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Visualizza versione completa : Diario del 27 Febbraio - Del cattivo gusto



/\/\att
27-02-2003, 12.19.48
Parliamo di censura?
Molti di voi sapranno che in Germania, paese di würstel e crauti e gente con i piedi per terra, dopo la censura di GTA3 e UT2003 (che consiste nel divieto di vendita ai minori, di esposizione al pubblico e di pubblicizzazione) pare sia arrivato il turno dell’ultimo titolo EA: C&C Generals.
Pur deprecando questo genere d’iniziative in ogni sua forma ed applicazione non posso che, magari sorprendentemente, trovarmi parzialmente d’accordo o comunque di capire le scelte dell’organo tedesco preposto a questo genere d’iniziative. Se da una parte, infatti, GTA3 e UT2003 sono semplicemente due giochi “violenti” e comunque palesemente caricaturali rappresentando così un certo genere di realtà chiaramente astratta e iperbolizzata Generals, invece, oltre ad uscire sul mercato in un momento molto poco felice, porta con se diversi elementi di indubbio, ed inconfutabile, cattivo gusto in un contesto quantomai verosimile. Si sentiva proprio il bisogno di rappresentare una fantomatica organizzazione terroristica Araba il cui principale scopo è quello di fare esplodere civili “infedeli” nello splendore dei 32bit in 17 pollici?
A questo punto, pur ripetendo che al sottoscritto la censura pare cosa pur sempre eccessiva e deplorevole, mi chiedo se effettivamente alla EA Pacific non abbiano esagerato sviluppando un più che ottimo prodotto ma sconfinando più di una volta, appunto, nel cattivo gusto.
D’accordo, è un gioco, prendiamolo per quello che è: ci mancherebbe altro. Ma non dimentichiamo neppure che proprio in virtù della natura stessa dei videogiochi e del modo d’imporsi di certe produzioni che vogliono porre l’accento sul realismo del proprio prodotto, qualche dodicenne potrebbe essere portato (indotto?) a pensare, in maniera quantomai naturale e banale, alla solita qualunquistica equazione: Islam = Estremismi = Tutti Terroristi.
Insomma, censura no, ma mai come in questi casi il ruolo dei genitori diventa fondamentale per l’educazione dei propri adorati pargoli.
Del resto, il mondo dei videogiochi vuole crescere: cerchiamo di esserne all’altezza.

Logan
27-02-2003, 12.34.14
Quando la (sic!) Westwood era arrivata al punto da non poter piu' tornare indietro con le scelte fatte, si era ancora lontani dalle prime scaramucce USA-Iraq.
Raggiunte queste ultime, il gioco era ormai gia' pronto per il beta test. Cosa dovrebbe fare la EA? Aspettare la fine di una probabile guerra? Vabbe' che con le richieste hardware di C&C, anche aspettando un anno il gioco non diventerebbe di certo vetusto. ;)

Concordo con quanto hai detto: giusta la "censura".
Visto il periodo e soprattutto l'argomento, e' sempre meglio giocare (giocare) con cognizione di causa: l'eta' non e' forse una discriminante perfetta, ma e' la migliore da sfruttare.

Piccola postilla: e' difficile non pensare quanto gli scontri di questi giorni possano essere una gran pubblicita' per C&C... :Pop:

...involontaria, certamente. :climbmir:

Bye,
Log.

K4pp4
27-02-2003, 12.47.27
Originally posted by /\/\att
il ruolo dei genitori diventa fondamentale per l’educazione dei propri adorati pargoli.


Questa frase dovrebbe essere incorniciata e scritta a lettere d'oro ad ogni angolo di strada.
Una delle mie solite digressioni storiche: da buon figlio degli anni '70 ho visto, e come me credo molti altri, passare polemiche di ogni sorta.
Prima i responsabili delle nostre turbe psichiche avrebbero dovuto essere i primi cartoni animati giapponesi, poi i giochi di ruolo, poi i fumetti, i film, le letture, la televisione, e negli ultimi anni i videogame.
Poi scopri che, guarda caso, su un certo numero di casi di turbe psichice gravi annue una percentuale dei giovani coinvolti aveva l'hobby del videogame.
Nella mente del benpensante generico medio scatta l'equazione videogiochi = violenza.
Non ho dati sottomano ne sono un esperto del settore, ma credo che se lo stesso criterio venisse applicato alla percentuale di disadattati che giocano a calcio si scoprirebbe che il pallone per la strada fa più vittime degli incidenti stradali.
Questo per dire che il disagio parte da più lontano: troppe persone, al giorno d'oggi, abbandonano i figli a una crescita sbagliata, priva di punti di riferimento. Comunque non credo che i videogames possano essere più dannosi dello stare in strada a dieci anni dal primo pomeriggio fino a tarda sera (non parlo della partitella di calcio sotto casa, ma dello sdruscio pel le varie città), o di un sistema scolastico non meritocratico che favorisce e quasi incoraggia la mediocrità, o ancora di un bombardamento mediatico continuo (e nessuno mi parli di fasce protette, che sono beffe).
Games o non games, un bambino/ragazzino abbandonato a se stesso si costruirà una realtà fatta dai modelli che lo circondano:
il calciatore buzzurro che manco parla l'italiano, il bulletto che lo aspetta fuori da scuola per rubargli la merenda ma che in classe viene seguito più degli altri perchè deve recuperare, il demente televisivo che gli urla in faccia messaggi di qualunque natura.
Qualche anno fa sentii una frase che mi gelo' il sangue: una madre asserì che aveva comprato una console al figlio 'perchè così lo metto li davanti e non rompe le scatole'. Genitori di questo tipo andrebbero privati dei diritti civili: chi considera i figli una rottura di scatole non merita il ruolo di genitore, senza giustificazioni.

Altro discorso quello che riguarda il cattivo gusto di EA:
Perchè i videogame è l'unico ambiente dove le produzioni tasteless vengono processate? Il cinema e la letteratura sono strapieni di esempi di produzioni di pessimo gusto che hanno proprio in quello una forma di fascino selvaggio. Io personalmente non lo apprezzo, ma a mio avviso andrebbe considerato quasi un genere a parte: fantasy, horror, fiction, tasteless...

ten2000
27-02-2003, 12.52.13
Il gioco (come da prassi Ea) nasce "buggatissimo"; il gioco è lontano anni luce dalle "migliori" produzioni Westwood cui siamo abituati, pardon ex Westwood; il gioco è l'unico rts della storia che mente umana ricordi ad avere specifiche minime superiori addirittura a quelle di Unreal II; il gioco sta causando non pochi problemi anche nelle relazioni diplomatiche con la Cina, insomma per chi non l'avesse capito il caro G.W.Bush non ne indovina una giusta, e in ultimo speriamo davvero che la censura non intervenga nel nostro paese, ma non per il pericolo della "censura" fine a se stessa, ma perchè i nostri "politologhi" oltre a non distinguere "Mario" da "Sim City 4" chissà quali orrori sarebbero capaci di combinare.
Del resto, il mondo dei videogiochi vuole crescere: cerchiamo di esserne all’altezza.

ten2000
27-02-2003, 13.00.30
Originally posted by K4pp4
Altro discorso quello che riguarda il cattivo gusto di EA:
Perchè i videogame è l'unico ambiente dove le produzioni tasteless vengono processate? Il cinema e la letteratura sono strapieni di esempi di produzioni di pessimo gusto che hanno proprio in quello una forma di fascino selvaggio. Io personalmente non lo apprezzo, ma a mio avviso andrebbe considerato quasi un genere a parte: fantasy, horror, fiction, tasteless...

Hai perfettamente ragione, ma il ns. discorso verte sui VG non sulla maleducazione serpeggiante delle ns televisoni (perchè ne abbiamo ancora una?) o quella che trovi nell'entertainment in generale.
Ea, oltre al cattivo gusto sottolineato nel Diario, ha la pessima abitudine di realizzare giochi...a metà, per questo incrocio le dita e spero davvero che Blizzard non finisca (in un futuro) nelle mani della casa americana, sarebbe il principio della fine...

K4pp4
27-02-2003, 13.18.22
Originally posted by ten2000
Hai perfettamente ragione, ma il ns. discorso verte sui VG non sulla maleducazione serpeggiante delle ns televisoni (perchè ne abbiamo ancora una?) o quella che trovi nell'entertainment in generale.
Ea, oltre al cattivo gusto sottolineato nel Diario, ha la pessima abitudine di realizzare giochi...a metà, per questo incrocio le dita e spero davvero che Blizzard non finisca (in un futuro) nelle mani della casa americana, sarebbe il principio della fine...

Hai perfettamente ragione sulle pessime abitudini di EA (che però ha la indubbia qualità di saper come catturare la parte più bassa della piramide dei gamer), ma quello che intendevo dire era un'altra cosa.
Se decido di vedere Animal House, per esempio, so perfettamente che mi troverò davanti a un monumento al cattivo gusto, così come se leggo Bukowsky, giusto per fare due esempi.
Posso farlo o non farlo, ma sono comunque _libero_ di scegliere. Quello il significato del mio messaggio non era quello di incoraggiare il tasteless, semplicemente di ribadire che sono produzioni che, collocate nel giusto contesto, possono avere un loro senso. Ovviamente _non_ mi devono essere spacciate per capolavori o per giochi per la massa, d'accordo. Ma il discorso di marketing è diverso dalla produzione.
Prendiamo per esempio Carmageddon, un classico in queste polemiche. Non è sicuramente un capolavoro, ma qualche minuto di divertimento 'selvaggio' l'ha sicuramente regalato a molti, fra cui il sottoscritto. E la sua forza è _proprio_ il suo gusto pessimo. E' semplicemente una forma di intrattenimento che esula dai miei (nostri) schemi abituali, e proprio per questo oggetto di svago.
Che poi EA lo faccia con la convinzione di produrre capolavori, è un'altro paio di maniche nonchè una sua colpa :D :D

ten2000
27-02-2003, 14.54.34
Originally posted by K4pp4
Hai perfettamente ragione sulle pessime abitudini di EA (che però ha la indubbia qualità di saper come catturare la parte più bassa della piramide dei gamer), ma quello che intendevo dire era un'altra cosa.
Se decido di vedere Animal House, per esempio, so perfettamente che mi troverò davanti a un monumento al cattivo gusto, così come se leggo Bukowsky, giusto per fare due esempi.
Posso farlo o non farlo, ma sono comunque _libero_ di scegliere. Quello il significato del mio messaggio non era quello di incoraggiare il tasteless, semplicemente di ribadire che sono produzioni che, collocate nel giusto contesto, possono avere un loro senso. Ovviamente _non_ mi devono essere spacciate per capolavori o per giochi per la massa, d'accordo. Ma il discorso di marketing è diverso dalla produzione.
Prendiamo per esempio Carmageddon, un classico in queste polemiche. Non è sicuramente un capolavoro, ma qualche minuto di divertimento 'selvaggio' l'ha sicuramente regalato a molti, fra cui il sottoscritto. E la sua forza è _proprio_ il suo gusto pessimo. E' semplicemente una forma di intrattenimento che esula dai miei (nostri) schemi abituali, e proprio per questo oggetto di svago.
Che poi EA lo faccia con la convinzione di produrre capolavori, è un'altro paio di maniche nonchè una sua colpa :D :D

Perfetto, adesso è tutto chiaro ;)

ciao

Warzone
27-02-2003, 17.30.51
Originally posted by K4pp4
Questa frase dovrebbe essere incorniciata e scritta a lettere d'oro ad ogni angolo di strada. Domanda che dovrebbe essere scritta ancora piu' in grande e in lettere di platino puro: chi educa i genitori ad essere tali? Risposta alla domanda retorica: nessuno. Non per niente i genitori di oggi (che sono stati i giovani di ieri, ricordiamolo) non sanno educare i giovani di oggi, che saranno i genitori di domani.
E cosi' troviamo ogni tipo di discussione (dalle chiacchere fra amici ai talkshow) pieni di pippaioli (mentali).

Ma al di la di questa censura, prettamente e pateticamente politica, devo dirlo: almeno stavolta i videogiochi si sono rivelati (finalmente?) strumento di un atto politco congruente: chi e' al governo in Germania e' li perche', fra le tante pratiche demagogiche, ha anche detto "no" alla guserrma (che credo sia la guerra con i se e con i ma di cui tanto chiaccherano i militanti pacifisti disobbedienti prima di rispondere all'unanimita' ad una chiamata alle armi, di cui anche oggi abbiamo cronaca nei giornali, prego notare la sottile e velata ipocrisia con cui 'sta gente si autodefinisce e si comporta), e' ancora popolare perche' continua a dire "no" alla guserrma, e adesso censura un gioco di guerra (senza se ne ma, in Generals la guerra c'e' e basta).

Sono forse finiti i tempi in cui anche le riviste di videogiochi (non faccio il nome di TGM), i cui recensori sono allineati con il 95% circa della stampa (e con il 35% circa della popolazione, fonte: elezioni 2001), usano il pretesto dei videogiochi per sputare sull'avversario politico? Insomma, e' finita l'epoca in cui si leggono articoli tipo "la svalutazione dell'uomo medio", dove il succo del discorso e' "se voti uno che fa pubblicita' elettorale nell'unico modo che gli hanno lasciato sei sempre e comunque un cretino"?

Risposta alla domanda retorica: certo che no. Gli intrecci tra politica e videogiochi diverranno solo piu' profondi, fino a diventare inestricabili come fra politica e cinema. Gia' oggi il finanziamento dei film e' riservato ai soli tesserati (il partito lo conosciamo tutti, e' quello con circa cento milioni di morti sulla coscienza), e solo in minima parte questa politica e' cambiata (dovuta principalmente alla qualita' meno che scadente e al successo meno che nullo delle opere cosi' finanziate - non per niente un certo personaggio barbuto e baffuto si e' dovuto reinventare come politicheggiante, data la sua inesistente capacita' come regista e attore).
Gia' oggi si vedono i primi finanziamenti piu' o meno pubblici. Solo per dire, Cryo/Microids/Arxel Tribe devono gran parte dei loro fondi alla Wanadoo, divisione di France Telecom, tentacolo francese di una azienda che e' pubblica in molti paesi tra cui l'Italia. A proposito, perche' si sputa tanto su Microsoft e non si dice nulla su 'sto gigantesco mostro paneuropeo? Domanda ancora una volta retorica: perche' Telecom e' allineata con la gente che comanda i disobbedienti che scendono in piazza a protestare (di cui gli sputatori su Microsoft sono la branca informatica).


Del resto, il mondo dei videogiochi vuole crescere: cerchiamo di esserne all’altezza. Ben detto. Io sto crescendo in maniera vertiginosa, tanto che persone che mi conoscevano mesi fa oggi non mi riconoscono piu' tanto miglioro.
Voi cosa aspettate, il grandissimo colpo di fortuna? Beh, eccovelo (http://www.artformazione.it). Se mi scontate anche questo, beh, ognuno ha cio' che si merita. E io ho finora mi sono meritato sempre il meglio... ;)

daneeloliwav
27-02-2003, 17.53.49
Originally posted by /\/\att
......Germania, paese di würstel e crauti e gente con i piedi per terra.......

Il solito luogocomune che non ne vuole sapere di morire, è come definire l'italia patria degli mangiaspaghetti e l'italiano come un'artista fantasioso ma che non ha voglia di lavorare.........

Personalmente ritengo giusto censurare alcuni giochi particolarmente violento. Per essere più preciso, la cosa giusta è definire un'età minima come succede per film, riviste e altre cose.
Credo che l'industria videoludica abbia ormai superato l'industria cinematografica in importanza economica-fatturato globale, quindi è giusto regolarizzare un minimo.
Non posso esprimere un parere riguardo ai giochi da voi citati, perchè non li conosco, ma confermo che alcuni giochi andrebbe effettivamente censurati per certe fasce d'età (es: SOF2).

ten2000
27-02-2003, 18.10.22
Originally posted by Warzone
Domanda che dovrebbe essere scritta ancora piu' in grande e in lettere di platino puro: chi educa i genitori ad essere tali? Risposta alla domanda retorica: nessuno. Non per niente i genitori di oggi (che sono stati i giovani di ieri, ricordiamolo) non sanno educare i giovani di oggi, che saranno i genitori di domani.
E cosi' troviamo ogni tipo di discussione (dalle chiacchere fra amici ai talkshow) pieni di pippaioli (mentali).

Ma al di la di questa censura, prettamente e pateticamente politica, devo dirlo: almeno stavolta i videogiochi si sono rivelati (finalmente?) strumento di un atto politco congruente: chi e' al governo in Germania e' li perche', fra le tante pratiche demagogiche, ha anche detto "no" alla guserrma (che credo sia la guerra con i se e con i ma di cui tanto chiaccherano i militanti pacifisti disobbedienti prima di rispondere all'unanimita' ad una chiamata alle armi, di cui anche oggi abbiamo cronaca nei giornali, prego notare la sottile e velata ipocrisia con cui 'sta gente si autodefinisce e si comporta), e' ancora popolare perche' continua a dire "no" alla guserrma, e adesso censura un gioco di guerra (senza se ne ma, in Generals la guerra c'e' e basta).

Sono forse finiti i tempi in cui anche le riviste di videogiochi (non faccio il nome di TGM), i cui recensori sono allineati con il 95% circa della stampa (e con il 35% circa della popolazione, fonte: elezioni 2001), usano il pretesto dei videogiochi per sputare sull'avversario politico? Insomma, e' finita l'epoca in cui si leggono articoli tipo "la svalutazione dell'uomo medio", dove il succo del discorso e' "se voti uno che fa pubblicita' elettorale nell'unico modo che gli hanno lasciato sei sempre e comunque un cretino"?

Risposta alla domanda retorica: certo che no. Gli intrecci tra politica e videogiochi diverranno solo piu' profondi, fino a diventare inestricabili come fra politica e cinema. Gia' oggi il finanziamento dei film e' riservato ai soli tesserati (il partito lo conosciamo tutti, e' quello con circa cento milioni di morti sulla coscienza), e solo in minima parte questa politica e' cambiata (dovuta principalmente alla qualita' meno che scadente e al successo meno che nullo delle opere cosi' finanziate - non per niente un certo personaggio barbuto e baffuto si e' dovuto reinventare come politicheggiante, data la sua inesistente capacita' come regista e attore).
Gia' oggi si vedono i primi finanziamenti piu' o meno pubblici. Solo per dire, Cryo/Microids/Arxel Tribe devono gran parte dei loro fondi alla Wanadoo, divisione di France Telecom, tentacolo francese di una azienda che e' pubblica in molti paesi tra cui l'Italia. A proposito, perche' si sputa tanto su Microsoft e non si dice nulla su 'sto gigantesco mostro paneuropeo? Domanda ancora una volta retorica: perche' Telecom e' allineata con la gente che comanda i disobbedienti che scendono in piazza a protestare (di cui gli sputatori su Microsoft sono la branca informatica).

Ben detto. Io sto crescendo in maniera vertiginosa, tanto che persone che mi conoscevano mesi fa oggi non mi riconoscono piu' tanto miglioro.
Voi cosa aspettate, il grandissimo colpo di fortuna? Beh, eccovelo (http://www.artformazione.it). Se mi scontate anche questo, beh, ognuno ha cio' che si merita. E io ho finora mi sono meritato sempre il meglio... ;)

Caro War, vedo con soddisfazione che i nostri pianeti si sono allineati, un brindisi alla tua lucida e veritiera disanima sulla "new economy" modello anni 2000. :birra:

ciao :)

ten2000
27-02-2003, 18.15.43
Originally posted by daneeloliwav
Il solito luogocomune che non ne vuole sapere di morire, è come definire l'italia patria degli mangiaspaghetti e l'italiano come un'artista fantasioso ma che non ha voglia di lavorare.........



Bhè guarda, se è vero quanto i TG hanno dichiarato oggi che per il funerale di Alberto Sordi c'erano 500.000 persone a me sinceramente una domanda sorge spontanea:
ma quanti di questi 500.000 hanno saltato il lavoro oggi a Roma per seguire i funerali?

K4pp4
27-02-2003, 18.18.11
Originally posted by Warzone
Domanda che dovrebbe essere scritta ancora piu' in grande e in lettere di platino puro: chi educa i genitori ad essere tali? Risposta alla domanda retorica: nessuno.

Su questo sono d'accordo. Ma almeno metterci la buona volontà sarebbe un buon inizio. Non c'è bisogno di nessuna accademia per capire che un ragazzino di dieci anni non deve essere abbandonato a se stesso.
Se poi i genitori sbagliano, in buona fede, va bene. Crescendo il figlio capirà che comunque loro hanno fatto del loro meglio e cercherà di essere un genitore migliore. Si tratta solo di avere _il desiderio_ di invertire il processo di caduta.



Ma al di la di questa censura, prettamente e pateticamente politica, devo dirlo: almeno stavolta i videogiochi si sono rivelati (finalmente?) strumento di un atto politco congruente
[...]

il discorso è giusto, ma a mio avviso fuori fuoco. Sul fatto che queste censure buonistiche siano politiche non c'è dubbio.
Ma troppo spesso si dimentica che ci sono valori che vanno al di la della semplice legalità. Quella che un tempo veniva definita 'buona creanza'. Nessuno mi obbliga a tenere la porta aperta a una signora, lo faccio perchè penso sia un gesto di rispetto e cortesia. Nessuno obbliga una software house ad evitare determinate tematiche, ma chi ha _Stile_ lo fa e basta. E pensa a fare buoni videogiochi.




Sono forse finiti i tempi in cui anche le riviste di videogiochi...

Non c'è molto altro da aspettarsi da una lobby come quella del giornalismo. Si veda il fatto che determinati poteri sono malvisti in quanto, attraverso il possesso economico, ne minano la solidità.
Qui si potrebbe anche parlare dei girotondini e dei film _non_ finanziati da una certa casa cinematografica a un _certo_ regista, ma si andrebbe fuori dal seminato...



Risposta alla domanda retorica: certo che no. Gli intrecci tra politica e videogiochi diverranno solo piu' profondi...

Analisi plausibile e probabilmente realistica. C'è solo un piccolo problema: io da _Gamer_ dico no a *qualunque* strumentalizzazione del videogame, e come me molti altri. Se qualcuno vuole perdere il suo tempo a convincermi che sono schierato perchè gioco a Generals o a Puzzle Bobble o al solitario di Windows, faccia pure... problemi suoi se non sa investire il tempo in modi migliori.



(di cui gli sputatori su Microsoft sono la branca informatica).

C'è chi contesta Microsoft per il gusto di farlo, chi invece analizza oggettivamente i suoi prodotti e ne identifica i difetti cruciali, poi trae le sue conclusioni. Personalmente faccio parte di questa fascia. La colpa principale di M$ non è quella di puntare al monopolio, ma di creare prodotti inadeguati.

E comunque....
Diciamo NO alla strumentalizzazione del videogame!

/\/\att
27-02-2003, 18.22.49
Originally posted by daneeloliwav
Il solito luogocomune che non ne vuole sapere di morire, è come definire l'italia patria degli mangiaspaghetti e l'italiano come un'artista fantasioso ma che non ha voglia di lavorare.........


E vabbè, le mie parole erano volutamente ironiche e faziose ;)

K4pp4
27-02-2003, 18.27.15
Originally posted by daneeloliwav

Personalmente ritengo giusto censurare alcuni giochi particolarmente violento. Per essere più preciso, la cosa giusta è definire un'età minima come succede per film, riviste e altre cose.
Credo che l'industria videoludica abbia ormai superato l'industria cinematografica in importanza economica-fatturato globale, quindi è giusto regolarizzare un minimo.
Non posso esprimere un parere riguardo ai giochi da voi citati, perchè non li conosco, ma confermo che alcuni giochi andrebbe effettivamente censurati per certe fasce d'età (es: SOF2).
Non vorrei che questa risposta sembrasse un attacco personale, ma mi da il 'la' per una considerazione:
Il problema di base è l'ignoranza che sta intorno all'ambiente videoludico.
Differentemente dalle aziende 'tradizionali' che fanno di tutto per aggirare i limiti censori imposti, l'azienda videoludica si è _già_ autoregolamentata da tempo, con un organismo chiamato ELSPA e che identifica le fasce d'età per le quali un prodotto può essere adatto.
Il problema è che nessuno si prende il disturbo di guardare la confezione del giochino che il figliolo si porta a casa. Si limitano a sbuffare, tirare fuori il portafogli e cacciare la lira, nel più totale disinteresse... poi si rendono conto che hanno comprato SOF2 al figlio di dieci anni e danno la colpa alla mancanza di organismi di controllo, anzichè alla loro propria inettitudine... :(

daneeloliwav
27-02-2003, 19.09.46
K4pp4, sono perfettamente d'accordo con te, ma trattasi di consiglio e non divieto.
Dovrebbe essere vietato vendere giochi violenti ai ragazzini, se poi il genitore ignorante glielo compra lo stesso.....beh non ci possiamo fare niente.
Non sto qui a fare sensazionalismo come fanno molti giornali, del tipo: "ha ucciso genitori perchè giocava troppo al gioco X". Personalmente non credo che i videogiochi facciano male, anche se abusarne non fa certo bene alla vita sociale. Dico solo che è meglio evitare di confrontare i ragazzi con troppa violenza videoludica o meno, come non farei mai vedere certi film violenti a minori.

K4pp4
27-02-2003, 19.25.33
Originally posted by daneeloliwav
K4pp4, sono perfettamente d'accordo con te, ma trattasi di consiglio e non divieto.
Dovrebbe essere vietato vendere giochi violenti ai ragazzini, se poi il genitore ignorante glielo compra lo stesso.....beh non ci possiamo fare niente.
Non sto qui a fare sensazionalismo come fanno molti giornali, del tipo: "ha ucciso genitori perchè giocava troppo al gioco X". Personalmente non credo che i videogiochi facciano male, anche se abusarne non fa certo bene alla vita sociale. Dico solo che è meglio evitare di confrontare i ragazzi con troppa violenza videoludica o meno, come non farei mai vedere certi film violenti a minori.

D'accordo, con una precisazione:
Proprio in virtù di quello che tu dici, (il genitore glie lo compra lo stesso), ecco che secondo me, il ruolo chiave passa automaticamente dalle leggi al genitore.
Sono d'accordo sul divieto, in linea di massima, ma mi spiacerebbe alquanto entrare in un negozio e dove scegliere alcuni videogiochi sorpassando porta con una tendina e una scritta sopra al neon rosso "ADULTS ONLY"... regole si, ma con moderazione...

orion
28-02-2003, 14.03.09
Sono d'accordo con il diario di Matt :)
D'altronde se Hollywood aspetta sempre il momento propizio per far uscire un film, non vedo come non possa fare altrettanto un videogioco dotato di un tale "peso" nell'argomento..aspettando tempi migliori per tutti, ne giova globalmente il vg come fenomeno mediatico.
Se si facesse meno hype, si potrebbe fare uscire un gioco quando più aggrada ;)

Bye