PDA

Visualizza versione completa : [OT] Per Seli sulla definizione di Fantascienza.



Nykyo
18-03-2003, 00.20.36
Questa è per te Seli dato che mi era piaciuto il tuo discorso sulla SF:


di Philip K. Dick


Per cominciare, definirò la science fiction dicendo cosa non è sf. Non la si può definire “un racconto (o un romanzo o un’opera teatrale) ambientato nel futuro” visto che esiste l’avventura spaziale, che è ambientata nel futuro ma non è sf. E’ soltanto questo: avventure, lotte e guerre, nel futuro e nello spazio, che comportano una tecnologia super-avanzata. Allora perché tutto questo non è sf? Sembrerebbe esserlo, e Doris Lessing, per esempio, crede che lo sia. Però nell’avventura spaziale manca l’idea nettamente nuova che è un ingrediente essenziale della science fiction. E inoltre, può esistere una sf ambientata nel presente: il racconto o il romanzo che parla di un mondo alternativo. Quindi, se separiamo la sf dal futuro e dalla tecnologia super-avanzata, cosa ci resta si possa chiamare science fiction?
Abbiamo un mondo immaginario. E’ il primo gradino: una società che non esiste nella realtà, ma che viene ipotizzata sulla base della società che conosciamo; cioè, la nostra società serve da trampolino di lancio per arrivare all’altra società; la società immaginaria procede dalla nostra in un modo o nell’altro, magari in senso ortogonale, come accade col racconto o romanzo su un mondo alternativo. E’ il nostro mondo che viene dislocato grazie ad uno sforzo mentale da parte dell’autore; il nostro mondo viene trasformato in ciò che non è o non è ancora. Questo mondo deve differire dal mondo reale per almeno un punto, e questo unico punto deve essere sufficiente per dare il via ad avvenimenti che non potrebbero verificarsi nella nostra società, o in qualunque società nota del presente o del passato. Questa dislocazione si deve basare su una idea coerente, cioè si deve trattare di una dislocazione concettuale, non insignificante o semplicemente bizzarra.
E’ questa l’essenza della science fiction: la dislocazione concettuale rispetto alla nostra società che genera nella mente dell’autore una nuova società.
Questa nuova società viene trasferita su carta, e dalla carta si comunica alla mente del lettore sotto forma di uno shock convulsivo, lo shock del dis-riconoscimento. Il lettore capisce che il mondo di cui sta leggendo non è il suo mondo reale.
In quanto a separare la science fiction dal fantastico, è cosa impossibile a farsi, e un attimo di riflessione ci aiuterà a capire perché. Prendiamo le doti psi; prendiamo i mutantiche troviamo nel meraviglioso More Than Human (Nascita del superuomo) di Ted Sturgeon. Se il lettore crede che mutanti simili possano esistere, vedrà nel romanzo di Sturgeon un’opera di science fiction. Se però egli ritiene che quei mutanti siano, come stregoni e draghi, non possibili, nemmeno in futuro, allora starà leggendo un romanzo fantastico. Il fantastico si occupa di ciò che l’opinione comune considera impossibile; la science fiction si occupa di ciò che l’opinione comune considera possibile, date certe condizioni. Si tratta sostanzialmente, di un giudizio soggettivo, visto che non è dato sapere cosa sia oggettivamente possibile e cosa non lo sia; entrano in gioco le considerazioni soggettive dell’autore e del lettore.

[…omissis..]

Noi che leggiamo science fiction (adesso parlo come lettore, non come scrittore) la leggiamo perché amiamo sperimentare questa reazione a catena di idee provocata nelle nostre menti da qualcosa che leggiamo,qualcosa che contiene una idea nuova; per cui, in fin dei conti, la migliore science fiction finisce con l’essere una collaborazione fra l’autore e lettore, una collaborazione all’interno della quale entrambi creiamo, e ci divertiamo a creare; il divertimento, il piacere, è l’ingrediente finale ed essenziale della science fiction. La gioia di scoprire qualcosa di nuovo.

Da una lettera 14/5/1981


Il Maestro ti da ragione Seli.
Ed ecco perchè film o libri come La macchina del tempo o L'esercito delle dodici scimmie, o persino Ritorno al futuro si possono considerare SF e film come Star Wars stanno a cavallo fra fantasy e SF (per me più fantasi che SF comunque)

sebabatty
18-03-2003, 08.31.50
Grandissimo P.K.Dick...
Ho letto quasi tutto di lui... i pezzi migliori sono i racconti brevi...
Le due raccolte, quelli degli anni 50-60 sono di una potenza narrativa, immaginativa e letteraria grandissima..

Un saluto.:birra:

selidori
18-03-2003, 09.32.38
Graziee !