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Visualizza versione completa : Categorie & Stereotipie



follettomalefico
07-01-2003, 14.57.44
L'altra sera mi è balzato un pensiero in mente... che però il giorno dopo quando avrei voluto postarlo, mi è sparito...
...ma ora son riuscito a ricordarlo.


Il tutto è partito da una barzelletta sui carabinieri, come tante... solo che questa volta mi sono chiesto: per quale motivo è NATO questo stereotipo? Cioè... da dove ha preso origine tale concezione, generalista e irreale? Ci sarà una motivazione?

E così vale per ogni altra stereotipia... come se l'essere un rappresentate di una categoria di persone, esteriormente, ti identifichi anche per quello che "dovresti" essere.


Come anche, più banalmente, facendo un esempio personale.
A volte, parlando, salta fuori che sono un "informatico"... e vengo etichettato come tale... con tutte le stereotipie annesse.
Altre volte, parlando, salta fuori che sono un grafico, creativo... e vengo etichettato come tale... con tutte le stereotipie annesse.
Altre volte ancora, parlando, facendo parecchi discorsi insensati e divertenti, vengo etichettato come "lollone"... con tutte le stereotipie del caso.
Altre volte, parlando, per il tono della discussione molto serio, vengo etichettato come "serio"... con tutte le stereotipie del caso.

Tutte cose che vengono puramente smentite quando si inizia a conoscere meglio la persona, di solito, con a volte anche lo "stupore" dell'altro quando "scopre" un altro tuo interesse.


Ora mi chiedo io, perchè devono esistere questi pesanti pregiudizi, sia di categoria sia di "prima conoscenza" di una persona?
Le persone sono tutte "sfaccettate", "poliedriche"... a volte fare categorie è utile se non necessario, ma perchè tutti o quasi continuano a percepire gli altri "monodimensionalmente"?

yfede
07-01-2003, 15.08.50
Quando si conosce qualcuno, per poter interagire con lui in merito ad aspetti non ancora affrontati di persona, si ha bisogno di crearsi una aspettativa, immaginarsi quello che l'altro pensa in merito all'argomento che si vuole affrontare. Siccome non lo si conosce non si puo` fare altro che attingere dalla propria esperienza personale o da stereotipi approssimativi e generalizzati della categoria alla quale, al primo approccio, abbiamo ipotizzato appartenga il nuovo venuto.

Man mano che si procede nella conoscenza tali aspettative possono venire confermate oppure confutate, e le confutazioni sono quelle che allontanano le persone dallo stereotipo di partenza nel quale erano state relegate.

Credo sia un comportamento naturale.

Ray McCoy
07-01-2003, 15.10.56
Sono troppo genovese e tirchio per rispondere... :asd:

Ok, a parte le battute.
Ora come ora non so commentare l'intero, ma voglio portare un esempio. Via ICQ dicevo, scherzando, "meno male che non sei un ingegnere". Questo perchè gli studi di ingegneria sono studi che comportano la creazione di una certa rigidità mentale, un modo di pensare rigoroso che a volte esce dal campo del lavoro per diventare d'uso comune in ogni giorno.

Poi, ovvio che quella è poco più di una battuta scherzosa, e che non tutti gli ingegneri hanno delle tare mentali... :D Però, per esperienza, ho conosciuto parecchi ingegneri parlando coi quali, più volte, mi sono chiesto se condividessero con me lo stesso pianeta d'origine, o se provenissero da Omicron Persei VIII° :D

fokker fw190a
07-01-2003, 15.16.03
pultroppo esistono i pregudizi.Mi ricordo che la prima alluvione da me vissuta qui a genova nel 91 o 92 aveva creato abbastanza nella vallata dove sono e specialmente sul fiume Varenna.Quando i contadini della zona videro che i lavori x rinforzare gli argini e pulire il fiume da alberi ecc iniziarono alla foce del fiume e non a monte,andarono dall'ingegniere capo dicendogli propio che i lavori era meglio farli a monte o quantomeno farli a monte e a foce.L'ingegniere disse di tornare alle loro case a zappare,deicendo anche che loro avevano studiato x fare questi tipi di lavori.Ebbene l'anno dopo la seconda e più grossa alluvione,provocò l'allagamento di Pegli(una cittadina che rimane in fondo al fiume Varenna)causa gli alberi e quant'altro,che trascinati dalla corrente si erano andati a incastonare facendo diga sotto un ponte.Ovviamente l'acqua ha cercato altre strade andando di conseguenza ad allagare Pegli.Ma la cosa più grave è che a metà fiume due coniugi anziani persero la vita,un pò perchè la casa rimaneva in un terreno subito adiecente al fiume,e un pò perchè anche li c'era un ponte che ha fatto da diga e l'acqua andò a scavare sotto la casa provocando poi il franamento di essa con all'interno i due coniugi.Ora che i due coniugi abbiano sbagliato a non scappare non c'è dubbio,ma se avessero dato ascolto ai contadini forse tutto quello che è avvenuto non sarebbe successo.

follettomalefico
07-01-2003, 15.17.41
Originally posted by yfede
Man mano che si procede nella conoscenza tali aspettative possono venire confermate oppure confutate, e le confutazioni sono quelle che allontanano le persone dallo stereotipo di partenza nel quale erano state relegate.

Credo sia un comportamento naturale.

Ok, fin qui è vero, ma non credi però -come io invece credo- che queste categorie nelle quali si viene piazzati non sono puramente indicative come "aspettative" ma anche determinanti come effetto?
Nel senso, fino a quanto TU non ti sforzerai di farti conoscere meglio, l'altro ti ha ficcato in quella categoria e lì rimani. Cosìcchè se capiterà di reincontrarti, l'altro ha già l'opinione fatta: non gli interessa indagare (ecco, finalmente ho trovato una formulazione adatta).

Spiego più chiaramente: l'altro, ormai fattosi una opinione su di te, non è interessato a conoscerti meglio, perchè ormai sei "inquadrato". Non c'è interesse a vedere tu dove arrivi, in uno spettro di possibilità più ampio.
Sta a te invece "forzare" tale etichetta e farti conoscere.




Originally posted by -S-Piccolo-S-
Però, per esperienza, ho conosciuto parecchi ingegneri parlando coi quali, più volte, mi sono chiesto se condividessero con me lo stesso pianeta d'origine, o se provenissero da Omicron Persei VIII° :D

La domanda, a questo punto che potrebbe insorgere dal discorso è: "E' la scelta che influenza la personalità o la personalità che determina la scelta?". Cioè, chi ha tale mentalità è dunque più portato a quella "categoria" o viceversa?

Siamo entrati nell'argomento "categoria per scelte" invece che in generale, ma va bene :)

yfede
07-01-2003, 15.29.39
Originally posted by follettomalefico
Spiego più chiaramente: l'altro, ormai fattosi una opinione su di te, non è interessato a conoscerti meglio, perchè ormai sei "inquadrato". Non c'è interesse a vedere tu dove arrivi, in uno spettro di possibilità più ampio.
Sta a te invece "forzare" tale etichetta e farti conoscere.

ho capito quel che intendi, effettivamente e` vero quel che dici tu.
Credo pero` che il motore di un maggiore interesse per una persona nuova, magari anche gia` inquadrata, possa essere un avvenimento inaspettato...che so, se tutto ad un tratto un conoscente, anche di lunga data, viene a chiederti un consiglio per un problema personale, qualcosa del genere, che magari non ti aspettavi, magari in quel momento dentro di te ammetti che quella persona non e` esattamente come credevi, di li inizia un qualche passo nuovo per conoscerlo piu` a fondo, fino al piazzarlo in una categoria piu` complessa e ristretta, piu` ricca di dettagli rispetto alla precedente e piu` aderente alla reale personalita` del tizio in questione. Questo processo puo` ripetersi piu` e piu` volte, non e` necessario che sia tu a dover scoprire quanto una persona si distacca dalla categoria in cui la si e` collocata temporaneamente. succede in modo automatico, man mano che accadono cose in cui le reazioni effettive sono diverse da quelle che ti aspettavi...spero di essermi spiegato...

follettomalefico
07-01-2003, 15.35.49
Si, ok... anche nel caso descritto da te cmq avviene sempre una forzatura della categoria fatta da chi vuole farsi conoscere e non viceversa... :)

Cmq... da un altro punto di vista quello che dici è una continuo aumento della conoscenza di una persona, che però esula da un concetto iniziale di categorizzazione, secondo una certa ottica. Perchè in parte tu descrivi un processo in più fasi, all'interno delle quali io aumento il livello di conoscenza tuo... ma siamo già entrati in momenti successivi alla semplice "conoscenza iniziale" :)

PatchaAtWork
07-01-2003, 16.47.09
Originally posted by follettomalefico

Ora mi chiedo io, perchè devono esistere questi pesanti pregiudizi, sia di categoria sia di "prima conoscenza" di una persona?
Le persone sono tutte "sfaccettate", "poliedriche"... a volte fare categorie è utile se non necessario, ma perchè tutti o quasi continuano a percepire gli altri "monodimensionalmente"?

Me lo sono chiesto anche io un bel po' di tempo fa... e qualcuno se ne sarà accorto... e forse se lo ricorda pure...


Semplicemente è una reazione umana di autodifesa.

Facciamo questo esempio... se tu fossi su una astronave e vedessi un Cubo Borg alzeresti gli scudi e forse attaccheresti pure... e poi magari scopri che era un Cubo Borg catturato da una compagnia del tuo stesso esercito e che non riuscivano a far funzionare la radio...

Non so se ho reso l'idea... :rolleyes:


EDIT: Non venitemi a dire ora che i Cubi Borg non si possono catturare etc, etc... :D

yfede
07-01-2003, 17.17.01
Originally posted by follettomalefico
Si, ok... anche nel caso descritto da te cmq avviene sempre una forzatura della categoria fatta da chi vuole farsi conoscere e non viceversa...
Non voglio continuare ulteriormente la discussione in merito perche`, come hai ben detto tu, stiamo gia` oltrepassando la barriera della impressione iniziale.
La tua obiezione e` giusta, pero` volevo precisare che io non intendevo l'azione del nuovo soggetto come una esplicita e voluta azione per farsi conoscere meglio. Dicevo soltanto che puo` capitare cosi`, per caso, che ci si accorga che una persona e` differente da come la pensavamo, anche senza che quella voglia effettivamente mostrarcelo.
Puo` accadere per caso tutto qui. Riprendendo il triste esempio che ho fatto prima, se questo viene a chiederti un consiglio in materia sentimentale, a te che sei un conoscente, si vede che e` completamente insicuro sul da farsi, e credo che in una situazione del genere abbia ben poco da preoccuparsi se quel suo gesto rientra nelle azioni che tu ti aspetti da lui oppure no.
con questo credo che non sia piu` necessario proseguire la discussione su questa linea perche` oltrepassa il momento del primo approccio. Ad ogni modo condivido la tesi dell'autodifesa, l'esempio del Cubo Borg e` abbastanza esplicativo perfino per me che non sono appassionato della serie.

follettomalefico
07-01-2003, 19.05.45
Uhm asp... la metafora del Cubo Borg mi pare l'esatto contrario di quello che stiamo dicendo.

Una persona conosce e si ferma ad una categoria.
L'altra deve (volontariamente o meno, come ha giustamente detto yfede) portare l'altro ad oltrepassare tale categoria.

Nella metafora che poni invece c'è una idea di qualcuno che viene frainteso e attaccato... Perchè doveva sembrare un cubo borg? Cioè la USS invece di scoprire come fosse l'altro ha attaccato. Uhm non mi quadra come metafora in questo contesto :p



Effettivamente però la tua critica mi ha posto alla luce una questione che non avevo delineato: in testa a questo topic intendiamo due persone che, anche solo "sotto sotto" desiderano conoscersi.

Se questo desiderio non c'è, o magari vi è aggressività, io ti categorizzo e uso gli stereotipi di quella categoria per insultarti... avviene anche questo, infatti.

yfede
07-01-2003, 19.23.07
Io intendevo corretto l'esempio del Cubo Borg come situazione in cui si agisce secondo quello che e` l'aspetto piu` comune di quel che ci troviamo davanti. Un Cubo Borg va attaccato, una nave amica puo` essere considerata inoffensiva, mentre il primo puo` essere dei nostri e la seconda essere stata catturata...
Utilizzando gli stereotipi si puo` giustificare un'azione, che magari puo` poi rivelarsi sbagliata a conti fatti, ma almeno sono un metro secondo cui decidere.
Era inteso in questo senso secondo me l'aspetto "difensivo" degli stereotipi.

follettomalefico
07-01-2003, 19.28.22
Beh, ma sinceramente, dubito che aggredirai mai qualcuno se questo si è solo presentato ;)

Patcha
07-01-2003, 21.43.09
Originally posted by follettomalefico
Beh, ma sinceramente, dubito che aggredirai mai qualcuno se questo si è solo presentato ;)

L'esempio dice che appena incontri qualcuno usi i tuoi stereotipi per prepararti ad alcuni suoi probabili atteggiamenti così non ti trovi impreparato quando questi, probabilmente, si manifesteranno.
Ovviamente gran parte di questo procedimento avviene inconsciamente (quanto inconsciamente dipende da soggetto in soggetto).

Nell'esempio un'astronave vede un'altra astronave nemica che si avvicina come se nulla fosse... Anche se ancora non ha ricevuto alcun segno da quest'ultima, si prepara comunque al peggio! In questo modo se è una trappola non si ritrova al 100% impreparata.

Ho aggiunto "e forse attaccheresti pure" perché alcuni soggetti sono portati ad affidarsi di più ai loro stereotipi e agiscono in un modo che spesso risulta avventato.

Il tutto è completamente riportabile in un rapporto tra due soggetti... sia che vogliano conoscersi, sia che vogliono ignorarsi anche se devono convivere per un qualche motivo e/o in una qualche situazione, o se vogliono addirittura aggredirsi.

Se due vogliono conoscersi o vengono presentati di solito non sono completamente ottimisti e non cominciano a prendersi sotto braccio per cantare e ballare insieme (come sono estremo! :D). Ma i due comunque si squadrano e fanno le loro "valutazioni" e "constatazioni" prima ancora di dire "Piacere"... inconsciamente (o consciamente, alle volte) valutano molti dettagli (non per forza tutti... si varia da soggetto in soggetto). La stretta della mano (io personalmente me ne frego, per esempio), la posizione dell'altra mano, il movimento del corpo, l'espressione, un tatuaggio, dei pearcing ed altre fesserie... ed il bello è che ancora non si è parlato ma già ci si comincia a fare la propria idea iniziale del "soggetto".
Ovviamente se poi ti dice anche "Sono un ingeniere" o qualsiasi altra cosa parti pure con tutti gli stereotipi annessi.
Può capitare che il tipo di fronte abbia sempre un ghigno in faccia e che l'altro diventi diffidente... poi si scopre che ha una paralisi! :D
Questo ovviamente era il mio solito esempio esagerato... ma capitano un sacco di più minuscoli e sottili fraintendimenti che possono nascere da una semplice presentazione. Ovvio che non ci si aggredisce... però il nostro atteggiamento si predispone di conseguenza.

Un'altro esempio...: in treno avevamo un giornaletto enigmistico con la foto di Samanta Degrené... il fidanzato di mia sorella ha detto, quando l'ha vista "A me sta antipatica quella"... poi si è scoperto che gli sta antipatica solo perché non gli piace la sua voce... e così anche a mia sorella... a me, per esempio, non fregava nulla... ma intanto nessuno di noi l'ha mai conosciuta e nessuno di noi puntava a diventarne amico.
Semplicemente la sua voca creava nella testa di mia sorella e del fidanzato chi sa quale probabile sfaccettatura negativa del carattere di Samante che poi nella realtà può esserci o meno.

Quindi ad una certa tonalità di voce della tipa viene creata un'aspettativa negativa alla quale inconsciamente ci si prepara creando un principio di antipatia. (grazie per gli applausi... grazie... :cool:)

Ray McCoy
07-01-2003, 23.15.01
Beh, un momento. Forse c'è un dettaglio che potrebbe cambiare la discussione.

Si conosce una persona, si fanno due chiacchere, ecc. Inizialmente può venire naturale "catalogare" una persona in base a nostri schemi mentali, un po' per, ad esempio, trovare argomenti di conversazione comuni a entrambi (o cercare di trovarli).

Il problema più grande sta forse in un'altra cosa. Sapremmo, conosciuta meglio questa persona, cambiare le nostre idee a riguardo?

Se continuiamo anche man mano che la si conosce a non considerare i commenti che la "allontanano" dalla catalogazione, ma a ignorarla, se quel tipo di "categoria" non ci piace, allora lì sta l'errore.

Spero di essermi spiegato con chiarezza.
Insomma, non è tanto l'errore in sé (che può essere errore, o no, a seconda dei punti di vista), ma il perseverare sulla stessa strada, ad essere sbagliato.

follettomalefico
07-01-2003, 23.17.25
Uhm si... l'hai espresso molto più chiaramente di quanto sia riuscito a farlo io :p

Inoltre, vorrei aggiungere una punta di riflessione... sbaglio o tendenzialmente più la persona è insicura più tende a rafforzare determinate categorie?

Ray McCoy
07-01-2003, 23.38.00
Non necessariamente. Semplicemente, una persona insicura fa più fatica a socializzare. Ci mette solo più tempo.

Quindi ci mette anche di più a cambiare la sua opinione su qualcuno, e magari anche a "decatalogarlo". Ma non perchè sia più legato alle schematizzazioni. Semplicemente, è più "lento" di una persona normale... :)

Patcha
08-01-2003, 00.38.17
D'accorderrimo con Piccolo... ;)

Ah... e ricordate... io non sono un "Povero Piccolo Pignolo Petulante Pregiudizioso Psicotico Permaloso Pedante Pessimista Perdente Paranoico Polemico e Palloso"... è che mi disegnano così! :D

follettomalefico
08-01-2003, 16.41.41
Originally posted by -S-Piccolo-S-
Non necessariamente. Semplicemente, una persona insicura fa più fatica a socializzare. Ci mette solo più tempo.

Quindi ci mette anche di più a cambiare la sua opinione su qualcuno, e magari anche a "decatalogarlo". Ma non perchè sia più legato alle schematizzazioni. Semplicemente, è più "lento" di una persona normale... :)

Sai cosa? E' che nel momento in cui ho scritto quel pezzo pensavo alle persone arroganti e insicure, perchè no i "bulletti"...

Mentre in altri casi come descrivi, è vero quello che affermi tu...