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Visualizza versione completa : Anacronismi: storia del costume



jeffersondavis
18-12-2002, 03.25.43
Leggo un post sugli anacronismi, ma pare sia stato modificato e non capisco a quale film fa riferimento: ma poco importa. Per me il cinema non è solo svago, ma cultura. Perciò i cineasti hanno la stessa responsabilità di giornalisti e scrittori.
Da ciò escludo, entro un certo limite, la fantascienza o la comicità, ma, se un lavoro si spaccia per dotato di contenuti, si è disonesti se si trasformano persone del passato in testimoni delle idee del presente,se si cerca di venderci epoche andate per più belle di quel che non fossero, o di farne una replica in costume del presente. Mi spiego di seguito.
Negli anni sessanta una cultura pre-sessantottina guardava con nostalgia ad un irrecuperabile passato, ad un anteguerra, addirittura ad un ottocento visti come un paradiso perduto. Basta guardare certi films con la bellissima Romy Schneider per rendersene conto. In pochi decenni erano successe: due guerre mondiali ed un progresso sociale e tecnico mai visto dai tempi di Atlantide. Facile ed umana tentazione il voltarsi indietro, e voler vedere per belle cose che non lo erano state affatto, ma così ora apparivano al confronto. Paragonato alla moderna giungla d'asfalto, il west assurgeva a paradisaca dimora di cow boys educati come lords, massaie rurali del Texas eleganti e curate come signore del Vecchio Sud, delinquenti caricaturati che facevano più ridere che spavento. Sono i films western del periodo d'oro statunitense, fra la 2^ GM e la metà degli anni sessanta. Poi una nuova consapevolezza ha dato una svolta decisamente più realistica ai prodotti (Soldato Blu, Piccolo Grande Uomo, Il Texano dagli Occhi di Ghiaccio, films del Settanta, più credibili come ricostruzioni storiche). Ci voleva Segio Leone a darci una definitiva ed attendibile immagine del vero West, della sua gente sporca, rozza e violenta e delle sue armi (nel 1960 nei western si usavano delle S&W 38, si vedono benissimo, armi di 50 anni dopo!!...e cartucce a salve da due lire....la guerra di Secessione la si voleva combattuta col winchester che invece apparve 8 anni dopo la sua fine e con le colt 73 che, dice la data...sono del 1873!). Anche i films con il grande Wayne sono infatti purgati ed emendati: e non è un blooper involontario, non può esserlo per centinaia di pellicole (oggi dimenticate). Deliberatamente si gabellava il passato per migliore di un presente i cui fenomeni facevano paura. Una cultura falsa, passatista e nostalgica in mala fede, che il Sessantotto eliminerà, imponeva inoltre per pudicizia raffigurazioni emendate anche dei peggiori misfatti e soggetti, così il peggior pirata veniva a sembrare un dirigente d'azienda newyorkese del 1964 dopo una bisboccia fra amici e birre! Pettinature anni Sessanta sul cranio di spadaccini o rancheros,le donne truccate secondo gli ultimi dettami del momento (vedi l'orrenda serie di Angelica) Dialoghi e atteggiamenti purgati, quasi oxfordiani, anche fra poveracci: il massimo che poteva dire il brigante (sempre, nei western di allora, messicano e di fattezze indie) era "al diavolo" o "carogna!". Sì, è vero, la gente del XIX° secolo e precedenti era indubbiamente educata e morigerata, ma questo vale per la classe ricca, non per la massa sporca, povera, disperata ed ignorante dell'epoca (che nei films pre-1975 è solo una pittoresca coreografia di gente vestita un pò male). Non credo che le bagasce uccise da Jack lo Squartatore parlassero molto scelto e profumassero di pulito e spazzacamini o cowboys fossero dei veri signori! Insomma, fra inesattezze tecnologiche, pruriti moralistici e passato mitizzato fino alla distorsione dei fatti, il film in costume ante anni Settanta ci dà dei prodotti scadenti, salvo alcune fortunate eccezioni.
Oggi non è che certo meglio: dopo un certo periodo di un relativa attinenza a fatti e costumi, ecco che per i motivi opposti si vuole attibuire a gente di 80, 100,200 anni fa atteggiamenti e logiche dell'era nucleare! Parliamo di Titanic, esempio notissimo: quale era nel 1912 una ragazza di brava famiglia così ribelle ? Le rare suffragettes ed ideologhe della "liberazione" femminile non ostentavano nè condividevano atteggiamenti di questo genere. Solo dopo il dramma della 14-18, qualche cosa cambiò ma solo superficialmente e parzialmente. Ad un regista anche dozzinale basterebbe documentarsi con reperibilissime edizioni economiche dei vari galatei del 20° secolo e coi numerosissimi diarii personali, dai quali emergono sopravvivere almeno fino ben oltre il 1940 regole cui Rose (classe 1895, se non erro....) si mostra insofferente nel film. Perciò, mai e poi mai una ragazza simile avrebbe solo guardato uno sporco ignorante passeggero di terza classe, anzi, al minimo cenno di intesa avrebbe voltato via lo sguardo sdegnata. Nessuno avrebbe permesso a Rose di allontanarsi fino a poppa estrema: ed i marinai di guardia (non un passeggero) sarebbero intervenuti a bloccare l'insano gesto. Inoltre la nave non era percorribile interamente: la sua struttura divideva i passeggeri nelle 3 classi. Più credibile la figura del fidanzato, ed il suo atteggiamento nei confronti di Di Caprio: e anche la signorina sarebbe stata neutralizzata facendola "calmare" con del laudano dal medico di bordo. I genitori ed il fidanzato maggiorenne avevano potere assoluto su una nevrotica diciassettenne: avrebbe passato il resto del viaggio letteralmente segregata in cabina sotto sedativi , se solo avesse osato tentare un'avventura del genere. Figuriamoci scendere in terza classe, mettersi scalza a ballare su un tavolo (usanza, all'epoca, da taverne caraibiche, equivoche per giunta!) e poi finire a fare sesso in auto!
Tocco adesso un argomento che immagino scottante: la presenza di gente di colore in vicende del passato. Sì, c'erano ovviamente (negli Usa e in colonie d'oltremare europee) i "coloureds", ma il loro ruolo era, purtroppo per loro, quello illustrato nei films più datati: mere comparse ai margini della vita dei bianchi, sguatteri, servi, infermieri tutt'al più. Vedo films recenti ambientati negli anni 50 dove giovani bianchi e negri socializzano .... in America? Ma se c'erano perfino scuole separate!
Western dove ci sono neri a profusione...: i neri, fino a tutti gli anni Quaranta, vissero soprattutto nelle più sperdute campagne del Sud, nella miseria e lavorando come schiavi peggio di un tempo, o confinati nei loro ghetti nelle città come New Orleans. Figuriamoci fare i vigilantes o gli sceriffi, e girare armati! In nessuna vicenda di bianchi il negro avrebbe trovato spazio: lasciamo perdere quindi Bagger Vance. Se il nero avesse esordito apostrofando il giocatore bianco come fa nel film, in quegli anni 20 o 30 avrebbe passato guai a non finire. Ma non l'avrebbe mai fatto. Vivevano separatamente.
Cosa si vuole fare, politica al cinema? Sta bene, ma si raccontino le cose come stavano in realtà. Non si "riscatta" un passato di apartheid negandolo sullo schermo, bensì girando film come Amistad, emendandoli dei troppi ottimismi: perchè anche per gli abolizionisti il nero rimaneva nero comunque. Mi sta bene la vicenda di Uomini di Gloria: è storia, in parte.. ma diciamo allora il vero, anche il Sud costituì reparti di negri. Questo non cambiava il loro stato di sudditanza. Cessate le ostilità tornarono dei poveri negri, non si cerchi di veicolare altri messaggi con certi film: era una trovata propagandistica dell'epoca, usata da Nord e Sud, e morì lì.
"Cuori ribelli" "Passione ribelle" e simili seguono la falsa riga di Titanic. Si vuole "nobilitare" le stramberie odierne dotandole di nobili ed antiche origini. C'erano sì nel passato individui fuori dal loro tempo: George Sand, vissuta cento anni prima del Titanic, è la madre delle femministe. Ma questa gente era meno eclettica e trasgressiva di quel che pareva: sapeva di non poter fare più di tanto, dava un pò di spettacolo nell'intimo di circoli esclusivi destando delizioso scandalo, tutto finiva lì. La ragazza di "Cuori Ribelli" è ancora più assurda di Rose del Titanic, se vogliamo: siamo nell'arretrata Irlanda, quarant'anni prima! Anche l'impoverimento della famiglia a seguito della semplice distruzione della casa è un assurdo: come l'immagine molto "film Luce anni 30" del "buon padrone" riferita al padre, ignaro delle gesta del suo factotum. I latifondisti avevano milioni in valuta in titoli e danaro in banca e terreni sterminati con fattorie e greggi, consideravano braccianti e fittavoli alla stregua di schiavi, erano perfettamente a conoscenza del proprio potere e lo usavano intenzionalmente: la legge era dalla loro, non esistevano democrazie nel 1870. Forse plausibili le reazioni della ragazza di fronte ad un uomo nudo, ma non così spudorate, nè le avrebbero permesso solo entrare nell'ala del palazzo dove ce ne fosse uno! Governanti severe avevano ordine di chiudere a chiave in camera le ragazze più "frizzanti" se c'erano giovanotti estranei in casa. Giovanotti non certo sporchi ed ignoranti come un bracciante irlandese, beninteso. E nessuna di queste ninfe delicate avrebbe mai combattuto un duello a colpi di forcone, andiamo! Il regista poteva più realisticamente scegliere due operai stanchi di fare gli schiavi in un cotonificio di Sheffield. Ma ha voluto lanciare un messaggio "politico", in mala fede: "è lecito essere oggi dei ribelli - relativamente ai temi odierni - perchè anche i nostri nonni - che oggi ci criticano - lo furono".
Dal mentire circa il passato perchè si rifiuta il presente al farlo, al contrario, per legalizzare le follie del presente, è un percorso di disinformazione che non posso condividere.

angelheart
18-12-2002, 03.46.11
in realtà non capisco bene cosa intendi.... cioè è come se non accettassi nessun film in costume: il problema è che se i film in costume fossero assolutamente fedeli alla storia o alle usanze del periodo storico cui vogliono riferirsi sarebbero dei documentari e non cinema. Mi sono spiegata male forse, ma non è possibile che un film sia completamente fedele (tranne qualche raro caso alla Magnificat, che cmq non è perfetto manco lui, e che infatti io considero più documentario che film) perchè perderebbe spettacolarità. E il cinema è oggetto di intrattenimento, di spettacolo, offre ciò che il pubblico vuole, sempre. Il pubblico non concepisce certi modi di vivere e di pensare di epoche passate, pretende di vedere Rose o Shennon come eroine moderne, che pensano e agiscono come agirebbe una donna di adesso in un certo tipo di avversità.
Quanto ai vecchi western sono belli proprio per le loro inesattezze, per la loro meravigliosa "ingenuità".

jeffersondavis
19-12-2002, 01.10.24
Sarà. Allora sarebbe oportuno inserissero una postilla del tipo "la pellicola è di pura fantasia e non contiene argomenti in attinenza alò costume dell'epoca illustrata", perchè ripeto, la gente si fa idee delle cose anche da come le vede al cinema o in tv.
Peraltro non credo sarebeb noioso vedere la gente comportarsi secondo veri usi di un'epoca: anzi, sarebbe davvero istruttivo. Se posso chiederti di leggere meglio il mio posto, che comprendo è lungo e magari complicato, capirai che attraverso gli spettacoli si fa subodolamente politica. Inoltre la spettacolarità è proprio l'elemento che guasta: brutta mania americana (che serve a nascondere cosa?).
I fatti sono meno spettacolari che nella finzione, e la finzione non deve essere tale da far nascere il desiderio (inconscio, è ovvio) di relatà diverse: se no abbiamo effetti di sdoppiamento nella percezione delle cose, vista la predominanza che oggi il mass-media ha nella nostra percezione dei fatti rispetto alla cruda realtà.
Il dramma del Titanic non cambia se interpretato nello spirito dei tempi. IL film in costumne ritengo non abbia senso, se non seve a racontare il passato...e che scopo ha raccontarlo, per poi mentire? Anche perchè se si vuole incarnare una mentalità diversam il presente è l'elemento naturale dove far muovere i personaggi. IL passato è MORTO, è cosa inutile, serve solo a scopo didattico, non c'era nulla cho possa far sentire un sincero bisgono di racontarlo se serve solo a dar spettacolo, visto che era un povero e triste mondo di miserabili. Descriverlo può servire solo a scopo ammaestrativo e ricostruttivo.
Per lo spettacolo puro, anche se ritengo che la Cultura abbia il dovere di scuotere la gente dal puro ricercare la scioccante spettacolarità per farsi da mezzo di miglioramento individuale, preferisco Star Ttrek e non dei "deficienti" in cappello a cilindro che vengono fatti ragionare da uomini del 2002 mentre si arrabattano con ridicole macchine a vapore!

angelheart
19-12-2002, 01.52.08
probailmente abbiamo una diversa concezione sia di cinema che di passato. Vorrei chiederti che opinione hai dei romanzi storici per esempio. Probabilmente anche in essi la realtà è falsata, perchè o è arte o è operazione commeriale. l'arte non guarda in faccia a nessuno, quindi un artista scrive quello che gli pare. l'operazione commerciale invece guarda in faccia a più gente possibile e si scrive quello che la gente vuole sentirsi dire.. per me il cinema è la forma d'arte più completa perchè racchiude letteratura, musica, pittura. Devo dire che gli artisti veri nel cinema non sono molti, e quindi si seguono le leggi del mercato. Il passato invece non lo considero solo a scopo didattico, forse sono una povera ignorante (anche se non mi sento affatto così), ma lo "uso" anche per fare interessanti voli pindarici. Poi è chiaro che non userei mai e poi mai la macchina del tempo per tornare indietro a viverci, ma neanche morta, sto troppo bene qui con le mie comodità moderne. Tu lo consideri solo a scopo didattico, e ammetto che in effetti dovremmo utilizzarlo di più per imparare, ma non credo affatto che non possa dar spettacolo perchè "erano dei poveri miserabili" non penso affatto sia così, non c'è da decidere com'erano in questo senso, forse li consideri miserabili perchè non avevano le possibilità di vita "comoda" che abbiamo noi, e posso essere d'accordo su questo, ma andava bene così, uno è miserabile se "sa" di poter avere di più, loro non lo sapevano e vivevano bene così... ma la gente di adesso ci fantastica sopra, consideraci pure ignoranti, definiscici come vuoi, ma è così, è quello che il pubblico vuole. Poi c'è qualche raro artista che decide di essere particolarmente fedele, nel cinema (Zeffirelli, Annaud, qualche volta Avati), ma mi viene facile da pensare le stesse cose anche in letteratura (Eco). E si, sono spettacolari uguale (che poi non so cos'hai contro la spettacolarità, secondo me non è che nasconda, falsa un po' le cose, ma per i motivi suddetti), ma non perchè sono realistici, ma solo perchè sono grandi artisti e credo renderebbero spettacolare anche un trattato di chimica.

singoallo
19-12-2002, 05.31.58
Angel,
avevo scritto un bel "papello", quasi un "libello" contro(si fa per
dire) Jefferson e a tuo favore, ma poi è caduta la linea e non
ho potuto riconnettermi e non mi va di rifare tutto d'accapo.
Mi permetto solo una considerazione: tu sei ottimista,lui no.
Procrastiniamo ulteriori disquisizioni.(guarda un pò l'ora)!
:sleep:

singoallo
19-12-2002, 05.38.58
Originally posted by jeffersondavis
Leggo un post sugli anacronismi, ma pare sia stato modificato e non capisco a quale film fa riferimento: ma poco importa. Per me il cinema non è solo svago, ma cultura. Perciò i cineasti hanno la stessa responsabilità di giornalisti e scrittori.
Da ciò escludo, entro un certo limite, la fantascienza o la comicità, ma, se un lavoro si spaccia per dotato di contenuti, si è disonesti se si trasformano persone del passato in testimoni delle idee del presente,se si cerca di venderci epoche andate per più belle di quel che non fossero, o di farne una replica in costume del presente. Mi spiego di seguito.
Negli anni sessanta una cultura pre-sessantottina guardava con nostalgia ad un irrecuperabile passato, ad un anteguerra, addirittura ad un ottocento visti come un paradiso perduto. Basta guardare certi films con la bellissima Romy Schneider per rendersene conto. In pochi decenni erano successe: due guerre mondiali ed un progresso sociale e tecnico mai visto dai tempi di Atlantide. Facile ed umana tentazione il voltarsi indietro, e voler vedere per belle cose che non lo erano state affatto, ma così ora apparivano al confronto. Paragonato alla moderna giungla d'asfalto, il west assurgeva a paradisaca dimora di cow boys educati come lords, massaie rurali del Texas eleganti e curate come signore del Vecchio Sud, delinquenti caricaturati che facevano più ridere che spavento. Sono i films western del periodo d'oro statunitense, fra la 2^ GM e la metà degli anni sessanta. Poi una nuova consapevolezza ha dato una svolta decisamente più realistica ai prodotti (Soldato Blu, Piccolo Grande Uomo, Il Texano dagli Occhi di Ghiaccio, films del Settanta, più credibili come ricostruzioni storiche). Ci voleva Segio Leone a darci una definitiva ed attendibile immagine del vero West, della sua gente sporca, rozza e violenta e delle sue armi (nel 1960 nei western si usavano delle S&W 38, si vedono benissimo, armi di 50 anni dopo!!...e cartucce a salve da due lire....la guerra di Secessione la si voleva combattuta col winchester che invece apparve 8 anni dopo la sua fine e con le colt 73 che, dice la data...sono del 1873!). Anche i films con il grande Wayne sono infatti purgati ed emendati: e non è un blooper involontario, non può esserlo per centinaia di pellicole (oggi dimenticate). Deliberatamente si gabellava il passato per migliore di un presente i cui fenomeni facevano paura. Una cultura falsa, passatista e nostalgica in mala fede, che il Sessantotto eliminerà, imponeva inoltre per pudicizia raffigurazioni emendate anche dei peggiori misfatti e soggetti, così il peggior pirata veniva a sembrare un dirigente d'azienda newyorkese del 1964 dopo una bisboccia fra amici e birre! Pettinature anni Sessanta sul cranio di spadaccini o rancheros,le donne truccate secondo gli ultimi dettami del momento (vedi l'orrenda serie di Angelica) Dialoghi e atteggiamenti purgati, quasi oxfordiani, anche fra poveracci: il massimo che poteva dire il brigante (sempre, nei western di allora, messicano e di fattezze indie) era "al diavolo" o "carogna!". Sì, è vero, la gente del XIX° secolo e precedenti era indubbiamente educata e morigerata, ma questo vale per la classe ricca, non per la massa sporca, povera, disperata ed ignorante dell'epoca (che nei films pre-1975 è solo una pittoresca coreografia di gente vestita un pò male). Non credo che le bagasce uccise da Jack lo Squartatore parlassero molto scelto e profumassero di pulito e spazzacamini o cowboys fossero dei veri signori! Insomma, fra inesattezze tecnologiche, pruriti moralistici e passato mitizzato fino alla distorsione dei fatti, il film in costume ante anni Settanta ci dà dei prodotti scadenti, salvo alcune fortunate eccezioni.
Oggi non è che certo meglio: dopo un certo periodo di un relativa attinenza a fatti e costumi, ecco che per i motivi opposti si vuole attibuire a gente di 80, 100,200 anni fa atteggiamenti e logiche dell'era nucleare! Parliamo di Titanic, esempio notissimo: quale era nel 1912 una ragazza di brava famiglia così ribelle ? Le rare suffragettes ed ideologhe della "liberazione" femminile non ostentavano nè condividevano atteggiamenti di questo genere. Solo dopo il dramma della 14-18, qualche cosa cambiò ma solo superficialmente e parzialmente. Ad un regista anche dozzinale basterebbe documentarsi con reperibilissime edizioni economiche dei vari galatei del 20° secolo e coi numerosissimi diarii personali, dai quali emergono sopravvivere almeno fino ben oltre il 1940 regole cui Rose (classe 1895, se non erro....) si mostra insofferente nel film. Perciò, mai e poi mai una ragazza simile avrebbe solo guardato uno sporco ignorante passeggero di terza classe, anzi, al minimo cenno di intesa avrebbe voltato via lo sguardo sdegnata. Nessuno avrebbe permesso a Rose di allontanarsi fino a poppa estrema: ed i marinai di guardia (non un passeggero) sarebbero intervenuti a bloccare l'insano gesto. Inoltre la nave non era percorribile interamente: la sua struttura divideva i passeggeri nelle 3 classi. Più credibile la figura del fidanzato, ed il suo atteggiamento nei confronti di Di Caprio: e anche la signorina sarebbe stata neutralizzata facendola "calmare" con del laudano dal medico di bordo. I genitori ed il fidanzato maggiorenne avevano potere assoluto su una nevrotica diciassettenne: avrebbe passato il resto del viaggio letteralmente segregata in cabina sotto sedativi , se solo avesse osato tentare un'avventura del genere. Figuriamoci scendere in terza classe, mettersi scalza a ballare su un tavolo (usanza, all'epoca, da taverne caraibiche, equivoche per giunta!) e poi finire a fare sesso in auto!
Tocco adesso un argomento che immagino scottante: la presenza di gente di colore in vicende del passato. Sì, c'erano ovviamente (negli Usa e in colonie d'oltremare europee) i "coloureds", ma il loro ruolo era, purtroppo per loro, quello illustrato nei films più datati: mere comparse ai margini della vita dei bianchi, sguatteri, servi, infermieri tutt'al più. Vedo films recenti ambientati negli anni 50 dove giovani bianchi e negri socializzano .... in America? Ma se c'erano perfino scuole separate!
Western dove ci sono neri a profusione...: i neri, fino a tutti gli anni Quaranta, vissero soprattutto nelle più sperdute campagne del Sud, nella miseria e lavorando come schiavi peggio di un tempo, o confinati nei loro ghetti nelle città come New Orleans. Figuriamoci fare i vigilantes o gli sceriffi, e girare armati! In nessuna vicenda di bianchi il negro avrebbe trovato spazio: lasciamo perdere quindi Bagger Vance. Se il nero avesse esordito apostrofando il giocatore bianco come fa nel film, in quegli anni 20 o 30 avrebbe passato guai a non finire. Ma non l'avrebbe mai fatto. Vivevano separatamente.
Cosa si vuole fare, politica al cinema? Sta bene, ma si raccontino le cose come stavano in realtà. Non si "riscatta" un passato di apartheid negandolo sullo schermo, bensì girando film come Amistad, emendandoli dei troppi ottimismi: perchè anche per gli abolizionisti il nero rimaneva nero comunque. Mi sta bene la vicenda di Uomini di Gloria: è storia, in parte.. ma diciamo allora il vero, anche il Sud costituì reparti di negri. Questo non cambiava il loro stato di sudditanza. Cessate le ostilità tornarono dei poveri negri, non si cerchi di veicolare altri messaggi con certi film: era una trovata propagandistica dell'epoca, usata da Nord e Sud, e morì lì.
"Cuori ribelli" "Passione ribelle" e simili seguono la falsa riga di Titanic. Si vuole "nobilitare" le stramberie odierne dotandole di nobili ed antiche origini. C'erano sì nel passato individui fuori dal loro tempo: George Sand, vissuta cento anni prima del Titanic, è la madre delle femministe. Ma questa gente era meno eclettica e trasgressiva di quel che pareva: sapeva di non poter fare più di tanto, dava un pò di spettacolo nell'intimo di circoli esclusivi destando delizioso scandalo, tutto finiva lì. La ragazza di "Cuori Ribelli" è ancora più assurda di Rose del Titanic, se vogliamo: siamo nell'arretrata Irlanda, quarant'anni prima! Anche l'impoverimento della famiglia a seguito della semplice distruzione della casa è un assurdo: come l'immagine molto "film Luce anni 30" del "buon padrone" riferita al padre, ignaro delle gesta del suo factotum. I latifondisti avevano milioni in valuta in titoli e danaro in banca e terreni sterminati con fattorie e greggi, consideravano braccianti e fittavoli alla stregua di schiavi, erano perfettamente a conoscenza del proprio potere e lo usavano intenzionalmente: la legge era dalla loro, non esistevano democrazie nel 1870. Forse plausibili le reazioni della ragazza di fronte ad un uomo nudo, ma non così spudorate, nè le avrebbero permesso solo entrare nell'ala del palazzo dove ce ne fosse uno! Governanti severe avevano ordine di chiudere a chiave in camera le ragazze più "frizzanti" se c'erano giovanotti estranei in casa. Giovanotti non certo sporchi ed ignoranti come un bracciante irlandese, beninteso. E nessuna di queste ninfe delicate avrebbe mai combattuto un duello a colpi di forcone, andiamo! Il regista poteva più realisticamente scegliere due operai stanchi di fare gli schiavi in un cotonificio di Sheffield. Ma ha voluto lanciare un messaggio "politico", in mala fede: "è lecito essere oggi dei ribelli - relativamente ai temi odierni - perchè anche i nostri nonni - che oggi ci criticano - lo furono".
Dal mentire circa il passato perchè si rifiuta il presente al farlo, al contrario, per legalizzare le follie del presente, è un percorso di disinformazione che non posso condividere. :sleep: :sleep: :sleep: :sleep: :sleep: :sleep:

Nykyo
19-12-2002, 11.11.23
Originally posted by angelheart
probailmente abbiamo una diversa concezione sia di cinema che di passato. Vorrei chiederti che opinione hai dei romanzi storici per esempio. Probabilmente anche in essi la realtà è falsata, perchè o è arte o è operazione commeriale. l'arte non guarda in faccia a nessuno, quindi un artista scrive quello che gli pare. l'operazione commerciale invece guarda in faccia a più gente possibile e si scrive quello che la gente vuole sentirsi dire.. per me il cinema è la forma d'arte più completa perchè racchiude letteratura, musica, pittura. Devo dire che gli artisti veri nel cinema non sono molti, e quindi si seguono le leggi del mercato. Il passato invece non lo considero solo a scopo didattico, forse sono una povera ignorante (anche se non mi sento affatto così), ma lo "uso" anche per fare interessanti voli pindarici. Poi è chiaro che non userei mai e poi mai la macchina del tempo per tornare indietro a viverci, ma neanche morta, sto troppo bene qui con le mie comodità moderne. Tu lo consideri solo a scopo didattico, e ammetto che in effetti dovremmo utilizzarlo di più per imparare, ma non credo affatto che non possa dar spettacolo perchè "erano dei poveri miserabili" non penso affatto sia così, non c'è da decidere com'erano in questo senso, forse li consideri miserabili perchè non avevano le possibilità di vita "comoda" che abbiamo noi, e posso essere d'accordo su questo, ma andava bene così, uno è miserabile se "sa" di poter avere di più, loro non lo sapevano e vivevano bene così... ma la gente di adesso ci fantastica sopra, consideraci pure ignoranti, definiscici come vuoi, ma è così, è quello che il pubblico vuole. Poi c'è qualche raro artista che decide di essere particolarmente fedele, nel cinema (Zeffirelli, Annaud, qualche volta Avati), ma mi viene facile da pensare le stesse cose anche in letteratura (Eco). E si, sono spettacolari uguale (che poi non so cos'hai contro la spettacolarità, secondo me non è che nasconda, falsa un po' le cose, ma per i motivi suddetti), ma non perchè sono realistici, ma solo perchè sono grandi artisti e credo renderebbero spettacolare anche un trattato di chimica.


Sono totalmente d'accordo con te Angel!
E poi il passato non è solo miseria,è anche qualcosa di affascinante.
Se è vero che non mi dispiacciono i film storicamente più esatti (Come quelli di Sergio Leone,come alcuni di Zeffirelli,come Excalibur che non sarà film storico trattando di Artù ma che finalmente ci mostra dei cavalieri stanchi,sudati,con armature pesanti e spade ancor più pesanti,al posto dei soliti cavalieri medioevali del cinema anni 50 racchiusi in lucenti lattine),non disdegno nemmeno quelli "imprecisi".
Questo per i motivi che tu hai espresso benissimo Angel,ma anche perchè spesso gli ideali espressi in un film,mi toccano non ostante il film non sia fedelissimo alla realtà storica:vedi Braveheart,non penso proprio che la storia di Wollace sia quella ma gli ideali di libertà esposti mi entusiasmano lo stesso (ed un pò di spettacolarità non credo faccia poi così male).
Inoltre il discorso dovrebbe appunto valere anche per i romanzi storici,ed anche in tal caso la penso come Angel faccio un esempio: I Miserabili di Hugo è un capolavoro,molto realistico anche,ma non penso che un Ivanohe sia meno bello sebbene sia di sicuro meno realistico (se una fanciulla,per di più ebrea,si fosse permessa certi comportamenti a quell'epoca...apriti cielo!!!).
Infine vorrei aggiungere che nessun film sarà mai comunque storicamente fedele al 100% perchè nessuno di noi conosce perfettamente il passato più remoto e nemmeno quello più recente,non cordiamoci che di solito "la storia la scrivono i vincitori"....