle spalle e con bellezze naturali uniche. Diaciamo che sono nato italiano e voglio morire italiano.
Xchè gli italiani schifano la patria? non lo so neppure io.

supersimmina.
01-11-2003, 13.23.13
Originally posted by Alceo
Non è proprio un 3d da sabato pomeriggio ma è da un po’ che mi frulla per la testa e finalmente ho voglia di postarlo.

Conosco abbastanza bene tre altri paesi oltre all’Italia e una delle differenze più marcate che ho sempre notato è la mancanza di senso della patria nel nostro (vostro ;) ) bel paese.

Nei discorsi ufficiali parole come “patria” o “nazione” vengono comunemente rimpiazzate dalla molto meno marcata “stato”. Le bandiere italiane si vedono praticamente solo durante le partite di calcio. Anche i giorni di festa che ricordano la nascita dell’Italia sono spesso momenti di divisione interna e polemica.
Le ragioni storiche che hanno portato a tale situazione le conosco, e se sono sicuro che Qf, Elrond o qualcun’altro potrà spiegarlo meglio di me. ;-)

A me interessa sapere come vivete voi tale situazione.
Che sentimento vi suscitano le parole patria e nazione?
Trovate che l’espressione “amor di patria” sia un’esagerazione?
Se non vi sentite “patriottici” siete comunque orgogliosi di esser italiani?

mi dispiace doverlo dire ma........non mi sento patriottica, e per quanto l'italia possa essere un bel paese esteticamente, (apparte il fatto ke ci sono posti molto + belli..) cmq non mi sento orogliosa di essere italiana :(

Fanto64
01-11-2003, 13.23.51
Originally posted by Raziel7
Sono orgoglioso e fiero di essere italiano.....CUT....... Secondo me il berlusca in campo politico ci sta facendo valere in Europa e nel mondo. Quando c' era la sinistra al governo, ero piccolo, non guardavo i telegiornali, ecc. ecc. Ma si stava male.
Con questo non voglio dire che sono di destra o di sinistra, è la situazione come la vedo io. Al momento non c' è nessuno che può rimpiazzare berlusca. La sinistra è in confusione, non può prendere in mano tutto.


esattissimo , adesso pero' penso che ci massacrino

Giovix89
01-11-2003, 13.28.28
Originally posted by gefri
personalmente condivido l'idea della mancanza di amor patrio negli italiani. Orgoglioso di essere italiano? Non è x me motivo di vanto, ma sono contento di vivere in un paese ricco, con una grande storia alle spalle e con bellezze naturali uniche. Diaciamo che sono nato italiano e voglio morire italiano.
Xchè gli italiani schifano la patria? non lo so neppure io.

quoto gefri, la penso esattamente come lui

Albycocco
01-11-2003, 13.29.32
No, non sono orgoglioso di essere italiano per una serie di motivi che non sto nemmeno a spiegare, però poteva sempre andarmi peggio, potevo nascere statunitense.....:rolleyes: :D :birra:

Zeus
01-11-2003, 13.39.35
Bel topic. So già che mi dovrò trattenere dal commentare certe uscite. Sarà dura, ma cercherò di non scadere.

Per il resto a breve avrete un mio commento a riguardo.

Piuttosto, se dovete scrivere stronzate, le solite cose, Berlusconi merda, Sinistra http://digilander.libero.it/joinz/Gif/187.gif o altre cose del genere, sappiate che non centrano un cazzo col topic. Il senso per la patria o meno va oltre la politica. Se non lo capite, per me potete anche fare a meno di postare. Grazie.

gefri
01-11-2003, 13.43.32
Originally posted by Albycocco
No, non sono orgoglioso di essere italiano per una serie di motivi che non sto nemmeno a spiegare, però poteva sempre andarmi peggio, potevo nascere statunitense.....:rolleyes: :D :birra:


potrebbe andarti anche mooolto peggio
http://digilander.libero.it/inmemoria/foto/tien.gif

Albycocco
01-11-2003, 13.46.26
Originally posted by gefri
potrebbe andarti anche mooolto peggio
http://digilander.libero.it/inmemoria/foto/tien.gif Non lo metto in dubbio.;)
Il fatto è che mi farebbe abbastanza schifo essere statunitense, tutto qui....:birra:

supersimmina.
01-11-2003, 13.51.22
Originally posted by gefri
potrebbe andarti anche mooolto peggio
http://digilander.libero.it/inmemoria/foto/tien.gif

infatti........anke se l'italia non è sta grande potenza, per lo meno non siamo nati in un paese povero tipo l'africa, o ancora peggio il pakistan o cose del genere.....

LaLu
01-11-2003, 13.56.42
Devo dire che muovendomi in Italia l'impatto culturale a volte è più forte che andando all'estero; il più piccolo, sconosciuto e sperduto paesino di provincia cerca di imporre la propria identità culturale anche esprimendosi in incomprensibili dialetti per cui non è possibile ricorrere nemmeno a un dizionario. Riesco a sentirmi "straniera" anche qui, a casa mia, quando al bar chiedo "un cappuccino" pronunciando correttamente le doppie, qui non si pronunciano, altrove se ne pronunciano troppe...:azz:
Essere italiani in Italia mi sembra un po' difficoltoso, ma essere italiana all'estero è bello, certo non sono stata ovunque, però devo dire di essere sempre stata apprezzata con entusiasmo in quanto italiana. ;)

*toccio*
01-11-2003, 13.59.48
io sono italiano e soprattutto mi sento italiano. quando vado all'estero una maglia con scritto ITALIA ci vuole sempre, specialmente in paesi come inghilterra e germania che ci snobbano :p
però mi sembra che l'amore per la patria in questi tempi sia venuto a mancare uno zizzirillino...
ora zeus, te dici che sinistra e destra non c'entrano niente, ma almeno da me è così: chi si azzarda a cante l'inno di mameli o ha qualche simbolo che rappresenti la nostra patria (un tricolore per esempio) o anche più semplicemente porta allo stadio (a pisa, tifoseria di sinistra - ndt, ho sempre sognato di scriverlo :asd: ) una bandiera dell'italia (un mio amico rischiò il pestaggio) viene inquadrato come un fascista di merda :(.
d'accordo sul fatto che non c'entra niente la politica, però si vede che qualche volpe c'è e fa casino mescolando un po' varie cose. non c'è da stupirsi quindi se quelli orgogliosi di essere italiani sono pochi ;)

Snorri_Sturluson
01-11-2003, 14.14.04
Non son felice di essere italiano; sono nato tale ma voglio morire norvegese.
è un paese che può essere esteticamente bello (che copione) ma se si pensa a come è ricco di caos e mancanze, non mi sento patriottico.
Il patriottismo scema sempre di più forse perché a parte piccoli episodi l'Italia unita non ha mai avuto momenti di grande gloria (non parlate del '15-'18: i danni sono stati maggiori del guadagno). Certo, abbiamo avuto martiri e molta gente coraggiosa, ma poco c'entra con la situazione odierna.
Piccolo OT: ci definiamo un popolo pacifista (e pacifico) ma ricordo che celebriamo guerre come fossero imprese scientifiche e abbiamo un inno che inneggia alla battaglia.

pabex
01-11-2003, 14.38.52
E consideriamo pure che in questi ultimi anni il tasso (chiamiamolo così) medio di patriottismo è andato pure aumentando grazie alla presidenza 'Ciappi' (rivalutazione dell'Inno e simboli dello stato, in primis il Tricolore nonché delle varie ricorrenze importanti).. quindi figuriamoci.. :D :D

gefri
01-11-2003, 15.20.50
Originally posted by Snorri_Sturluson
Piccolo OT: ci definiamo un popolo pacifista (e pacifico) ma ricordo che celebriamo guerre come fossero imprese scientifiche e abbiamo un inno che inneggia alla battaglia.

senza nulla togliere al mameli, penso che l'inno morale dell'Italia sia il va pensiero

Berkthgar
01-11-2003, 15.26.31
Originally posted by Alceo
1)A me interessa sapere come vivete voi tale situazione.
2)Che sentimento vi suscitano le parole patria e nazione?
3)Trovate che l’espressione “amor di patria” sia un’esagerazione?
4)Se non vi sentite “patriottici” siete comunque orgogliosi di esser italiani?
[B]EDIT[/] Aggiunta dopo il post di Snorri_Sturluson
5)Quante strofe dell'inno di Mameli conoscete?
6)Che effetto fi fa quando lo sentite?

1) Pensare che la stragrande maggioranza della popolazione italiana denigra e considera l'Italia meno degli altri Paesi mi rattrista molto;
2) Patria: luogo a cui tutti noi apparteniamo e che dobbiamo difendere con ogni mezzo (ed il principale di questi è la parola); Nazione: unità che formano tutti i cittadini italiani (che si riconoscono tali) ed insieme di persone che contrubuiscono al bene sommo della Patria;
3) Assolutamente NO.
4) Mi sento patriottico e sono orgoglioso del mio Paese in quanto tale: la politica è tutt'altra cosa :vomit:
5) L'inno è una cosa che va impressa nel cuore fin da bambini:book:
6) Fierezza

Wico89
01-11-2003, 15.28.26
Originally posted by gefri
senza nulla togliere al mameli, penso che l'inno morale dell'Italia sia il va pensiero

:birra: mi hai letto nel pensiero

asiul
01-11-2003, 15.41.49
Originally posted by Wico89
:birra: mi hai letto nel pensiero

Anche a me!

Chao

il_falchetto_pellegrino
01-11-2003, 16.06.30
Sono contento di essere italiano. Orgoglioso? No, non ho alcun merito nell'esserlo, quindi perchè dovrei essere orgoglioso di qualcosa in cui non ho merito?

Mi è andata bene, potevo nascere in qualsiasi altro paese e magari ritrovarmi a morire di fame nel terzo mondo. Però, siccome sono nato in Italia, cerco di fare in modo che il paese vada avanti anzichè indietro.

Patria e nazione sono concetti che mi scaldano poco.
Amor di patria per forza, ognuno ama i luoghi in cui è nato.
Lo conosco tutto, è bello cantato tutti insieme, ma musicalmente è poco più di una marcetta di paese. Va Pensiero è un'altra cosa.

X quanto riguarda la digressione politica di Raziel, non capisco come facessi a renderti conto se si stava bene o male quando c'era il centro-sinistra se non leggevi gionrali o guardavi i TG. Se dai un occhio ai conti dello stato, e includi la manovra che ha fatto il centrosinistra per farci entrare in Europa, magari ti ricredi.
Berlusconi è quello che alle riunioni dei ministri degli esteri, alle foto ufficiali, fa le corna, e dice al ministro danese, sbigottito, che sua moglie non se la fa con Cacciari... pensa quanto possa essere aumentata la stima degli europei verso di noi...

Elrond.
01-11-2003, 16.24.50
In risposta ad Alceo, proprio la questione dell'Italia è stata, tempo fa, oggetto di un "carteggio" elettronico tra me e Q.
A seguire, ecco come la penso; ho toccato un po' i principali punti che mi stanno a cuore, diponibile per ulteriori approfondimenti.

Orgoglioso di essere italiano ? Certamente. Se fossi stato francese, o tedesco, o giapponese, probabilmente sarei stato ugualmente orgoglioso di tale appartenenza; quest'ovvia considerazione non sminuisce il valore del mio attuale sentimento nei confronti dell'Italia, in nome della quale c'è davvero da andare a testa alta, per via di un glorioso passato, nonché di una storia delle arti e della cultura senza eguali; e forse lo stesso spirito dell'italiano medio, una volta, in un diverso contesto, poteva essere maggiormente apprezzabile di quel che è ora: perché, se ora il quadro generale è desolante, emergono solo i difetti del singolo individuo, che vanno a comporre l'insieme; ma al tempo dei Cesari doveva emergere la virtus italica, ora sopita, ed il genio per secoli e secoli a venire. Di fronte a tali grandezze c'è solo da rimanere sgomenti, tanto più se le si paragona con l'attuale sfacelo: ed allora anche la vergogna subentra; no, non viene meno l'orgoglio, ma si prova lo sferzante sentimento di chi dovrebbe essere all'altezza di trascorse aspettative, ed invece non lo è. E tutti i cittadini d'Italia dovrebbero guardarsi intorno e vergognarsi, e cambiare !
Abbiamo avuto una storia difficile: lacerati da divisioni e particolarismi interni, dopo l'Unità d'Italia abbiamo tentato di fare gli Italiani. Ma a ben guardare, sono stati fatti ? Esiste l'italiano ? Il cittadino della nostra nazione si sente parte di un substrato comune agli altri membri della comunità ? Per lo meno riesce a delineare le caratteristiche di tale substrato ? Non mi pare.
Pigrizia, non si è stati capaci di attingere al vastissimo retroterra culturale e filosofico della nostra terra, che sarebbe bastato per costruire non una, ma parecchie identità nazionali, tanto è ricco ! Ma anche questo è stato un problema: invece che fondersi in un unicum, il nostro variegato patrimonio è stato diviso in meschini particolarismi locali; qui hanno agito grettezza e presunzione: piuttosto che cogliere la matrice comune, e si è preferito dividere, smembrare; ed ognuno, in base alla propria relativissima cultura ed ai propri relativissimi valori, pensa oggi di poter costruire la Patria a suo piacimento: lo stesso concetto di Patria una diventa discutibile: divisa prima dell'Unità, politicamente divisa al momento della nascita della Repubblica ( ahi ! problema spinoso ! ), destinata ad entrare nel vasto concerto dell'Unione Europea, questa Patria una sembra quasi superflua, un incidente storico che si sarebbe potuto evitare, linee tracciate sulla cartina senza alcuna ragione precisa, un evento che sarà dimenticato, dovuto ad inesistenti ragioni: superficialità d'analisi, incapacità di valutare le ragioni storiche che hanno portato all'Unità, il valore della medesima, e soprattutto i vantaggi da essa determinati, nonostante tutte le difficoltà che talune nostre regioni abbiano dovuto attraversare.
E la stessa entrata in Europa diventa un controsenso: la nascita dell'UE fa presupporre a molti che patriottismo e nazionalismo siano concetti ormai inutili, superati da un nuovo “continentalismo”; non si capisce che solo su solide basi nazionali ( che altri paesi possiedono ! ) si può erigere il concerto europeo; viene comodo credere che non sia necessario rinnovare concetti "ottocenteschi", perfettamente sostituibili dalle nuove "bellissime" ideologie, e non ci si rende conto che gli altri principali promotori di tali ideologie, hanno profondamente assimilato ( e non certo dimenticato ! ) le "vecchie" ! Noi arriviamo tardi come al solito: divisi fino all'ultimo, ora non abbiamo fatto l'Italia e pretendiamo di fare l'Europa, senza notare che a noi mancano quelle fondamenta che tutti gli altri possiedono.
Ma anche a rendersi conto dell'errore, c'è il tempo per rimediare ? Forse no, non più. Arriviamo sempre per ultimi, e le correnti storiche non ci aspettano: il moderno "cosmopolitismo" rischia di schiacciare tutti gli ultimi aneliti ad un’Unità nazionale di fatto; in un mondo percorso da correnti di costume che attraversano tutto il globo ed ovunque si radicano, uniformando gusti, abitudini e linguaggio, diventa difficile aggrapparsi a tradizioni le cui radici erano già state parzialmente divelte; si pensa che i “mattoncini” che compongono la Patria siano perfettamente intercambiabili, compreso il concetto in sé: ovviamente i restauri non si fanno in questo modo, ma a quanto pare non va di moda essere competenti in quel che si fa; è meglio lasciarsi guidare dai propri momentanei interessi e piaceri, senza guardare lontano, ed accusando ogni manifestazione contraria di essere espressione di un pensiero nazifascista.
E già, il nazismo ed il fascismo: sempre per la moda italiana di arrivare tardi su tutto, qui da noi sono ancora discussi problemi vecchi di decenni, che altrove sono stati da tempo superati; ed i risultati ai quali Hitler ha asservito alte virtù quali obbedienza, patriottismo e nazionalismo, rendono tali concetti equivoci, sovversivi, da evitare; non si riconosce nel nazionalismo la santa preferenza da accordare alla propria Patria, per la salvaguardia della medesima nei confronti di quanto possa eroderne gli attributi. Si finisce poi per mancare del tutto di rispetto agli stessi simboli della nazione, a cominciare dall'Inno stesso: un popolo del tutto ignorante e volgare, è tuttavia pronto critico dell'Inno di Mameli, che viene girato e rivoltato in ogni modo possibile; si dice: è eccessivamente retorico, alcuni termini sono equivoci, la storia che descrive non ci rappresenta tutti ( ne ho davvero sentite di queste critiche ! ), sono presenti riferimenti sgraditi alla religione cattolica ( da non credente non ho mai avuto difficoltà ad accettare determinati simboli che fanno parte della nostra storia, delle nostre tradizioni ed istituzioni, ma mi rendo conto che tale capacità non è posseduta da tutti: l'italiano sembra guidato da una maniacale voglia di distruggere tutto, senza costruire niente ). Mi son sempre chiesto, e continuerò a farlo, per quale motivo i rapporti dei francesi con la Marsigliese siano così diversi dai nostri con Fratelli d’Italia, sebbene si tratti di prodotti dal valore artistico e storico analogo.
Se l'humus sociale è questo, a livello politico internazionale ci manca quasi del tutto la dignità. Siamo come al solito incapaci di assumere una posizione coerente e soprattutto unitaria, troppo divisi da invidie e lotte politiche. “Italiani brava gente”, così ci poniamo dinanzi al mondo, rendendoci ridicoli ai nostri stessi occhi, amici di tutti, nemici di noi stessi.

J.Page
01-11-2003, 16.46.12
L'Italia la considero poco.

Gli altri paesi anche meno.

Alceo
01-11-2003, 16.48.53
Originally posted by il_falchetto_pellegrino
Sono contento di essere italiano. Orgoglioso? No, non ho alcun merito nell'esserlo, quindi perchè dovrei essere orgoglioso di qualcosa in cui non ho merito?


Qui pecchi un po' di eccssivo razionalismo.
L'uomo è spesso orgoglioso di appartenere a un gruppo anche se i meriti raggiunti dal gruppo non avvengono per merito suo.
Io sono orgolgioso che l'Italia sia campione d'Europa di pallavolo (anche eprché abbiamo vinto con i francesi ;-) ), pur non avendo giocato nella nazionale. :rolleyes:.




Originally posted by il_falchetto_pellegrino

Amor di patria per forza, ognuno ama i luoghi in cui è nato

La patria di cui parlo io è un concetto astratto, non il luogo fisico in cui si è nati e cresciuti. Lalu per esempio ha espresso il sentimento di sentirsi straniera in patria.
L'amor di patria indica quel sentimento che porta la gente a fare sacrifici, anche estremi come dare la vita, per il bene di un concetto astratto.





Originally posted by il_falchetto_pellegrino

Lo conosco tutto, è bello cantato tutti insieme, ma musicalmente è poco più di una marcetta di paese. Va Pensiero è un'altra cosa.

Davero conosci tutte le parole? :.:
Per curiosità dove le hai imparate? A scuola, servizio militare, stadio ;-) ...?

Zeus
01-11-2003, 16.58.39
Originally posted by J.Page
L'Italia la considero poco.

Gli altri paesi anche meno.

Marziano? Venusiano?

Cosa ci fai sulla terra? Ci spii?

Non ci avrete mai.

il_falchetto_pellegrino
01-11-2003, 17.00.54
E' vero, sono razionale, ma è lo considero l'unico modo corretto per interpretare gli eventi. I setimenti li riserbo per le relazioni interpersonali o per il calcio... :)

L'Inno me l'hanno insegnato alle elementari e alle medie, poi l'ho ripassato su internet quando si era indecisi se mantenerlo o sostituirlo col Va Pensiero.

Qfwfq
01-11-2003, 19.23.45
Estratto di un PM durante il lungo carteggio intrattenuto fra me ed Elrond circa la questione dell'Unità d'Italia.


[...]Un ottimo spunto introduttivo per inoltrarci nell'ultimo argomento di questo lungo PM. Mi riferisco naturalmente alle riflessioni sulla nostra nazione, il nostro popolo, la nostra Unità che ad oltre cento anni dalla realizzazione politica sembra ancora sgusciarci dalle mani nelle sue implicazioni sociali. Un solo consiglio mi sentirei di dare a coloro che si aggrappano a gretti particolarismi scambiandoli nella loro miopia per vestigia di un passato ben più glorioso: leggere il Foscolo. Magari non l'autore delle famigerate Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare anche piuttosto ingenuo nell'essere così permeato da giovanile disillusione per l'opera napoleonica, ma il sublime scrittore de I Sepolcri, l'unica opera che credo possa redimere noi italiani. Un lavoro grandioso, se consideriamo che un individuo di dubbia moralità quale Foscolo poi era, così dedito ai vizi del gioco, del bere e dei piaceri della carne, così lontano dal modello di integerrimità e morigeratezza del vate Parini, seppe in quell'opera restituire a tutti gli italiani la loro dignità, che questi la volessero o meno. Il come è semplice; appellandosi alla grandezza comune o, per meglio dire, ad esempi di grandezza che potessero essere recepiti e fatti propri da ogni italiano; si tratta di sentirsi in ultima analisi anche un po' fiorentini per amore di Dante, di Boccaccio, di Galilei ed allo stesso tempo un po' siciliani per amore di Pirandello o di Verga ( volendo ricorrere ad esempi moderni di chiarissima ed inoffuscabile fama ), sentirsi umbri, quale io sono, per amore, ammirazione e stima degli slanci mistici di Jacopone da Todi e di Francesco d'Assisi. Si tratta di esempi la cui grandezza non ha aspirazioni universali, bensì è universale, e come tale rivendicabile da ogni italiano orgoglioso di aver qualcosa a che spartire con tanto fulgore. Ovvio poi che se di fronte a tutto ciò leggo l'elogio del brigantaggio meridionale con le sue migliaia di morti, con la sua struttura profondamente omertosa e mafiosa nella sostanza, con le sue pretese egemoni sul territorio sostenute dalla violenza e mascherate ignobilmente allo stesso tempo da lotta per la libertà dei meridionali ( quale libertà, poi mi vien da chiedere ), il minimo che possa fare è farmi prendere dalla nausea di fronte a tanta stupidità verbale. Volendo ricorrere ad un discorso un po' paradossale, fors'anche banale, mi sento di avere più a che spartire con un milanese od un torinese onesto cittadino rispettoso delle leggi, che non con un umbro criminale nei fatti e fumosamente libertario a parole. Evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo; i doveri civili e morali, gli stessi doveri nei confronti dello Stato, passano in secondo piano quando si parla della propria terra, fosse anche questa stessa terra un ettaro di pietraia assolutamente sterile e disanimato. Qualcuno rimpiange addirittura i Borbone all'insegna del discorso, senza capo né coda, del si stava meglio quando si stava peggio. Molti meridionali sostengono che sarebbe stato meglio per loro se fossero stati lasciati in pace. Lasciati in pace ? Ma stiamo scherzando ? Al momento dell'unificazione il Piemonte ha ereditato un meridione ancora in pieno medioevo, completamente allo sbando. Un meridione ove l'assolutismo menefreghista dei tanto "compianti" Borbone aveva ridotto sul lastrico la plebe urbana e delle campagne creando situazioni di frequente e diffusa illegalità negli stessi circoli del potere, ove non esistevano libertà civili propriamente dette metre in Piemonte già esisteva una Costituzione rispettata al dettaglio alla quale anche il re doveva cedere e sottomettersi , ove si moriva ancora a trent'anni, ove i paesaggi paludosi infestati dalla malaria erano ancora la regola più che l'eccezione. Certo, molti provvedimenti del nuovo Regno d'Italia furono decisamente impopolari, la leva militare così come l'istruzione obbligatoria ridussero sul lastrico molte famiglie di contadini cui servivano più urgentemente braccia per lavorare la terra e non certo cittadini istruiti e responsabili. E' altrettanto certo che lo stesso sud abbia avuto, nonostante tutto, molto da guadagnare dall'unificazione. Prova ne è il fatto che Cavour non volesse l'unità d'Italia, preferendo di gran lunga incamerare l'intero nord-Italia ed i domini pontifici sino a Roma, lasciando il meridione, considerato solo fonte di problemi, un possibile continuo salasso per le casse dello stato piemontese più che una fonte di guadagni facili tramite uno sfruttamento indiscriminato, al suo destino. Nonostante tutto, nonostante le resistenze opposte, sono convinto che l'Unità abbia portato al meridione più vantaggi che svantaggi, almeno di fronte all'alternativa di essere lasciato a se stesso, in balia di una crescente degenerazione, come molti oggi avrebbero "preferito". La spaccatura ideale, sentimentale se vogliamo utilizzare un termine improprio, fra centro-nord e sud d'Italia mi sembra molto più recente; già sotto Mussolini ed il governo fascista, ovvero ( e non sai quanto mi spiaccia ammetterlo ) sotto l'ultimo governo di unità nazionale, non si avvertiva con tale veemenza. Radicalizzare un problema relativamente nuovo tentando una sua storicizzazione mi sembra un errore imperdonabile lungo il cammino per arrivare a forgiare questi fantomatici italiani; peggio ancora, mi sembra un errore criminoso e foriero di conseguenze funeste. L'unità non solo a parole, quella cui aspirava Dante richiamando la passata grandezza, come da te giustamente ricordato, è non solo possibile; è un dovere morale. Certo, i termini di espressione politica dantesca erano notevolmente anacronistici anche per il suo tempo, con il suo guardare al Sacro Romano Impero nella sua unicità ed universalità proprio nel momento storico in cui lo stesso Impero dovette rassegnarsi a rinunciare a tali prerogative. I precedenti tuttavia rimangono, ed attestano la fattibilità di un'unione de facto. Per concludere, il saggio di Leopardi sui costumi degli italiani, fa parte di una serie di titoli su cui mi riprometto da qualche tempo di metter mano quanto prima, pur continuando a procrastinare l'evento. Non mi spiacerebbe affatto, tuttavia, parlarne diffusamente. Per esperienza, sfrondando le sue argomentazioni da quelle famose cristallizzazioni cui accennavi, dettate dal momento storico, da correnti di pensiero dominanti, da eccessive astrazioni e da altre concause, trovo che le opinioni del Leopardi siano altamente condivisibili.
Avremo modo di risentirci quanto prima.
Saluti,

M.

jegosfig
01-11-2003, 21.06.28
sono orgoglioso di essere italiano quando vado a roma o venezia o in qualsiasi altro buco del nostro paese e vedo cose bellissime sono orgoglioso di essere italiano quando leggo la storia di questa gente di quello che a passato e come nonostante tutto a creato un paese civile una democrazia abbastanza valida
sono orgoglioso quando vedo i mille e più modi che un italiano sa inventarsi per ottenere quel che vuole putroppo anche il servilismo fa parte dell italiano
sono contento che esista uno stato come l'italia ma non credo di essere superiore ad un francese o un tedesco
patriottismo per me vuol dire non vergogniarsi della propria diversita ma anzi usarla per costruire qualcosa insieme
fanatismo invece chi crede che la propria diversita sia "migliore" delle altre

Disarm
01-11-2003, 23.51.33
Non mi sento italiano. Forse dico questo perchè ho avuto modo di conoscere il vero patriottismo tramite alcuni amici (francesi, americani, svedesi, norvegesi) che tramite anche solo piccoli gesti sottolineano sempre l' appartenenza al loro paese. E ne sono orgogliosi. E' questo che secondo me è il centro del discorso... per cosa si è orgogliosi? Per lo sport? Per l'economia? Per l'arte? In ogni caso pur vedendo punti forti e punti deboli in questi e in altri "settori" non mi sento italiano.

Forse perchè l'Italia è nata tardi rispetto agli altri paesi e non è mai stata veramente unita... ma mettere insieme così tanti "casi" non è facile. Eppure gli USA hanno una forte appartenenza avendo un popolo molto vario...

In ogni caso bisogna sfatare alcuni miti... certo i Francesi possono sembrare patriotticissimi ma andate in Corsica a contare quante bandiere della Francia ci sono. Lo stesso vale per alcune zone in Spagna e in Germania... solo che da noi la "mancata appartenenza" è una cosa estesa... come analizzarla?

TrustNoOne
02-11-2003, 05.43.58
ma porco zio fate un cazzo di forum bandito alle orde di ragazzini che scrivono cazzate

lock & ban (per me)

Alceo
02-11-2003, 15.22.43
Qualche riflessione e qualche domanda nate dagli interventi di Elrond e Qf.

Riguardo al sentimento di Patria (uso questa volta volutamente la P maiuscola) avrei una domanda sa farvi. Premetto che conosco poco il periodo fascista italiano: da una parte non era tra le mie “priorità” l’approfondire tale periodo e dall’altro il fastidio di dover conoscere più la posizione di un’opera che l’opera stessa per poter individuare le interpretazioni troppo di parte mi hanno tenuto lontano da tale periodo.
Ciò nondimeno ho sempre considerato il patriottismo che molti italiani hanno sentito in quel periodo come un sentimento dalle basi sincere. Mi riferisco a quell’amor di patria, magari un po’ ridicolo ai nostri occhi, che spingeva un esercito, a volte simile ad un’armata Brancaleone, a vivere di atti di eroismo, o una popolazione ancora povera a fare rinunce per supportare, appunto, la Patria.
Certo tale patriottismo era fomentato e usato dal fascismo, ma mi pare riduttivo pensarlo unicamente come figlio della propaganda fascista.
Mi vengono in mente grandi figure di antifascisti liberali che all’inizio abbracciarono le idee del fascio proprio perché spinti dal loro amor di patria.
Il trasformismo di massa, che in Italia assume sempre proporzioni incredibili, ha in seguito fatto dimenticare o sminuire l’importanza e il valore sentimento delle masse.
Ma, ripeto, queste sono soprattutto congetture mie perché conosco poco il periodo e vorrei sentire il vostro parere in merito.




Originally posted by Elrond.

Abbiamo avuto una storia difficile: lacerati da divisioni e particolarismi interni, dopo l'Unità d'Italia abbiamo tentato di fare gli Italiani. Ma a ben guardare, sono stati fatti ? Esiste l'italiano ? Il cittadino della nostra nazione si sente parte di un substrato comune agli altri membri della comunità ? Per lo meno riesce a delineare le caratteristiche di tale substrato ? Non mi pare.


Certo l’Italia non esiste nel senso in cui esiste Una Germania o Una Francia. Ma in fondo la sua diversità è anche la sua ricchezza. L’omogeneità che vedo qui in Francia mi spaventa non poco, soprattutto perché al giorno d’oggi essa nasce spontaneamente per imitazioni di Parigi, non è più frutto di una forzatura da parte dallo stato centrale.
Non saprei Elrond.
C’è un conto da pagare nella creazione di un’identità nazionale, e se fatta male rischia di far perdere grandi ricchezze ad un paese come l’Italia.

Ray McCoy
02-11-2003, 18.22.10
Il patriottismo in Italia non esiste. Esiste giusto un ridicolo nazionalismo da operetta portato avanti da uno schieramento politico senza storia passata, né vita futura.

Adoro l'Italia, e sono tutto fuorchè fiero di essere Italiano. Aspetto di trovare la forza ed il coraggio di andarmene all'estero. Tornerò in Italia quando avrà un popolo degno di utilizzare questo nome.

Ma prima di sentirmi nato in Italia (mi rifiuto di usare la parola Italiano. Gli abitanti di questo paese sentono il loro senso di appartenenza ad una nazione solo quando hanno da insultare tedeschi e francesi. Quando han da pagare una multa, il loro patriottismo emigra), mi considero figlio dell'Europa. A lei dono il mio patriottismo. A lei mi sento davvero di appartenere.

Dell'inno di mameli so le prime due strofe. Non mi vanto di non saperlo tutto, e mi spiace peraltro perchè Mameli è un personaggio storico che stimo immensamente.

L'assenza di un patriottismo in Italia è dovuta a varie cause (sintetizzando, e schematizzando):
- Nel 1800 il grave errore dei leader del Risorgimento fu non coinvolgere le masse, che non cominciarono ad acquisire una vera coscienza.
- Nella prima metà del 1900 il fascismo ha giocato solo sull'immagine della Nazione, fregandosene allegramente dei contenuti (ricordate che durante la visita di Hitler facevano girare semrpe gli stessi treni a rotazione nelle stazioni per dimostrare che le ferrovie funzionavano? Ecco, uguale col resto).
- Nella seconda metà l'Italia è rimasta spaccata tra due correnti universalistiche, Cattolicesimo e Comunismo, e nessuna delle due predicava l'unione degli Italiani, ma la prima l'unione dei cattolici del mondo, la seconda l'unione dei comunisti del mondo.

Queste, a grandi linee, le cause più importanti.

Zargon
02-11-2003, 22.19.27
Sono molto contento di essere nato in Italia, di esser nato in un luogo che in quanto a storia non ha da invidiarne a nessuno.
Quello che veramente nn sopporto sono gli italiani, il loro disprezzo per il senso di patria, il vittimismo, la continua polemica e via dicendo. Non sopporto le persone che dicono di vergognarsi di essere italiani perchè rappresentati da un governo della fazione politica opposta a quella che hanno votato (e lo dico sia per quelli di centro-dx che di centro-sx). Non sopporto le persone che ancora fanno ragionamenti (io padano sono bello e ricco, tu sud schifoso, idiota e scroccone). Basta davvero, in 100 anni di storia nn siamo riusciti a unirci per alcuni dei motivi citati prima ma sopratutto per nostra idiozia. Lo penso già da un po' di tempo, se un giorno riuscirò a laurearmi spero di andar a lavorare all'estero perchè sinceramente degli italiani ne ho le palle piene.Quando sento gente che dice stronzate sul nostro splendido paese mi andrebbe di dargli due belle pizze in faccia ma superato quel momento di "pazzia", le ignoro e mi vado a fare un giro fumandomi una sigaretta. Ed è la miglior cosa :(

Thor
03-11-2003, 15.06.31
Originally posted by Alceo
A me interessa sapere come vivete voi tale situazione.
Che sentimento vi suscitano le parole patria e nazione?
Trovate che l’espressione “amor di patria” sia un’esagerazione?
Se non vi sentite “patriottici” siete comunque orgogliosi di esser italiani?
[B]EDIT[/] Aggiunta dopo il post di Snorri_Sturluson
Quante strofe dell'inno di Mameli conoscete?
Che effetto fi fa quando lo sentite?




Io sono orgoglioso di essere italiano, lo sono sempre stato e spero di esserlo per sempre.
Non dimentichiamoci che nell'antichità lo stivale è stato a capo del più grande impero mai conosciuto dal mondo.
Patria e nazione sono termini che mi fanno sentire orgoglioso di essere nato in quel di Mediolanum parecchi anni fa, in quell'Italia che ha portato cultura e civiltà nel mondo. Noi abbiamo dato molto al genere umano, non solo mafia, luoghi comuni e delinquenza, anche se negli anni ci stiamo riducendo a essere lo zimbello del mondo, e non certo per colpa del popolo italico.


L'inno di Mameli lo conosco dalla scuola elementare, a volte ne scordo qualche strofa, poi ascoltandolo mi ritorna in mente.

Un'osservazione per chi ritiene che l'inno dovrebbe essere Va Pensiero. Io ritengo che L'Inno di Mameli sia molto bello, scalda il cuore, e sinceramente farei come in America, dove prima di ogni manifestazione sportiva fanno ascoltare l'inno nazionale.

BESTIA_kPk
03-11-2003, 15.48.46
Italia? Magnifica, ricca di paesaggi, storia, tradizioni, differenze...

Non mi piace il patriottismo. Forse perchè lo confondo con quel sentimento che spinge a crepare in guerra, o mandare i propri figli a crepare "con onore".

Orgoglio? mha, un poco si.

Inno di mameli? non mi piace. E me ne frego del parere altrui sul mio parere. Rispetto chi lo apprezza (l'inno), ma non mi piace per contenuto o musicalità, banalmente.
Ne conosco poche strofe proprio per questo (e se mi piace una song, la imparo in fretta). Sento molto più calde una "bard's song" o una "courage", che nulla hanno a che vedere con determinate nazioni (sono generiche).

Tempo fa avevo aperto un topic sul "morire per la patria".
Mi ha deluso chi rispondeva "io si morirei per la patria e mi vergognerei per un figlio che sfugge alle trincee".
Perchè? la maggior parte delle vittime in guerra sono pedine sacrificabili, e sacrificate. Io amo la vita, non lo spreco.
Ah, avevo già spiegato in quel topic che non parlo di "vigliaccheria" (se c'è un motivo fottutamente valido, pugni stretti e dentro nella mischia!)

Italiano? mha. E' più facile prendersi a male parole con un altro italiano, che allacciare anche solo un saluto tra sconosciuti.

Disprezzo i disonesti che fottono le risorse del paese, l'omertà, le teste di cazzo e i fanatici.
E l'indottrinamento all'amore della patria, mi suona un po' come un "condizionamento". Fin da piccoli esser condizionati? no thx l'amore per qualcosa non va indotto, ma sperimentato da soli.

EDIT: dimenticavo: non sono tra quelli che sputano sull'italia. Ha pregi e difetti, punto.
Pago le tasse, rendo un utile a questa nazione, me la godo come posso. Spero nessuno si azzardi a suggerirmi di cambiare suolo :)

Dlmc
03-11-2003, 17.49.43
io sono controcorrente, mi sento Italiano al 100% e non ho alcuno scrupolo a dirlo, questa è la mia patria sono nato qui vivo qui e non mi dispiacerebbe affatto morire per essa.
Inoltre conosco, come ogni buon Italiano (notare la maiuscola, non voglio comunque offendere ed eventualmente mi scuso)l'inno nazionale (a prescindere da quale sia o debba essere ) a memoria fino al "l'Italia chiamo. Si".Voglio inoltre fare notare che io mi sento Italiano anche se sarei tenuto meno di altri ad esserlo in quanto le mie radici paterne sono in sud america (Cile, Huasco) ma io sento di esserlo e non sopporto quando i miei amici si offendono (amichevolmente) dandosi del "terrone" o del "brindisino", non capendo che offendono anche se stessi, un senso nazionale gia maltrattato e alimentano le rivalità esistenti fin dal medioevo.



Lo ripeto: Sono Italiano

FIREBLADE_RR
03-11-2003, 18.37.36
Mi sento Italiano,e orgoglioso di esserlo.L'Italiano è sempre stato un esterofilo ed è una cosa che ho sempre odiato.Ma scusate x voi l'Italia cambia ad ogni elezione?A me nn interessa la politica,forse è x qst che l'apprezzo.

X qnt riguarda l'inno di Mameli a me piace,anche xchè confronto a gli altri è molto + allegro.Va pensiero?:nono: L'Italiano di Toto Cotugno :ihih:

Elrond.
04-11-2003, 01.32.15
Originally posted by Alceo
Riguardo al sentimento di Patria [...]
La propaganda fascista ha avuto certo il suo ruolo nella diffusione del sentimento patriottico, ma non credo che si sia trattato di un sentimento imposto, quanto piuttosto portato alla luce, fatto nascere dal di dentro; e non mi pare che questa mia interpretazione sia poco o nulla condivisibile: il momento storico e le correnti di pensiero di quel periodo erano favorevoli alla nascita di un simile sentimento, con la Grande Guerra appena conclusa, che per noi fu anche Terza Guerra d'Indipendenza. Il regime ha piuttosto imposto ( e creato ) una determinata immagine dell'Italia, forte ed orgogliosa: ci mette poco un popolo ad infervorarsi per questo. Inoltre, non si fosse trattato di un sentimento genuino, di certo non avremmo avuto illustri adesioni quale fu quella di Benedetto Croce ( anche se limitatamente ai primi anni ), come da te ricordato. La congiuntura, ribadisco, era favorevole.

Quello che manca adesso, come mi pare qualcuno abbia già fatto notare, è un'identificazione del concetto di Patria con un quid concreto: non si riesce ad andare al di là dello schieramento politico dominante.



Originally posted by Alceo
Certo l’Italia non esiste nel senso in cui [...]
Mah, la crezione di un'Italia de facto non deve necessariamente passare per l'omogeneizzazione delle nostre ricchezze: questo sarebbe uno sbaglio.
Tuttavia non saprei dirti se effettivamente tale scotto andrebbe pagato, ed in che misura, o se si potrebbe realizzare l'Unità altrimenti. Per quel che riguarda la Francia, non vorrei peccare di un luogo comune, ma mi pare che sia sempre stata sua abitudine "copiare" Parigi; inoltre la Francia stessa conserva le sue particolarità; di meno dell'Italia ? Mi viene da credere ( con ragioni storiche ) che la Francia non sia mai stata culturalmente tanto variegata quanto l'Italia.

alcoolwarriors
04-11-2003, 01.38.52
la mia filosofia è moooolto lontana dal patriottismo...

Zeus
04-11-2003, 02.31.49
Il tricolore è il tricolore. C'è poco da fare. Il patriottismo è un ideale che va oltre a qualsiasi colore, è un qualcosa che dovrebbe stare al di sopra di tutto, ma purtroppo l'ignoranza è potente in questa Nazione e questo (il patriottismo) è un concetto che purtroppo è andato sbiadendo e sfruttato nel peggiore dei modi nel corso degli anni anche per volontà dei capoccia che si sono succeduti nel tempo a governarci. Per fortuna che negli ultimi tempi c'è stata una inversione di tendenza.

Personalmente parlando, mi sentivo fiero di portare quello stemma sulla spalla sinistra col tricolore e la scritta "ITALIA" fino a poco tempo fa. Stessa cosa per l'Inno di Mameli. A me piace, mi emoziona anche se non sarà qualitativamente paragonabile al "Va' Pensiero". (poi onestamente non ce li vedo dei soldati intonare quest'ultimo ogni mattina all'alzabandiera :asd: :asd: :asd: ).

Se devo dirla tutta non sopporto quelli che spalano merda sul mio paese senza cognizione di causa, per sentito dire, perchè fa figo, perchè fa gggGGggIiiIIovaN3, e cose simili perchè va di moda fare gli alternativi.

alcoolwarriors
04-11-2003, 02.34.56
Originally posted by Zeus_M
CUT

io sono fierissimo di essere italiano!
solo non inserisco il patriottismo fra i miei valori...

mimmo81
04-11-2003, 02.38.09
Io mi sengo orgoglioso di essere Italiano e di essere Romano...
Non guardo il lato politico perchè non mi interessa...guardo cio che cè di concreto nel Bel Paese invidiato, odiato, temuto da tutto il mondo.
Abbiamo le città piu belle del mondo: Roma, Venezia, Firenze, Siena e tantissime altre...l'80% del patrimonio culturale mondiale è in Italia(cito il Colosseo, la Torre di Pisa, Il Duomo di Milano)...abbiamo avuto gente come Dante, Leonardo, Michelangelo, Manzoni, Foscolo, Mazzini, Garibaldi, Fermi, Quasimodo, Totò, Sordi e Fellini (ma solo per citarne alcuni) gente seconda a nessuno nel suo campo!!!
La nostra cucina è la migliore in assoluto è inutile che ci propinino la Nouvelle Cousine (cipolla anche nei dolci e creme a volontà...hai finito di cenare che hai piu fame di prima), il Cinese o il Messicano...Abbiamo un elenco di pietanze sconfinato che passa dai primi (lasagne, tortellini, bucatini, spaghetti e svariati risotti) ai secondi carne\pesce (fiorentina, cotolette alla milanese, Impepata di cozze) alle verdure...
Abbiamo le donne piu belle del mondo....

Purtroppo abbiamo anche gente come Bossi che fa di tutto per toglierci questa identita...
L'Italia pur essendo grande come lo stato di New York ha risorse umane e culturali 10 volte piu dell'America...
Sono Italiano e me ne VANTO!!!

offis
05-11-2003, 21.11.45
Assolutamente FIERO di essere italiano.