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Visualizza versione completa : Diario del 9 luglio - Ergonomia, Ricerca e gente all'antica



K4pp4
09-07-2003, 13.39.39
Dalla banalità di tutti i giorni, a volte, nascono spunti interessanti. Un fatto non quotidiano ma normale, come la rottura di un mouse, può mettere in moto esperienze interessanti.
Prima di partire devo fare un'ammissione: sono molto abitudinario nell'uso delle interfacce. Uno di quelli che potesse si porterebbe dietro la sua tastiera e il suo mouse per intendersi. Il primo pensiero, quando la periferica (di un noto costruttore) mi ha abbandonato dopo quattro anni di onorato servizio è stato: "pazienza,lo sostituisco". E qui è stato durissimo constatare di persona quanto idea e azione siano separati da una serie di non-idealità.
Iniziamo con la cosa che ogni buon utilizzatore di computer fa: si monta il mouse di ricambio e si procede con la ricerca online presso il sito del noto costruttore. Perfetto il nostro mouse è a catalogo. Una volta calcolati in media i tempi di consegna nei vari shop disponibili, si constata che forse conviene cercarlo presso un punto vendita, anche perchè il "tretastibulk" che ci fa da backup inizia a creare fastidiose senzazioni alla mano destra. Sono un abitudinario, e oramai la mano aveva preso la forma della vecchia periferica.
Il Punto vendita. Ci si potrebbero scrivere altri diari, ma comunque il risultato finale è che, miracoli della stock rotation, trovare una specifica periferica, fra prodotti esauriti e in riordino è una piccola impresa. Ormai è una questione di principio. Finalmente trovo quello che mi serve. Alcuni piccoli dettagli sulla scatola sono cambiati, ma tant'è, il packaging va rinfrescato (quando sarò grande capirò, forse, il motivo per cui un mouse debba essere venduto in una scatola da mezzo metro cubo). Per il resto tutto a posto. Fino all'arrivo a casa. Perchè il Prodotto 123 che possedevo io non corrisponde all'attuale Prodotto 123.Sono molto simili, ma sono state apportate alcune modifiche, evidentemente nel tentativo di migliorare l'ergonomia. Ma io sono un abitudinario, e la mia mano mal si adatta alle congetture ergonomiche dei designer. Dettagli, particolari, è vero. Ma che fanno pensare all'estrema mobilità del nostro mondo, dove le certezze sono davvero poche. Sono un abitudinario, e probabilmente è un atteggiamento fuori moda. Ma in montagna ero solito usare un coltello (http://www.opinel.com/) del tutto identico a quello che usavano i miei avi, pur avendolo acquistato negli anni '90 (di questo secolo). Le forme delle piccole cose con cui abbiamo a che fare tutti i giorni hanno un importanza tuttaltro che marginale. Va benissimo, anzi, probabilmente dovremmo ringraziare chi si impegna per raggiungere la forma ottimale. Ma l'ottimo, in termini di ergonomia, è un concetto troppo soggettivo. Piuttosto che si facciano diverse versioni, in modo da non deludere i maniaci come il sottoscritto che si erano "fidelizzati" su di una forma. Comunque sono convinto che anche il nuovo Prodotto 123 sarà soddisfacente, una volta abituato. E in quel preciso momento, prima di ulteriori restyling, ne comprerò uno scatolone. Non si sa mai...

jklITA
09-07-2003, 14.00.37
bel diario... è vero, anche io rimango attaccato alle cose, la considero una specie di fedeltà :)

mincia
09-07-2003, 17.19.13
Originally posted by K4pp4
Prima di partire devo fare un'ammissione: sono molto abitudinario nell'uso delle interfacce.

Poi io mi domando come fa la microsoft a fatturare miliardi di dollari....

Bellerofonte_
09-07-2003, 19.10.47
Io avrò cambiato mouse centinaia di volte, poi ho preso questo ottico e va alla grande, ce l'ho da più di un anno.
Non avrei problemi però a cambiarlo, se mi offrissero un Logitech MX :D

jklITA
09-07-2003, 20.28.28
io ho ancora la tastiera della compaq e il logitech di anni fa :rolleyes:

K4pp4
09-07-2003, 21.00.10
Originally posted by mincia
Poi io mi domando come fa la microsoft a fatturare miliardi di dollari....


Quelle fisiche, non quelle a monitor :D :D :roll3:

K4pp4
09-07-2003, 21.03.21
Originally posted by jklITA
bel diario... è vero, anche io rimango attaccato alle cose, la considero una specie di fedeltà :)

Grazie... comunque oltre ad una questione di fedeltà è proprio un fatto di abitudine... quando la distanza fra l'impulso e l'attuazione si assottiglia, allora anche tempi infimi come quelli di adattamento delle mani sembrano eterni...

Poi si, lo ammetto... ho scatole e scatole di cianfrusaglie che non riesco a buttare via [per insider: vedi un certo braccialetto...]

jklITA
09-07-2003, 21.10.38
io nn riesco a buttare via niente :(... per me i vecchi giochi sono ancora imbattibili :D... ho 9 giga di roms, abandonware ecc... e ancora ci sono molto attaccato... è una questione di attaccamento... anche per i fumetti... per i vecchi VHS... per gli LP :D... è anche un sintomo di "non indifferenza" secondo me ;)... vuol dire che quel periodo della tua vita (simboleggiato da un qualsiasi oggetto) l'hai goduto appieno...

the_log
11-07-2003, 03.16.09
Posso ? :angel2:

Il problema trattato è solo relativamente di ordine ergonomico. Diciamo in sintesi che l'ergonomia produce tante belle tabelle relative alle misure dell'uomo medio di una particolare zona geografica e progetta le cose in relazione alle specifiche di questo uomo medio ipotetico (piccolla osservazione, ovviamente la mano di un giapponese nelle tabelle di ergonomia è più piccola di quella di un europeo. Ovviamente i giapponesi progettano in base alle loro misure. Ora potete capire perchè spesso nel Gameboy il vostro pollice va oltre al bottone di un buon centimetro costringendovi a piegarlo e prendervi un crampo dopo 20 minuti di utilizzo).Questa cosa fa nascere però un problema, più una cosa è ottimizzata ergonomicamente nella sua morfologia e più risulterà scomoda se noi non combaciamo con il profilo del famoso uomo ideale. Esempio classico, un pentolino con il beccuccio a sinistra del manico è quasi impossibile da usare per un mancino. Spesso quindi si preferisce fare le cose con una forma più neutra, un martello con il manico cilindrico è moderatamente ergonomico per tutti e scomodo per nessuno, un modello con estremamente manico sagomato è comodissimo per una mano tipo ma scomodo per una mano grande ed una piccola ( es rubato ad Attilio Marcolli, fu mio docente di morfologia dei componenti ). Questa strada è seguita dai mouse per esempio simmetrici, usabili sia con la destra che con la sinistra invertendo via software i tasti. Alcune case invece producono mouse specifici per destri e per mancini, spingendosi poi nel proporli di diverse dimensioni, per la massima adattabilità ad ogni mano. Non dimentichiamo che alla fin fine molti di noi hanno la loro mano principale per la maggior parte della giornata interfacciata al proprio mouse, non è quindi una periferica da trascurare.
Tutto questo discorso però non è legato al fatto di comprare oggi l'oggetto X e trovarlo leggermente differente dal medesimo oggetto X preso un'anno prima. Infatti questo avviene quando si progetta seguendo i dettami del Concurrent Engineering detto nella lingua progettazione continua. In pratica si tratta di avere il potenziale per poter portare la fase di progettazione oltre il limite della preproduzione, riuscendo ad internevire progettualmente anche nella fase della produzione stessa. Considerando che in un mercato globale i costi fissi ( stampi per i nuovi pezzi ) sono irrisori rispetto a quelli variabili quando si tirano milioni di pezzi di un prodotto si ha la possibilità di continuare a progettarlo e migliorarlo anche quando il prodotto è in vendita.
Ovviamente se il discorso a livello teorico non è attaccabile, a livello pratico, sopratutto in un momento nel quale qualsiasi cosa ormai è continuamente riprogettata, può portare a problemi di adattamento. Tu dici che hai preso il tuo vecchio mouse, ma non è più quel mouse al quale eri abituato. Vogliamo parlare allora dei software che continuano ad aggiornarsi e che pur essendo più evoluti e completi ci costringono ogni volta a reimparare ad usarli ? In teoria anche un gioco, se lo compro all'uscita ha determinate caratteristiche, se lo compro dopo un anno, con applicate tutte le patch uscite nel frattempo, è lo stesso gioco ma differisce per alcuni particolari. In caso di MOD poi spesso da una versione all'altra le differenze sono anche radicali. Così la nostra rivista preferita, può capitare che un giorno cambi veste, abbandoni la grafica alla quale eravamo abituati. Oppure il deodorante, quando hanno cambiato il mio fido Axe Marine il mondo sta crollando sotto i miei piedi :D . E per finire, l'apoteosi, i telefonini. Campo dove non esiste una vera e propria progettazione continua, ma un flusso esagerato di nuovi modelli e proposte fatti solo allo scopo di svalutare immediatamente il nosto acquisto e spigerci a cambiarlo con un prodotto più recente quando non ne avremmo bisogno. Prova a rompere il tuo telefonino di un anno fa, con il quale magari ti trovi spendidamente, e vedi se riesci ancora a trovarlo in giro !
Ma qui entriamo in dicorsi di marketing etico, si fa di tutto perchè il consumatore non si affezioni al prodotto ( al massimo si fidelizzi al marchio ) in modo da spingerlo a disfarsene e rimpiazzarlo con uno nuovo. Ovviamente con x funzioni in piu' inutili, ovviamente quando il vecchio ancora funzionava, ma come già detto, questo è tutto un altro discorso.

K4pp4
11-07-2003, 11.00.13
Originally posted by the_log
Posso ? :angel2:

Il problema trattato è solo relativamente di ordine ergonomico.
...
[MEGACUT]
...



Ciao the_log, e benvenuto :)

Il tuo intervento è molto interessante e approfondito, e per quello che mi riguarda quanto dici è inconfutabile (in primo luogo perchè l'ho provato sulla mia pelle, in secondo luogo perchè evidentemente hai delle competenze specifiche).
E tutto sommato in linea di principio ha un suo fondamento anche il discorso di fondo: tentare di avvicinare il più possibile, passami la licenza, la macchina all'uomo, fare in modo che la convivenza sia meno difficile.
Ma al di la della funzionalità, del meramente razionale, c'è tutta una serie di fattori che molto spesso sfuggono alle logiche di mercato (marketing o progettazione poco importa). Faccio un esempio banale e inadeguato, ma il cambio della Renault 4 era una delle tre cose più scomode del mondo, eppure, per certi versi, era "il suo bello".
Perchè la gente (io almeno) si affeziona agli oggetti, alle loro caratteristiche, alle piccole idiosincrasie, a quel gigolio del cruscotto fra i 70 e gli 80 all'ora, alla porta di casa che per chiuderla devi tirare forte. A tutto quello, insomma, che ci rende caro e unico quello che abbiamo vicino.
Il tentativo di avvicinarci le cose da un punto di vista razionale finisce inevitabilmente per allontanarcele dal punto di vista affettivo, le rende fredde, distaccate, troppo razionali per avere personalità. Questo, almeno, è il mio punto di vista...

the_log
11-07-2003, 19.14.18
Ovviamente il fattore umano è per sua natura imprevedibile, non riconducibile a schemi e quindi mai del tutto analizzabile.
Pero' putroppo il marketing strategico conosce bene le valenze della sfera emozionale, la spinta delle pulsioni primarie, i bisogni non espressi di un determinato target. Riesce a caricare di valori emozionali e simbolici prodotti, sopratutto attraverso la comunicazione, in modo dettagliatamente studiato.
Indosseresti delle scarpe da ginnastica ( quando non fai attività ginnica ) di dubba qualità prodotte in stabilimenti del terzo mondo sfruttando la mano d'opera locale e messe sul mercato ad un prezzo artificiosamente gonfiato ? Forse no, ma quasi sicuramente porteressi un bel paio di Nike, anche se in fondo indosseresti il brand Nike che e' legato alla scarpa sopra citata.
Anche nei giochi spesso buone azioni di marketing hanno pompato prodotti mediocri o nella media. Tomb Rider non sarebbe stato il fenomeno che è diventato se non avesse avuto una protagonista con 2 tette a mongolfiera, ed ovviamente il fatto di spingere sul personaggio di donna forte e popputa è stato pianificato bene. Senza parlare di casi storici come Game Over. Non so quanti abbiano poi giocato il titolo, o dopo averlo fatto lo abbiano apprezzato. Era un gioco brutto, che sarebbe ora del tutto dimenticato che all'epoca alla Dinamic non avessero deciso di puntare su una comunicazione basata sulla sessualità. ( di recente ho scoperto che nello stesso periodo si erano spinti a mostrare un seno nello screen di caricamento di Turbo Girl (http://www.cs.unc.edu/~llopis/cpc/spain/programs/TurboGirl/presentation.gif) versione Amstrad. Ovviamente il gioco era uno scialbo spara e fuggi ora dimenticato dove i turbi e le ragazze ci azzeccavano come i cavoli e le merende ).
Poi ci sono le operazioni più raffinate, visto che nella società attuale è sempre più difficile poter permettersi un cucciolo, per problemi di spazio, tempo, manutenzione, ecco allora sopperire al bisogno con Pokemon Digimon e amici belli. Cuccioli virtuali, amati e voluti bene sinceramente da milioni di bambini. Studiati a tavolino proprio con la funzione di essere amati da quel tipo di target
;)

manuercoli
11-07-2003, 20.50.12
Originally posted by the_log
Posso ? :angel2:

Il problema trattato è solo relativamente di ordine ergonomico. Diciamo ...

Ottimo intervento The_Log, i miei complimenti.
Concedemi però di affermare quanto è strano questo nostro destino...
Un tempo sparavi a zero (e non solo, purtroppo) su ogni cosa che riportasse a M.it; ora sei utente Gold, ci collabori e fai pure degli ottimi interventi...
Strana questa nostra vita, strana la nostra mente e forse strani questi nostri sentimenti.

Bellerofonte_
12-07-2003, 19.51.12
Originally posted by manuercoli
...


Evitiamo di sottoscrivere un intero post ;)

manuercoli
12-07-2003, 20.06.27
Originally posted by Bellerofonte_
Evitiamo di sottoscrivere un intero post ;)
Sorry, ma in questo caso era 'quasi' d'obbligo farlo ;)

PS: Ho editato il mio post precedente ;)

Trinity^_^
13-07-2003, 13.55.28
Originally posted by manuercoli
Ottimo intervento The_Log, i miei complimenti.
Concedemi però di affermare quanto è strano questo nostro destino...
Un tempo sparavi a zero (e non solo, purtroppo) su ogni cosa che riportasse a M.it; ora sei utente Gold, ci collabori e fai pure degli ottimi interventi...
Strana questa nostra vita, strana la nostra mente e forse strani questi nostri sentimenti.
Come è piccolo il mondo... come è strana la vita...