PDA

Visualizza versione completa : Guarra alla Siria? Ci pensa Sion



DaRk3L
05-10-2003, 20.16.46
Da Repubblica.it


DAMASCO - La Siria ha chiesto una riunione immediata del Consiglio di sicurezza dell'Onu dopo il raid israeliano sul suo territorio. E le Nazioni Unite hanno risposto a stretto giro di posta. Gli Stati Uniti, che nel mese di ottobre hanno il turno di presidenza, hanno convocato una riunione a porte chiuse per oggi alle 16 (le 22 in Italia). "Vedremo cosa accadrà", ha commento l'ambasciatore siriano all'Onu, Fayssal Mekdad. Chiediamo al Consiglio - ha aggiunto - di prendere misure per condannare l'attacco israeliano, che è una violazione diretta della carta dell'Onu e delle norme della legislazione internazionale".

La condanna della Siria al raid israeliano della notte è stata immediata e ferma. Le incursioni israeliane, ha accusato Damasco, hanno colpito "una zona civile provocando ingenti danni materiali". E Faruk al Sharaa, ministro degli Esteri siriano, ha inviato questa mattina un messaggio al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan chiedendo una immediata riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Alla ferma protesta della Siria si aggiunge la condanna dei paesi arabi vicini. Il presidente egiziano Mubarak ha definito il raid israeliano "un'aggressione contro un Paese fratello, portato con il pretesto di dare la caccia ad alcune organizzazioni". E da Amman il ministro degli Esteri giordano Marwan Moasher ha condannato il raid israeliano aggiungendo che atti simili rischiano solo di innescare una "pericolosa escalation che potrebbe coinvolgere l'intera regione in una spirale di violenza". E Amr Mussa, segretario generale della Lega Araba (che ha convocato una riunione urgente dei delegati permanenti al Cairo) ha dichiarato che "l'aggressione delle forze d'occupazione israeliane contro la Siria è terrorismo di stato".
- Pubblicità -


Ma anche l'Europa ha alzato la voce contro il raid israeliano che "lede il diritto internazionale e non aiuta l'opera di pacificazione della regione". Dalla Francia arriva una condanna senza mezzi termini contro un atto che costituisce "una violazione inaccettabile del diritto internazionale e delle regole di sovranità". E anche Londra punta il dito contro Israele che "può decidere iniziative per difendersi da attacchi terroristici, ma nel rispetto del diritto internazionale", come ha spiegato il ministro degli Esteri britannico. Ferma condanna anche dal cancelliere tedesco Gerard Schroeder, che in una conferenza stampa congiunta con Mubarak, ha detto che "la violazione della sovranità di un paese terzo complica sempre più il processo di pace".

Da parte sua l'amministrazione Bush ha ribadito la propria esortazione a Israele e Siria a non aumentare le tensioni e ad evitare "azioni che possono condurre a ostilità in Medio Oriente". Una fonte del governo, indicata come vicina alla Casa Bianca, ha insistito sulla linea già anticipata nelle scorse ore dal Dipartimento di Stato, mentre il presidente George W. Bush e i suoi più stretti collaboratori hanno evitato per il momento di prendere posizione apertamente sul raid. "Abbiamo detto ripetutamente al governo siriano - ha ribadito la fonte, che ha chiesto di non essere citata - che si trova dalla parte sbagliata nella guerra al terrorismo e che deve smettere di ospitare terroristi. Questa resta ancora la nostra posizione".

Secondo il Fronte di Liberazione della Palestina "gli aerei israeliani hanno colpito uno dei quattro centri di addestramento abbandonati oltre un anno fa e dove da allora sono ospitate famiglie palestinesi rifugiate in Siria, facendo numerosi feriti civili". Una versione che non collima con quella dei vertici militari israeliani secondo i quali è stato preso di mira un campo di addestramento palestinese situato a Ein Zaheb, "molto all'interno del territorio siriano". Il campo, secondo Israele, serviva da base a diversi gruppi terroristici palestinesi, tra cui Hamas e la Jihad islamica, che ha rivendicato l'attentato suicida di Haifa


(5 ottobre 2003)