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Visualizza versione completa : Diario del 7 giugno - Un pezzo di storia



pucci
07-06-2003, 09.53.17
L'altra mattina, andando a Roma per appuntamenti, ho avuto una sensazione, un brivido. Quella sensazione che hai quando stai per concludere un esame o un'interrogazione di cui hai la certezza quasi assoluta - un assolutismo che non ti concedi per scaramanzia - di aver superato. Quella sensazione che si accompagna sempre con la certezza che se non si commettesse qualche errore grave proprio sul finale, ormai sarebbe fatta, superata - avanti il prossimo, viva il weekend, viva la vita.
E' una sensazione ricorrente in me ultimamente. E più si fanno aspre le battaglie e le sfide e più sento che ci sono quasi.
Ecco questo è un diario autobiografico. Non parlerà di videogiochi, ma di un pezzo di me. Un flusso di coscienza a tratti illegibile così come lo era quello di James Joice.
Dopo diversi mesi (un anno?) che non ritorno su questo argomento, ed essendo questo diario passato da cinque letture al giorno del 1999 a oltre dodicimila di oggi, ritengo che si corra il rischio di dimenticare le origini, dimenticare perchè siamo qui e dove stiamo andando, lungo questa infinita via che porta al successo.
Non ho dimenticato quando quattro anni fa mi portai un portatile (di chi?) in vacanza al mare cercando di aggiornare Multiplayer.it dalla casa del custode del residence provvista di telefono. Ero solo allora. Sembra una banalità, ma ripensate al 1999 e cercate di ricordare se, come e quando ci si collegava a Internet. Era l'anno del boom, l'anno in cui si pensava che Internet avrebbe portato con sé fiumi di miele e oro, trasformando in ricchezza qualunque pezzo di piombo. Nel giro di sei mesi rifiutai più o meno cinque offerte di acquisto dell'allora inesistente società. Come in un'allucinazione derivata da una dose mal eccessiva di LSD si accodavano alla porta di Multiplayer.it investitori, con i progetti più disparati, che vedevano però la base di partenza in un sitarello dal nome accattivante. Cento milioni, cinquecento milioni, un miliardo, tre miliardi (di lire, allora - ah le lire!). Ebbene sì, li rifiutai - pazzo!. Multiplayer.it non era un sitarello dal nome affascinante. Multiplayer.it era un progetto, con il suo apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Invece gli investitori assorbiti nel vortice dei miliardi pensavano solo ai loro di business plan - ah, i business plan che mala invenzione!
L'idea di allora, nata nella mia testa, non è la stessa di oggi. E' cambiata, si è evoluta, è cresciuta. Cresciuta non solo grazie al padre, ma anche grazie a tutti i genitori che si sono affiancati a me in questo cammino, donando un pezzetto della loro anima a questa grande creatura.
Oggi, volenti o nolenti, trecentomila italiani passano ogni mese tra le pagine del sitarello dal nome accattivante. Molti di questi nemmeno sanno di stare su Multiplayer.it. Non conoscono la sua storia, non la vogliono nemmeno sapere. Ci sono finiti per sbaglio, un consiglio, un link. L'idea è di leggere, scaricare quello che serve e poi scappare. Ma una percentuale di queste api che vengono a prendere il polline si fermano. L'area Premium, l'ultima nata in ordine di tempo (ma non l'ultima - ah no di certo!) è arrivata a quota 100.000 api che hanno fatto di Multiplayer.it una buona base di partenza per le loro scorrerie online.
Torna il concetto della base di partenza. Forse è questa la scintilla vitale?
Il mio desiderio, seppure evoluto, è sempre stato rappresentare la prima scelta, il primo approdo, il primo pensiero collegato al videogioco. Che demo è uscito oggi? Sentiamo Multiplayer.it. Cavolo che bel gioco questo, vediamo cosa dice Multiplayer. Ho voglia di fare quattro chiacchiere, me ne vado su Multiplayer.
Multiplayer.it centro del mondo videoludico. Ambizioso? Si, ma non lontano.
Orgoglio, ma non presunzione. Forza, ma non prepotenza. Multiplayer.it dà lavoro al momento a quasi venti persone (una parte di queste giunte con Alternative Reality lo scorso anno), di cui alcune con famiglia sulle spalle, me compreso - ah si, perchè dal 1999 a oggi mi sono anche sposato, mi ero dimenticato.
L'ultimo componente che ho montato sul Jeeg-Multiplayer-Robot-d'Acciaio è l'area Premium Gold. Sono convinto che là fuori ci sono molte persone che hanno capito. Si sono evolute. Hanno capito che per realizzare il meglio ci vogliono risorse che non nascono sotto la mattonella. Ma anche se non l'avessero capito, non fa niente. L'importante è che apprezzino gli sforzi. Che gli piacciano le iniziative che senza il loro contributo (cosciente o incosciente, è indifferente a questo punto) non ci sarebbero state. E' questo quello che conta.
Entro due anni tutti i siti internet che offrono informazione esclusiva, seria e professionale, a prescindere dal settore di appartenenza, saranno passati a pagamento.
Multiplayer.it oggi potrebbe subire lo scotto del pioniere: arricchirsi o morire di stenti. Ma ogni buon imprenditore è anche un pioniere, altrimenti è destinato a inseguire gli altri a vita e ad accontentarsi degli avanzi delle loro idee.
Sono anni che in un modo o nell'altro ripeto queste mie parole. Nel 2001, quasi due anni fa, realizzammo un meeting a Milano, durante lo SMAU. Lo ribattezzammo "Multiplayer Network Convention". Eravamo quasi in cento in quella sala. Un terzo di quelle persone oggi non ci sono più. Hanno smesso di credere, sono tornate alla vita reale, allo stipendio reale, ai lavori tradizionali. Sono tornati a fare l'impiegato, il commesso, il cassiere, il professore, l'infermiere. Hanno avuto il coraggio, a loro modo, di smettere di sognare.
Magari è il destino di tutti noi. Ma intanto, noi siamo ancora qui, sulle pagine di Multiplayer.it.

Bellerofonte_
07-06-2003, 10.41.45
3 miliardi ? C'è da chiedersi se li abbiate già riguadagnati ;)

Cicerus
07-06-2003, 21.03.53
Bellissimo pucci, non sò se mi leggerai e se fosse non sò se ti ricordi di me, ma io non ho mai smesso di sognare. GG.

Zeus
08-06-2003, 03.34.16
Hum... come ogni cosa, c'è quella persona che di carattere è pensata a sognare e c'è chi è portata ad essere più razionle nell'affrontare le cose e nel gestire la propria persona.

Multiplayer mi ha dato tanto dal gennaio 2001 fino ad oggi. Prima come semplice utente, poi come collaboratore più che occasionale. Tra le migliaia di utenti che ho visto approdare tra questi lidi ho incontrato tanti amici ed anche qualcosa di più. Gente con cui ci si può scambiare quattro parole via icq o su un forum, per poi ritrovarsi a girare l'Italia insieme a queste persone. Milano, Genova, Roma, Bologna solo per citare alcune delle città che molto probabilmente chissà quando avrei visto senza multiplayer.

Nonostante ciò, nonostante quello che effettivamente mi ha dato questa collaborazione, devo dire che non ritengo sbagliata la decisione di smettere di sognare come non ritengo sbagliata la posizione di chi ancora imperterrito continua a sognare, anche giustamente.

La vita, si sa, è fatta di priorità. Si arriva ad un certo punto in cui si viene posti davanti ad una scelta ben concreta che ha come argomento la "sopravvivenza" (in senso lato, ma perchè no, pure in senso reale) di una persona.

C'è chi ci crede, c'è chi per forza di cose è portato a tornare ai piedi per terra. Nonostante l'amicizia, i rapporti che si vengono a formare tra le persone, si arriva ad un certo punto in cui si è costretti a scegliere.

Tanto di capello a chi continua ad investire il proprio tempo, il proprio denare e il proprio sudore in qualcosa per cui crede valga la pena farlo, ma nello stesso tempo non mi sento di criticare chi ha deciso di tornare alla vita normale di semplice commesso, impiegato, insegnante, inferimere o quel che è.

D'altronde com'è che si diceva? Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Finchè posso mi metto a disposizione volentieri. Quando non ci saranno più le condizioni adatte, o il tempo vorrà portarmi chissà dove, deciderò che fare. Si chiama essere realisti, essere svegli.

Come me, credo molte altre persone.

Redbaron.
08-06-2003, 18.30.36
Ho resistito a tutte le cavolate lette in questi mesi passati (non ne ho lette poi tante). Ormai è più di un anno che non collaboro con MN ma sinceramente credo proprio che di sogni... non si possa parlare.

Magari quello che per Pucci vorrebbe essere un sogno... gli altri lo vorrebbero considerare un lavoro visto il tempo e i soldi che ci hanno investito.

Dal mio punto di vista... prendere 3 miliardi per una società della new economy sotto tutti i possibili aspetti economici non poteva che essere la soluzione più giusta. IMHO.

Romuald
08-06-2003, 19.34.05
Ciao, sono approdato al vostro sito tramite quello dei ragazzi di blizzardplayer.it poichè era ed è ancora per me la risorsa primaria per Diablo 2 in italiano.
Ho appena sottoscritto un abbonamento Premium Gold perchè ritengo che un download di qualità e velocità sia una condizione irrinunciabile per chi come me vive assiduamente di videogiochi e di tutto ciò che è correlato.
Condivido pienemente la scelta da voi fatta di non cedere alle offerte fattevi , rinunciando così alle risorse liquide conseguenti. :clap:
Ma se la scelta è motivata dalle ragioni cui hai accennato tu, sono contento che l'abbiate adottata perchè se accettare avesse comportato oscurare il vostro lavoro, le vostre aspettative, i vostri progetti e vedere utilizzato il sito per scopi unicamente commerciali e lontani dai vostri progetti, sono pienemente d'accordo con Voi :sun: ....ehhhh ideali , sogni, progetti , oggi come oggi se ne è proprio perso quasi il piacere ! (vedi new economy rampante e solo votata al guadagno....tralasciando quello che è il servizio qualitativo e lungimirante:azz:....ttzè!!!
Porto dovuto rispetto al tuo/vostro lavoro ,conto di collegarmi con voi se non quatidianamente,molto spesso sperando in seguio di scoprire ancora ottimi servizi ed iniziative nuove ed innovative.:king:
Ciao, avanti così e buon lavoro. :bigear:


___________________________________
Totò__Accuoppo cupo poca capa pepe!
__Signori si nasce ed iiiio...modestamente lo naqui!

WarFox
09-06-2003, 14.11.12
Originally posted by Redbaron.
Ho resistito a tutte le cavolate lette in questi mesi passati (non ne ho lette poi tante). Ormai è più di un anno che non collaboro con MN ma sinceramente credo proprio che di sogni... non si possa parlare.

Magari quello che per Pucci vorrebbe essere un sogno... gli altri lo vorrebbero considerare un lavoro visto il tempo e i soldi che ci hanno investito.

Dal mio punto di vista... prendere 3 miliardi per una società della new economy sotto tutti i possibili aspetti economici non poteva che essere la soluzione più giusta. IMHO.

Esiste anche una cosa che si chiama soddisfazione personale. Nella vita non esistono solo i soldi, prima di tutto.

Secondo: se fossi stato nei panni di chi ha venduto GIB, probabilmente sarei stato male per mesi. Come si può stare nel vedere la propria società fallire soltanto perchè, come accennava pucci nel diario, non rientra più nei business plan?

/\/\att
09-06-2003, 14.39.03
Originally posted by WarFox
Esiste anche una cosa che si chiama soddisfazione personale. Nella vita non esistono solo i soldi, prima di tutto.


Ci sono momenti in cui una persona può permettersi di vivere di sole soddisfazioni personali.
Fortunata, nella sua innocenza, quella persona.

Ci sono momenti in cui una persona riesce a coniugare - a volte anche coraggiosamente e non senza sacrifici - il bisogno della pagnotta con l'accrescimento del proprio ego.
Beata quella persona.

Ci sono momenti in cui una persona, prima di tutto, deve trovare il modo di guadagnarsi la pagnotta, a prescindere dalle proprie aspirazioni personali e dai propri sogni. Non importa come e non importa perchè, quello che importa è mangiare.
Benvenuti in the Real Life - Level One. Fight!

wolverine_lello
09-06-2003, 14.49.12
Caro Warfox, te lo dico in simpatia, dove sta scritto che i tuoi sogni debbano essere anche i miei?
Ho letto e riletto il diario di Pucci e piu' che sogni mi sono venuti gli incubi.
Un minimo di senso di riconoscenza uno potrebbe anche dimostrarlo, no?

Dalle mie parti si dice: chi si loda si imbroda.

Io sto con gli infermieri.

Kaory-Makymura
09-06-2003, 15.14.47
Me lo ricordo bene il ritrovo del 2001... datemene atto io c'ero e ci sono ancora, iperterrita e fedele collaboratrice.
Più silenziosamente di altri, ma quotidianamente, ho lavorato per M.it con gioia, una collaborazione che mi ha anche dato molto come dice Zeus.
Continuo a lavorare e e mi nutro della speranza che nel futuro si sia una testata sempre più importante.

Ma desolata, mi rendo anche conto che più si va avanti nel portare a termine i propri obbiettivi, dall'università al crescere.. al cercare un futuro indipendente da mamma e papà, più quella che è una passione, un sogno, deve lasciare spazio ad uno squallida realtà fatta di necessità primarie.

Non si tratta del coraggio di smettere di sognare, ma forse solo del coraggio di guardare l'estratto conto e viverci senza correre a casa a chieder aiuto.
E se per vivere serve un lavoro, il tempo da dedicare al resto diventa sempre meno.. squallide questioni economiche.

Onore e gloria agli infemieri...

tanis
09-06-2003, 15.34.32
Non posso che dar ragione a Lello.

Anche io sto dalla parte degli infermieri.

Archaon_MoP
09-06-2003, 15.38.57
hip-hip hurrà per gli infermieri!

Format_C
09-06-2003, 17.27.47
Sembra che l'infermiere sia stato preso ad esempio come sinonimo di lavoro sicuro e remunerativo, e senz'altro lo è, ma non credo che tutti quelli che scelgono di intraprendere questa strada siano persone prive di aspirazioni o sogni, immagino e spero ci siano infermieri che lavorano sodo con la speranza di arrivare ad una condizione migliore di quella con cui sono partiti, ma sono anche convinto che ci sono persone trentenni che un giorno si guardano allo specchio e vedono il loro bel camice bianco come fosse una gabbia, un vicolo cieco, un abito in cui si sono trovati per forza di cose o per prematura scelta di vita, magari indossato a causa di pressioni esterne perpetrate da genitori che vedono il benessere e la sicurezza economica della propria prole rispecchiato in quello che rappresenta "il posto sicuro".
Leggendo i post mi sembra si stia ragionando in maniera digitale: smettere di sognare=sicurezza economica e ritorno alla vita terrena; oppure continuare a sognare=conto corrente in rosso... io ammiro e condivido le scelte fatte da Pucci, compreso il coraggioso rifiuto agli acquirenti danarosi... probabilmente l'accettazione è stata a suo tempo interpretata come un brusco risveglio, un ritorno alla vita di tutti i giorni, l'estinzione del falò delle aspirazioni, la fine della sfida con se stessi e con i propri limiti... a volte bisogna chiedersi: "Dove posso arrivare con le mie forze? posso io fare qualcosa di veramente grande?" non vi è mai capitato? forse no, perchè non tutti sentono l'esigenza di confrontarsi con se stessi in questi termini... ma attenzione, non voglio assolutamente dire che questa è la via giusta da seguire, ma non mi sembra neanche giusto che chi decide di fare l'"infermiere" critichi le scelte di chi non reputa giusto fermarsi.
Volendo riassumere tutto in forma matematica, la vedo come una specie d'equazione dove i fattori sono i seguenti:
grande sogno, grande rischio, grande soddisfazione, grande delusione... a piacimento si può sostituire il fattore grande con il fattore piccolo, e tutto si ridimensiona; i risultati possono essere svariati, quelli che mi vengono in mente sono: leone ruggente o leone affamato, oppure si può essere una pecorella sana e salva nell'ovile ma anche una pecorella nello stomaco del leone... bisogna solo decidere quanti e quali rischi ci sentiamo in grado di affrontare, personalmente ammiro anche chi ha il coraggio di rinunciare ai sogni per una vita più moderata e pacata, una vita all'insegna dell'anonimato per propria scelta... il coraggio servirà comunque... per affrontare eventuali rimpianti in futuro. Io non ce la farei, sapendo che indietro non si torna. Mai.

/\/\att
09-06-2003, 18.04.49
L’infermiere - per quanto la grande maggioranza dei presenti non possa capire - non rappresenta un simbolo, un’allegoria delle persone con i piedi per terra o un emblema di quelli che hanno smesso di “credere”. Rappresenta, invece, una persona che con grande passione e coraggio – lo stesso coraggio che, secondo qualcuno, lo ha fatto desistere – ha aiutato il Network a crescere e a diventare quello che è adesso. Forse non è stato una figura centrale nella crescita di Multiplayer.it, sicuramente la strada intrapresa non sarebbe cambiata senza il suo apporto ed è quantomai certo che ci si sarebbe comunque ritrovati sulla cima della collina con o senza di lui.
Ma il problema, come hanno fatto notare altri, è diverso.
Il problema non è quello del meccanismo digitale che ci impone di smettere – o meno – di continuare a credere nei propri sogni. Perché se è vero che il coraggio serve, che la passione aiuta e che la famiglia supporta, è pur sempre vero che prima o poi bisogna fare scelte che ti cambiano la vita: bisogna usciere di casa, magari sposarsi e, perché no, uscire il sabato sera insieme agli amici senza il terrore di non avere abbastanza soldi per la pizza. Insomma, i soldi non sono tutto, però sono fondamentali laddove, invece, la soddisfazione personale diventa un costoso e superfluo optional.

Nessuno dice che è un proprio diritto diventare ricchi e benestanti sfruttando una propria passione. Si dice soltanto che non ci si deve sentire dare degli “arrendevoli” o, magari, dei “venali” se si deve rinunciare ad una propria passione – o ad un proprio sogno – per qualcosa di più mero o terreno. E’ semplicemente la vita che va così.

Che poi è vero: finché si crede in quel che si fa si cercherà sempre di continuare a farlo. Con compromessi, sacrifici e tutto quello che serve. E’ un dovere nei nostri stessi confronti.

Onore delle armi, quindi, al perseverante Andrea Pucci, fautore ed ideatore di tutto quello che avete sotto i polpastrelli delle vostre dita e davanti ai vostri occhi. Eroico “pazzo” che va avanti , nonostante tutto e tutti, verso una meta che se ora appare vicina e palpabile, solo pochi mesi fa sembrava irraggiungibile se non impossibile da raggiungere.
Ma onore della armi anche agli infermieri, ai cassieri, ai professori… ed anche ai consulenti ;)

Zeus
09-06-2003, 23.49.20
Originally posted by Format_C
Sembra che l'infermiere sia stato preso ad esempio come sinonimo di lavoro sicuro e remunerativo, e senz'altro lo è, ma non credo che tutti quelli che scelgono di intraprendere questa strada siano persone prive di aspirazioni o sogni, immagino e spero ci siano infermieri che lavorano sodo con la speranza di arrivare ad una condizione migliore di quella con cui sono partiti, ma sono anche convinto che ci sono persone trentenni che un giorno si guardano allo specchio e vedono il loro bel camice bianco come fosse una gabbia, un vicolo cieco, un abito in cui si sono trovati per forza di cose o per prematura scelta di vita, magari indossato a causa di pressioni esterne perpetrate da genitori che vedono il benessere e la sicurezza economica della propria prole rispecchiato in quello che rappresenta "il posto sicuro".
Leggendo i [CUT]

Non so perchè, ma credo che il "io sto dalla parte degli infermieri" non rappresenti un esempio di lavoro sicuro e remunerativo. Se ho ben capito, il significato intrinseco della frase era ben diverso. Il contrario direi. Stare dalla parte degli infermieri, coloro che si sbattono tanto per poco, quanto ed in certi casi più di un dottore. Senza lamentersi più di tanto, ma continuando a fare il loro dovere. Credo che intendesse dire questo.

Una cosa non mi ha fatto piacere in quel diario. Sarebbe bello ricordarsi ogni tanto anche di quelle persone che dietro al network collaborano non stipendiati, che nonostante le (tante) difficoltà e gli incentivi (pochi), continuano imperterriti a coltivare una passione ed raccogliere (grandi) soddisfazioni come può essere anche solo un complimento. Un "bravo, hai fatto una bella news", oppure "bravo, il tuo articolo mi è piaciuto". Questi sono a mio avviso gli inferimieri. Gente che non si lamenta, e continua a collaborare, accontentandosi di una pacca sulla spalla.

Dal mio sogno da coltivare ho tratto insegnamenti per me, ho tratto delle amicizie che dal virtuale si sono tramutante in qualcosa di più. Direi che per me è già stato un risultato più che positivo. Non pretendevo altro, anche perchè difficilmente so che ci sarebbe stato qualcos'altro. Il Network lo ringrazio per questo, ma credo di aver "raccolto" in questi mesi tutto ciò che si poteva raccogliere, e se mi si presentasse per me tra un paio di mesi l'occasione di fare altro, non mi tirerei certamente indietro. Anche se ciò significasse allontanarsi da una collaborazione attiva col gli amici che ho trovato nel Network.

Redbaron.
10-06-2003, 00.09.13
Originally posted by Zeus_M


Una cosa non mi ha fatto piacere in quel diario. Sarebbe bello ricordarsi ogni tanto anche di quelle persone che dietro al network collaborano non stipendiati, che nonostante le (tante) difficoltà e gli incentivi (pochi), continuano imperterriti a coltivare una passione ed raccogliere (grandi) soddisfazioni come può essere anche solo un complimento. Un "bravo, hai fatto una bella news", oppure "bravo, il tuo articolo mi è piaciuto". Questi sono a mio avviso gli inferimieri. Gente che non si lamenta, e continua a collaborare, accontentandosi di una pacca sulla spalla.


In una riunione fatta con alcuni potenziali investitori che avevo trovato per MN. Si parlava proprio di questo. Si analizzava il modello di business delle riviste on line e di come queste buttano fumo negli occhi dei collaboratori con parole come sogni, traguardi, soddisfazioni. Poi però purtroppo esistono persone come gli investitori che vogliono vedere bilanci alla mano: risultati e numeri. Ma non perchè sono tutti piccoli Berlusconi, il fatto è che al mondo esistono società che creano ricchezza e altre che ne distruggono. Quelle che la distruggono devono uscire dal mercato (vedi Gib). E' il principio base che ha permesso lo sviluppo delle attuali economie di mercato in tutto il mondo.

PS: James Joyce è con la y

Format_C
10-06-2003, 01.38.09
Accidenti, errata corrige necesse est:
io l'infermiere l'ho preso solo come esempio, uno dei mestieri che ha elencato Pucci, giusto per collegarmi a qualcosa detto nel diario, The Nurse o chi altri non c'entra. Io ho il più profondo rispetto sia per la categoria vera e propria, che oltremodo ammiro, sia per gli infermieri metaforici di cui parla Zeus, come anche per tutti coloro che fanno un lavoro duro... non volevo assolutamente nè dire che Pucci ha ragione ne che ha ragione chi invece sceglie di restare nell'ombra o chi decide di svolgere un mestiere con una remunerazione costante e sicura, più semplicemente cercavo di dire la mia e cioè che finchè si è giovani bisognerebbe cercare di fare quello in cui si "crede", ma resta ovvio che prima o poi tutti dovremo fare quello che si "deve" anche se non coincide con i sogni di gioventù. Tra le righe del diario ho sentito che chi scriveva provava una grande soddisfazione nel vedere il proprio progetto prendere forma e vita, non un compromesso ma una realtà sempre più vicina e concreta; cavolo io ammiro questo, chi potrebbe biasimarlo? ecco quanto.
Poi vabbè, potremmo stare a parlare per ore di cosa è giusto fare, di chi rappresenta cosa eccetera, ma non sarò certo io ad intervenire o almeno non cercherei di giudicare se giusto o sbagliato, sicuramente porterei ammirazione a chi persevera, a prescindere da quale sia lo scopo, la mansione, la cultura.
Si può essere qualcuno anche con uno stipendio piccolo piccolo, magari svolgendo una mansione che non richiede la laurea presa in istituti dal nome altisonante, come anche si può essere l'ultimo degli anonimi insignificanti nonostante uno stipendio da nonsoquantimilaeuro al mese; e qui siamo tutti d'accordo che non c'entra l'essere infermiere, professore, archimede pitagorico o consulente, è un giudizio imprescindibile che viene dato dagli altri e che và accettato per quello che è... non si può obbligare il prossimo ad ammirarci. l'importante alla fine è essere fieri di se stessi e delle proprie scelte, giuste o sbagliate che siano e poter dire: questo l'ho fatto io.

/\/\att
10-06-2003, 09.39.53
Originally posted by Redbaron.

Dal mio punto di vista... prendere 3 miliardi per una società della new economy sotto tutti i possibili aspetti economici non poteva che essere la soluzione più giusta. IMHO.

Dal tuo punto di vista sicuramente, ma da quello di chi vuole costruire qualcosa avrebbe rappresentato solo una sconfitta. Dorata magari, ma pur sempre una sconfitta.

Per non parlare di tutti queli che sarebbero rimasti "a piedi", depauperati dal proprio sogno solo perchè, lui, il solito despota, ha deciso di vanificare il lavoro, le ore di dedizione ed i sogni di molti per qualche misera liruccia (che sarebbero andati solo a lui e pochi altri per inciso).

Ecco perchè il Multiplayer Network è rimasto in piedi di fronte alle tempeste degli ultimi anni insieme a pochi altri. Appunto perchè l'obiettivo, la meta da raggiungere è sempre stata chiara e ben definita, a prescindere da difficoltà, intoppi ed incidenti di percorso.
Almeno su questo non devono esserci dubbi ed incertezze.

Format_C
10-06-2003, 10.13.46
Originally posted by /\/\att
Dal tuo punto di vista sicuramente....

Ti quoto Matt, pieno accordo ;)

Redbaron.
10-06-2003, 19.33.54
Originally posted by /\/\att
Dal tuo punto di vista sicuramente.

E chiaro :) che parlo per punti di vista traversi?

Io dico che 3 miliardi due/tre anni fa sarebbero stati un ottimo risultato dato l'investimento speso. Ora non ci coprirebbe nemmeno le spese sostenute in questi anni.

Poi quali sogni degli altri? Tanto in due anni hanno visto di tutto tranne che i soldi... magari così vedevano almeno due lire (ma conoscendo Pucci non credo) :D

drospo
10-06-2003, 20.30.10
Delle volte mi chiedo se Pucci non sia forzatamente antipatico nei suoi diari.

Tanto mi piace multiplayer tanto mi sta sul cazzo Pucci.

/\/\att
11-06-2003, 12.04.54
Originally posted by drospo

Tanto mi piace multiplayer tanto mi sta sul cazzo Pucci.

E ti è andata bene, pensa se fosse successo il contrario...

:brr:

uoz
11-06-2003, 14.57.04
[B]In una riunione fatta con alcuni potenziali investitori che avevo trovato per MN. Si parlava proprio di questo. Si analizzava il modello di business delle riviste on line e di come queste buttano fumo negli occhi dei collaboratori con parole come sogni, traguardi, soddisfazioni. Poi però purtroppo esistono persone come gli investitori che vogliono vedere bilanci alla mano: risultati e numeri. Ma non perchè sono tutti piccoli Berlusconi, il fatto è che al mondo esistono società che creano ricchezza e altre che ne distruggono. Quelle che la distruggono devono uscire dal mercato (vedi Gib). E' il principio base che ha permesso lo sviluppo delle attuali economie di mercato in tutto il mondo.

Questa non te la passo. Gib distrugge ricchezza? Di che ricchezza parli? Di quella immensa che avevano a disposizione i tuoi amici della niu economy che in un rigurgito di niu yuppismo hanno bruciato in due anni con la stessa violenza ed incoscenza con cui i bambini distruggono i giocattoli altrui? Nessuno della nostra generazione può permettersi di salire in cattedra in economia: nessuno ha ancora realizzato un bel nulla, quelli col pezzo di carta e con papà alle spalle hanno sciupato miliardi come acqua fresca; quelli col pezzo di carta e senza papà rosicano e si rifanno su quelli senza pezzo di carta con valanghe di teorie utili come un'ascia ad un gioielliere. Umiltà: questo è il principio, senza tanta retorica e tante arie da "so tutto io".
E rispetto per Gib: quelli si che avevano i cosidetti. Sono stati i primi tra noi; facevano server quando dire di essere un giocatore online in Italia poteva valersi un'ispezione della neuro. Molti di noi sono nati proprio lì. Hanno fatto un errore che noi abbiamo evitato (non saprei dire se per fortuna o per coraggio) ed è purtroppo finita in modo indegno. Vorrei sapere se oltre allo staff di gib sono andati a casa anche i due ragazzotti preposti all'acquisto della società e che ho conosciuto personalmente in un lontano (per fortuna) pomeriggio milanese di tanto tempo fa...

C'era un nonno profetico che qualche anno fa diceva "Capisci internet?..."

Redbaron.
11-06-2003, 23.45.09
Originally posted by uoz
Questa non te la passo. Gib distrugge ricchezza? Di che ricchezza parli? Di quella immensa che avevano a disposizione i tuoi amici della niu economy che in un rigurgito di niu yuppismo hanno bruciato in due anni con la stessa violenza ed incoscenza con cui i bambini distruggono i giocattoli altrui? Nessuno della nostra generazione può permettersi di salire in cattedra in economia: nessuno ha ancora realizzato un bel nulla, quelli col pezzo di carta e con papà alle spalle hanno sciupato miliardi come acqua fresca; quelli col pezzo di carta e senza papà rosicano e si rifanno su quelli senza pezzo di carta con valanghe di teorie utili come un'ascia ad un gioielliere. Umiltà: questo è il principio, senza tanta retorica e tante arie da "so tutto io".
E rispetto per Gib: quelli si che avevano i cosidetti. Sono stati i primi tra noi; facevano server quando dire di essere un giocatore online in Italia poteva valersi un'ispezione della neuro. Molti di noi sono nati proprio lì. Hanno fatto un errore che noi abbiamo evitato (non saprei dire se per fortuna o per coraggio) ed è purtroppo finita in modo indegno. Vorrei sapere se oltre allo staff di gib sono andati a casa anche i due ragazzotti preposti all'acquisto della società e che ho conosciuto personalmente in un lontano (per fortuna) pomeriggio milanese di tanto tempo fa...

C'era un nonno profetico che qualche anno fa diceva "Capisci internet?..."

Ecco vedi perchè sei ancora lì in quell'ufficio... non sei in grado (e il tuo post pone il discorso chiaramente allo scoperto) di scindere il lato economico ed il lato affettivo del tuo lavoro. Cosa credi che mi sia piaciuto dare un colpo di spugna a tutto il lavoro che avevamo fatto? Ma credevo all'epoca e credo ora che non vi sia un mezzo adatto perseguito da MN per raggiungere il cosiddetto utile di bilancio. Sinceramente ora che sono diventato fragger non posso che stimare ancora di più il lavoro di gib e soci vedendo il lavoro di schifo che fa ngi, gamesnet e cybergames. Purtroppo però i costi dell'on-line sono troppo elevati. Immaginati MN che spende 500 mln per farsi pubblicità... arriva un fiume di gente e deve rimodernare tutto l'hardware che altrimenti esplode il sito. In Internet la pubblicità invece di essere uno strumento per aumentare i ricavi per assurdo moltiplica i costi.
In effetti ci sono degli elementi strutturali tali da portare a dire che in internet è molto difficile fare soldi se non si ha una business idea in grado di macinare più soldi di quanti se ne spendono.
Poi se a voi piace tanto lavorare on line perchè siete i primi, i più belli, ecc. accomodatevi ma se i vostri genitori vi diranno un giorno che in obbligazioni avrebbero guadagnato più soldi rispetto che investirli in MN beh non guardatevi attorno...

uoz
12-06-2003, 00.03.13
scindere il lato economico ed il lato affettivo del tuo lavoro
Facendo una rapidissima e sicuramente incompleta panoramica mentale delle aziende di qualunque tipo nel mondo, mi pare di poter dire che molte di quelle che stanno lì da prima che noi nascessimo, che hanno creato ricchezza e non solo soldi, sono proprio quelle che sono riuscite a fondere le due cose. Magari tra 50 anni vengo smentito dai fatti. Ma con la convinzione che la natura umana sia in grado di smontare in 30 secondi la più sedimentata delle strutture con cui tenta disperatemente di catalogarsi, preferisco giocarmi le mie carte contro qualunque cosidetta "teoria".
Chiedo scusa se per leggerla tutta c'è voluto l'ossigeno.

Redbaron.
14-06-2003, 00.16.38
Originally posted by uoz
Facendo una rapidissima e sicuramente incompleta panoramica mentale delle aziende di qualunque tipo nel mondo, mi pare di poter dire che molte di quelle che stanno lì da prima che noi nascessimo, che hanno creato ricchezza e non solo soldi, sono proprio quelle che sono riuscite a fondere le due cose. Magari tra 50 anni vengo smentito dai fatti. Ma con la convinzione che la natura umana sia in grado di smontare in 30 secondi la più sedimentata delle strutture con cui tenta disperatemente di catalogarsi, preferisco giocarmi le mie carte contro qualunque cosidetta "teoria".
Chiedo scusa se per leggerla tutta c'è voluto l'ossigeno.

A dirla tutta quello che vorresti credo sia una ricompensa per le tue mappe e mod invece che far banner, motori e grafiche. Per cui il pulpito dai cui proviene la predica è quello sbagliato. Come pure la generalizzazione che hai fatto che è veramente forzata...

uoz
15-06-2003, 18.55.12
Originally posted by Redbaron.
le tue mappe e mod
Almeno io posso parlare di videogiochi con cognizione di causa, altro che certe sparate recenti che hanno fatto ridere un bel po' di gente (e non solo ridere).

Non mistificare con "forzature" realtà che possono smontare le tue convinzioni (o meglio le convinzioni di altri che tu hai fatto tue). Io parlo di indeterminazione, o di incompletezza se preferisci (nel senso matematico) applicata all'analisi di una realtà (internet) di cui ancora nessuno ha capito nulla, e peggio ancora c'è chi pensa di aver capito tutto. Se alla tua età, con la tua preparazione e le tue esperienze, appartieni ancora a questa categoria, limitati a farlo davanti allo specchio, oppure presentaci qualche risultato.
Per me il discorso è chiuso.

Redbaron.
15-06-2003, 20.56.14
Originally posted by uoz
Almeno io posso parlare di videogiochi con cognizione di causa, altro che certe sparate recenti che hanno fatto ridere un bel po' di gente (e non solo ridere).

Ma fammi il piacere... almeno ho il coraggio di scrivere idee che non sono giuste o sbagliate a priori ma interpretabili. Magari da quel forum hai letto soltanto i post che ti hanno messo sotto gli occhi. Senza poi guardare chi quei post li ha scritti e parametrare il tutto a chi doveva leggere gli articoli.
Insomma il giorno che mi dirai quanto ha reso il tuo investimento nell'MN fammelo sapere così me le faccio io 4 risate (e non solo).
Dire che internet è una realtà in cui ancora nessuno ha capito nulla ha lo stesso valore di tutti hanno compreso tutto.
Vieni a parlare di cognizione di causa quando sono 3 anni che lavoro e studio il settore e il prodotto. Te che fai lì? Sei la frontiera di cosa? Una realtà editoriale on-line la prima in Italia? nooo solo dei videogiochi... e quanti sono gli utenti di videogames che navigano in Internet??? e sulle vostre pagine? Gruppo editoriale di cosa insomma? Insomma alla fine si è capita... tutto questo per mettere su un negozio di e-commerce... di videogiochi... Anche questo il primo nel settore. Ma dimmi... questo break-even è stato raggiunto? (tanto a questa non rispondete) e soprattutto... quando qualcuno vorrà essere pagato per il lavoro che fa... il punto di pareggio dove lo andiamo a prendere? In macelleria?

Redbaron.
15-06-2003, 20.57.15
Urka poi pure per me il discorso è chiuso... anzi se volete potete pure bannare l'utente e cancellare il tutto (un pò alla driving italia se volete) :D