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Visualizza versione completa : Diario del 9 Marzo - Questione di critiche



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09-03-2003, 13.40.05
Questa mattina, sentendo per Radio i primi commenti sull’inedita edizione DVD di “Nuovo Cinema Paradiso”, sono venuto alla conoscenza di retroscena per me davvero inediti. Il vincitore del premio Miglior Film Straniero agli Oscar del 1990, infatti, ha dovuto affrontare una prima uscita nelle sale Italiane nel 1988 davvero difficile. I 150 minuti e rotti di pellicola, di fatto, non convinsero per nulla la critica specializzata che, senza pietà, stroncò in malo modo la pellicola. Sotto le forti pressioni del produttore, quindi, Tornatore uscì nel 1989 con una nuova edizione rimontata ed accorciata di circa trenta minuti: il resto è storia.
Ultimamente, parlando con i miei redattori, ho proprio espresso la necessità di essere ancora più intransigenti con talune opere videoludiche. Questo non perché il fatto di stroncare un titolo faccia figo ma appunto perché essere indulgenti verso alcuni titoli non fa bene né ai nostri lettori né agli sviluppatori. Le critiche, magari anche quelle più ricercate e “pignole”, non devono essere viste come sterile esercizio di stile quanto un vero e proprio atto di amore nei confronti del mondo videoludico.
Se nessuno avesse criticato aspramente l’opera con il giovane Totò Cascio, molto probabilmente, ci saremmo persi uno dei capolavori del cinema Italiano. Cerchiamo di seguire questo buon esempio.
Buona Domenica.

Warzone
09-03-2003, 14.27.25
Ricordiamo anche altre cose: spesso i grandi capolavori non vengono capiti. Ricordo solo le opere di Alfred Hitchcock, valutato come mezza calzetta fino agli anni '50-'60 (e rivalutato solo a furor di popolo, e ancora oggi che chi insinua che Gli Uccelli o Psycho o Vertigo sono dei lavori da poco) oppure Stanley Kubrick, il suo capolavoro 2001 fu stroncato da buona parte della critica (e ancora oggi e' apprezzato a fatica).

La mia opinione si riassume in una domanda: chi insegna ai critici a criticare? Risposta alla domanda (in realta' retorica): nessuno. In particolare nel settore videogiochi, in preda all'anarchia (ben diversa dalla soggettivita'!) mitigata solo dall'effetto pecora (chi ha il coraggio di stroncare un capolavoro o laudare una schifezza avra' matematicamente un seguito).

E cosi' i capolavori vengono stroncati e le schifezze applaudite a non finire. Non parliamo di cio' che c'e' nel mezzo: giochi discreti classificati come bidoni e mezzi pacchi valutati come prodotti nella media. Quale media, poi, visto che non esiste alcun metodo per valutare matematicamente il valore di un gioco, e quindi farne una media propriamente detta.

follettomalefico
09-03-2003, 14.35.40
Le critiche, lasciano il tempo che trovan, spesso.

Trovare buoni critici, è una cosa rara e da tenere in gran conto.


Sapete... non so quanti di voi l'han letto... ma ho trovato un critico (in questo caso proprio di cinema) che secondo me ci sa fare... sapete dove? City, quel bel giornale che distribuiscono gratuitamente. Provate a leggere un paio di suoi commenti ai film... sinceramente, sinora, non mi ha mai trovato in disaccordo. Stronca se necessario, salva se necessario: fregandosene bellamente di "chi" o "cosa" è il film.


A volte, i migliori critici sono quelli che non si fan notare... :)

Ray McCoy
09-03-2003, 16.28.18
Originally posted by Warzone
La mia opinione si riassume in una domanda: chi insegna ai critici a criticare? Risposta alla domanda (in realta' retorica): nessuno.

Beh, capita anche che chi si ritrova nella critica sia solo chi non ha sfondato nell'ambiente artistico che deve giudicare.

Il problema spesso è che una cosa interviene a "corrompere" una determinata valutazione obiettiva. I gusti. Il problema alla fine tende ad essere sempre quello. Un determinato film/gioco/libro/ecc mi è piaciuto. E' brutto, ma mi è piaciuto.

Ricordo che si scatenò, nel forum di Movieplayer, una polemica abbastanza dura intorno alla recensione del film Resident Evil (fatta da Kaory, se non ricordo male). Un utente, che faceva parte della falanga denominata "RE è bello, e non ci rompete le...", riportò i link ad una serie di altre recensioni italiane che lodavano l'opera cinematografica. Ma una di queste era particolare. L'autore, dopo una breve introduzione al film, disse una frase (che ricordo solo a grandi linee) che mi stupì: "Alla fine, ammettiamolo, Resident Evil è un film BRUTTO. Eppure... Mi è piaciuto..."

Anche se poi alla fine l'autore della recensione si dimostrava forse un poco incoerente nel dare 4/5 come voto... :D


Il fatto è che pochi capiscono che è sulle critiche che si devono fare i miglioramenti, non sui punti di forza. Purtroppo (?!), però, gli introiti avvengono solo attraverso le lodi, e non attraverso le stroncature.

Kaory-Makymura
09-03-2003, 22.58.02
Originally posted by -S-Piccolo-S-


Ricordo che si scatenò, nel forum di Movieplayer, una polemica abbastanza dura intorno alla recensione del film Resident Evil (fatta da Kaory, se non ricordo male). Un utente, che faceva parte della falanga denominata "RE è bello, e non ci rompete le..."..

sì sì... ;) la rece era la mia e sono tutt'ora dell'idea che Resident Evil sia un gran brutto Film :D

Perchè lo dico? Perchè (purtroppo) nella critica cinematografica il concetto 'mi è piaciuto o meno' è limitato ai margini.
Quando ti ritrovi vedere la bellezza di 6/7 film a settimana perdi gran parte dell'incanto e ti ritrovi - quasi malgrado - smaliziato.

Questo significa che molte battute non ti sorprendono +, i plot e le trame sono maggiormente prevedibili e le idee originali sono davvero rare. Il cosiddetto critico mette da parte il 'mi è piaciuto' e analizza la fotografia, la regia innovativa o classica, le mancanze della sceneggiatura.. i buchi, la recitazione etc.

Di qui la conseguente tendenza dei giornalisti o chi per essi ad essere decisamente meno accondiscendenti nei riguardi delle pellicole ... ed ecco perchè una ciofeca come Resident viene stroncata, al di fuori di quello che può essere l'amore per il videogioco...

come dice Matt le critiche non lasciano il tempo che trovano - sorry folletto - ma anzi vengono fatte con consapevolezza per amore, in questo caso, del cinema...

Ray McCoy
10-03-2003, 01.12.27
Originally posted by Kaory-Makymura
Questo significa che molte battute non ti sorprendono +, i plot e le trame sono maggiormente prevedibili e le idee originali sono davvero rare. Il cosiddetto critico mette da parte il 'mi è piaciuto' e analizza la fotografia, la regia innovativa o classica, le mancanze della sceneggiatura.. i buchi, la recitazione etc.

Ciò non toglie però che in una recensione uno possa aggiungere a suo piacimento opinioni personali, purchè sia chiaro che tali sono, e tali rimangono. Almeno secondo me... :)

Warzone
10-03-2003, 02.19.34
Originally posted by -S-Piccolo-S-
Il problema spesso è che una cosa interviene a "corrompere" una determinata valutazione obiettiva. I gusti. Il problema alla fine tende ad essere sempre quello. Un determinato film/gioco/libro/ecc mi è piaciuto. E' brutto, ma mi è piaciuto. Interessante. Io invece faccio cosi': non mi e' piaciuto, e' brutto, ma ci ho giocato lo stesso a lungo. Beh, in realta' io userei "non mi e' piaciuto, e' brutto E ci ho giocato lo stesso a lungo", ma comprendere la grande differenza fra le due frasi e' per pochi eletti... ;)
Il fatto è che pochi capiscono che è sulle critiche che si devono fare i miglioramenti, non sui punti di forza. Purtroppo (?!), però, gli introiti avvengono solo attraverso le lodi, e non attraverso le stroncature. Riporto la domanda retorica che ho gia' fatto: chi insegna ai critici come criticare? La espando. Chi insegna alle persone (e non solo ai critici) come dare e ricevere feedback (ritengo il termine inglese piu' completo dei suoi corrispondenti italiani, per cui lo uso) senza sentirsi puniti ne usare l'occasione per rivalse personali? Gia' la domanda e' in grado di stordire ;) .
Ciò non toglie però che in una recensione uno possa aggiungere a suo piacimento opinioni personali, purchè sia chiaro che tali sono, e tali rimangono. Almeno secondo me... Mi stai dicendo che una recensione deve prescindere dalla persona che la scrive? Fisicamente impossibile. Il recensore e le sue opinioni sono inscindibili, proprio perche' le opinioni di una persona sono il risultato dell'elaborazione del background di tale persona da parte del cervello fisico di questa persona (ammesso che ce l'abbia, s'intende!). Elaborare giudizi ed opinioni e' un processo fisico caratteristico dell'essere umano.
Ed infatti, uno dei GRAVISSIMI errori che si fa molto, molto spesso e' proprio quello di voler ignorare (=dare per scontato!) la persona.
Notare che non ho parlato solo di recensioni, visto che l'argomento e' comune a prescindere dall'ambito (la maturita' di una persona varia di molto poco a prescindere da cio' che tale persona sta facendo... ma queste discussioni non ve le siete ancora meritate :p ).

Insomma, come sarebbe 'sto recensore VERO, quello che sa dare giudizi che valgono qualcosa? Presto detto (per me e pochissimi altri).
Primo: una persona in cui ogni parte della personalita' e' in equilibrio con le altre. Accenno solo come siapossibile rilevare questo equilibrio in maniera matematica, ed e' altrettanto possibile dimostrare come questo equilibrio renda la persona estremamente affidabile, accattivante, serena, matura e competente.

Quante persone rispondono a questa categoria? Preparatevi alla mazzata. Anzi, no, sono cattivo e malvagio :ihih: e quindi ve la sparo dritta sui denti: circa il tre percento della popolazione mondiale. Tranquilli, nessuno di loro scrive per nessuna rivista o sito internet dedicato a videogiochi. Intendo dire al mondo.

Secondo: una persona con un grandissimo amore per i videogiochi, e disposto anche a sacrificare parte (o gran parte) del proprio tempo libero per dedicarla - e con entusiasmo costante, niente rotture di palle al decimo gioco consecutivo nel giro di qualche settimana - ai videogiochi.

Quante persono rispondo ad entrambe le categorie? Solo mezza: io. Che entro un paio d'anni diverra' la sola. E che nessuno mi venga a dire che la fortuna o il destino c'entrano qualcosa (www.artformazione.it).

Ray McCoy
10-03-2003, 02.31.17
Originally posted by Warzone
Mi stai dicendo che una recensione deve prescindere dalla persona che la scrive?

Uhm, temo di essermi espresso male. Intendevo dire che l'obiettività nel valutare un film deve essere estranea al gusto personale. Era un modo per ripetere il concetto: "Il gioco/ecc è brutto, eppure mi è piaciuto". La risposta voleva essere a Kaory, che sembra vedere nel lavoro di critica una semplice analisi delle componenti del film. :)


Originally posted by Warzone
Quante persono rispondo ad entrambe le categorie? Solo mezza: io. Che entro un paio d'anni diverra' la sola. E che nessuno mi venga a dire che la fortuna o il destino c'entrano qualcosa (www.artformazione.it).

:hail:

:D

follettomalefico
10-03-2003, 14.39.33
Uff e piantala con sta pubblicità, già ce l'hai in firma, ebbasta :D


Poi, avrai detto anche cose sensate (per certi aspetti) però il modo in cui le fai calare dall'alto, come fossero perle date ai porci, fa scadere notevolmente il tuo giudizio. Quindi, escludi anche te da quella percentuale, è meglio :)


...o forse, oltre che una scuola di formazione, dovresti anche fare una scuola di dialogo e dialettica. Forse, in effetti, è questo che ti manca... ma potresti evitarla se solo comprendessi che a volte è inutile scrivere in modo così saccente :)

Archaon_MoP
10-03-2003, 14.50.49
A mio modo di vedere il buon critico non è coloui che giudica a prescindere dalle sue opinioni personali, ma colui che riesce ad avere le opinioni giuste e giustamente le espone.

Ovviamente non ho la presunzione di considerarmi tale al di là di ogni umano errore, trovo che nel caso dei critici, il critico migliore sia il pubblico. ;)