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Visualizza versione completa : Telecronisti e Torino



Enrico170780
25-09-2003, 12.58.55
Non se se avete notato ma lentamente tutti i telecronisti della sede di Torino della RAI sono stati posti di fronte alla scelta: cambi sede oppure ritrovarsi a commentare il CND.

La principale vittima di questo meccanismo è stata Carlo Nesti (a mio parere uno dei migliori telecronisti in circolazione, sempre pacato e preciso); giusto ieri leggevo una dichiarazione sulla Stampa di Torino di nonsopiùchi con un certo potere in RAI che giustificava queste scelte con motivazione di ordine tecnico, soprattutto sulla questione nazionale (Bizzocchi Cerqueti meglio di Nesti)... mah :azz:

La telecronaca di ieri sera della partita Roma-Vardar è un esempio della qualità della telecronaca di Cerqueti, per lunghissimi minuti si perdeva in chiacchiere assolutamente non attinenti al gioco col suo compare Sandreani come se stessero in un salotto e nel mentre le azioni si susseguivano senza alcun commento.

Un altro esempio di questa tendenza si può riscontrare nella letterale "calata" dei telecronisti della sede centrale (Roma) per la partita Juventus - Roma.

Secondo voi, e qui mi rivolgo principalmente ai torinesi, anche in ottica Torino 2006 (olimpiadi invernali), non trovate preoccupante questa tendenza a "castrare" qualsiasi impresa/iniziativa torinese, proprio mentre la città inizia faticosamente a uscire dalla monocultura FIAT?

krolizard
25-09-2003, 13.49.46
si, da una parte Chiamparino si fa il mazzo per rendere più moderna e competitiva la città e dall'altra qualcuno cerca di portare via le risorse... il tutto mi sembra che giri però attorno alla RAI perché per il resto mi pare che non ci siano grandi stravolgimenti. Hanno aperto il museo del cinema, la fondazione Rebaudengo, vogliono rifare il museo dell'auto, ora stanno costruendo la metro...
poi personalmente del calcio non ..... eam... :D

krafen
25-09-2003, 14.43.35
Non avevi altro da fare Enrico????????:D

Mischa
25-09-2003, 14.45.03
quel che fa la rai, onestamente, mi può interessare come "italiano" e come "abbonato", non come torinese. rai = viale mazzini roma, che abbia o non abbia palazzi anche qui, il come gestisce i collegamenti e i suoi dipendenti locali, mi frega assai. e ancor meno se relativo al calcio. l'uscita dalla monocultura fiat, auspicata ed auspicabile, non credo spetti ad altri che ai torinesi (anche tramite iniziative come le olimpiadi invernali, se riusciranno a rispettare le scadenze con cantieri e simili, hm). uscire da una monocultura, significa in primo luogo smettere di dipendere da singole realtà, a maggior ragione poi se di portata nazionale, più che locale. se c'è fuga di risorse, è da pensare che altrove le offerte siano migliori. lo stato guardi ai suoi interessi, come le regioni e i comuni. essendo la rai struttura statale, preferirei che i suoi uffici e le sue strutture, tolti quelli di rappresentanza e prestigio, fossero localizzati dove minori fossero i costi per lo stato e maggiori i benefici - ovvero in quelle realtà che, a livello economico, sono cronicamente in crisi. quindi ben venga decentrare, ma verso aree povere, verso regioni e città che non riescano a valorizzarsi autonomamente, per i più svariati motivi. quel che contraddistingue il sud, è l'assenza dello stato (non sto parlando di finanziamenti: parlo di infrastrutture). il che si traduce poi in mafia, in disorganizzazione, in disoccupazione, degrado territoriale, e via dicendo. per assurdo se anche tutto ciò che resta della rai a torino venisse trasferito altrove, i "danni" sarebbero minimi - chiunque perdesse il posto, sarebbe presto riassorbito da altri settori; mentre per contro, aprire una sede rai che so - a sassari, caltanissetta, taranto, significherebbe portare lavoro, strutture, presenza statale in zone dove sono carenti. sul lungo periodo questo creerebbe nuovi poli di investimento a livello privato, elevando di riflesso le condizioni locali, con ricadute positive anche per altre aree. torino non ha bisogno di una rai, ha altri modi per valorizzarsi.