PDA

Visualizza versione completa : Le fantastiche avventure dell'Halfling Fregolino (ovvero quando la stazza non conta!)



Fregolino
23-11-2002, 13.42.28
PREMESSA
Benchè i miei compagni d'avventura siano piuttosto scettici sulla mia capacità di tener fede fino in fondo al progetto che mi sono proposto, ovvero di narrare le mirabolanti avventure di quest'esserino davvero speciale..., e poichè non me la sento di smentirli in modo categorico, o deciso di presentare questa storia in forma di diario personale del Nostro, che come tutti sanno o sapranno non essendo proprio saggio saggio, potrà a suo piacere dare giudizi sarcastici sui suoi compagni...omettere le parti per lui più imbarazzanti delle avventure...ma sopratutto scrivere e non scrivere a seconda del suo umore che è molto ma molto variabile.
Bella scusa eh??!!
In realtà tutto nasce dal fatto che interpretando interpretando mi succede di essere Fregolino anche nella vita reale...quindi mi viene più facile scrivere così!!!
Chi non è mai entrato in una Tabaccheria chiedendo dell' erba-pipa forse non può capirmi!
Ciao e arivederci al Primo Capitolo...forse...eheheh!!!

dedouz
23-11-2002, 17.57.03
:roll3:

samgamgee
23-11-2002, 18.24.15
Originally posted by Fregolino
Chi non è mai entrato in una Tabaccheria chiedendo dell' erba-pipa forse non può capirmi!



Io di solito prendo Old Holborn...e tu? Azz. :roll3: :daifoll:

vanrisk
23-11-2002, 19.17.24
Originally posted by Fregolino

Ciao e arivederci al Primo Capitolo...forse...eheheh!!!


Amo ques'uomo. :asd:

Fregolino
24-11-2002, 18.46.53
Me ne stavo come al mio solito alla taverna del buon Meroldo, la migliore non che l'unica dell'unico paese (in un mese non si poteva fare di più) del regno dei 4 governatori (Sir Devan, Elbereth, Al Azihm ed io), ereditato nell'attesa del ritorno di un discendente di Shibbam, intento, tra un boccale di idromele e l'altro, a discutere con i miei fedeli adepti della gestione del territorio dell'Est (già ribatezzato con somma modestia Fregol-est-land) a me affidato, quando interrompendo il più che meritato riposo nonchè il piacere di una sana pipata, mi convocarono a Palazzo per ascoltare le nuove portate da Olorin.
Anche se controvoglia, visto che Olorin, quel simpatico vechietto, porta sempre un futuro di guai e fatica, da bravo halfling andai ad ascoltare ciò che il nostro mago protettore aveva da dirci.
Puntualmente, neanche fossi un veggente, Olorin ci parlò di alcuni disordini sorti all'ovest, nella parte di regno affidata ad Elbereth, che porta al limitare della foresta sommersa. Naturalmente sentendosi coinvolta ella voleva a tutti i costi intervenire, così come il paladino, mosso da compassione per quei poveri contadini che venivano massacrati (certa gente a proprio un carattere strano...); ma ciò che maggiormente mi stupì fu la pronta adesione di Al, un oscuro figuro che posso dire piuttosto disinteressato della sorte altrui.
Dal canto mio, dopo anni di fatica in quel di Calhaunt per guadagnarmi i favori dei membri della mia gilda e dopo il fatidico incontro alla taverna del fuoco azzurro che mi ha portato fin qua attraverso demoni e draghi, di cacciarmi nuovamente nei guai non avevo tanta voglia...ma dopo un breve conciliabolo con i miei tre inseparabili seguaci e sapendo di poter contare su di loro per l'andamento degli affari a Fregolestland in mia assenza, allettato dagli incredibili tesori (di quelli che a Calhaunt, a derubare nobiluomini, neanche sognavo) guadagnati in passato vagabondando con questo strampalato gruppetto ( l'elfa presuontuosa e ambientalista, il paladino dalle buone intenzioni ma tanto pasticcione e il mago tanto potente quanto inaffidabile), nonostante l'eterno monito datomi da un beholderino (di circa 20cm di diametro) simpatico come una freccia nel sedere e utile come l'erba-pipa quando non hai la pipa, inseparabile eredità datami dall' aver imprudentemente giocato con un mazzo di carte magico, mi decisi infine che conveniva partire (il richiamo dell'oro e per me più forte della paura dei draghi!).
Fu così che dopo brevi e affrettati preparativi, sellato Broccobaldo, il mio "destriero", (una specie di pony dal pelo lungo) e chiesto a Fraeriden, il cartografo del regno segretamente innamorato di Sir Devan ( finchè questo suo interesse è solo per la gente grossa va bene lo stesso), una mappa dell' ovest, raggiunti gli altri, cominciammo tutti insieme a cavalcare verso il villaggio di Tavilar dove sembrava fossero cominciati i tumulti.

vanrisk
24-11-2002, 19.15.44
Amo sempre piu' quest' uomo.
:asd:

dedouz
24-11-2002, 19.39.24
Originally posted by Fregolino
...ma dopo un breve conciliabolo con i miei tre inseparabili seguaci


Seguaci?
Il grande Sir Devan da Berdusk sarebbe un tuo SEGUACE?

Ma vaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

:notooth:



ps Bellissimo! E bravo il ladruncolo! :) :clap:

Fregolino
25-11-2002, 10.28.25
I miei tre adepti...fessachiotto!
ti pare che vengo a chiedere un parere a uno come te...:p
gli ideali non sono il mio forte!!!!;)

dedouz
25-11-2002, 10.40.09
:rolleyes: :angel2:

Fregolino
26-11-2002, 20.22.25
Pressati dalle parole di Olorin cavalcammo verso Tavilar spronando a più non posso i nostri poveri cavalli nel tentativo di arrivare con la luce del giorno; tentativo che puntualmente fallì, a dire di Elbereth per causa mia e della mia testardaggine per aver insistito nel portare Broccobaldo, che lo ammetto, non è il cavallo più veloce del Faerun, ma l' alternativa di cavalcare con lei su Glorfindel, stizzoso quanto la padrona, non mi allettava proprio! - e poi, l'unico risultato di questa polemica fu che Brocco si offese tantissimo! (gli animali capiscono più di quanto si creda!)
Comunque, arrivammo in quel di Tavilar sul far della sera (sai che ritardo!) e l' accoglienza fu calorosa sì, ma nel senso che il villaggio andava a fuoco! e i rumori in sottofondo erano le strazianti urla dei contadini caduti in mani orchesche (Bleah!).
Elbereth e Sir Devan alla vista di tanta malvagità si lanciarono subito incontro ai giganteschi Orchi, intenti a raziare e distruggere proprio al centro del villaggio (spesso quei due confondono eroismo con stupidità) mentre Al ed io ancora ancora studiavamo la situazione, così da scorgere un gruppetto di arcieri ben nascosti in una delle poche abitazioni scampate alle fiamme ( lo dico sempre che è meglio avere ingegno che forza!).
Deciso a dare una lezione a quei codardi nascosti a tradimento smontato da cavallo, mentre osservavo un pò perplesso e un pò intimorito il necromante levitare ancora in sella al suo destriero (spaventato a morte, poverino!!!) mi precipitai a raccogliere uno dei tanti tizzoni ardenti sparsi lungo il cammino per poi fulmineamente lanciarlo sopra il tetto in paglia di quella misera capanna che, infuocandosi arrostì quelli che si rivelarono (mentre scappavano urlando) dei miserabili orchetti, togliendo così di mezzo in un sol colpo un buon numero di nemici.
Nel mentre i miei due abili compagni si liberavano, con l'aiuto di qualche dardo incantato proveniente dall'alto..., a suon di fendenti, degli orchi con i quali si erano ingaggiati.
Tornata apparentemente la calma, incamminandoci verso il Palazzo che adesso si scorgeva al di là delle case distrutte, mentre già pregustavo gli onori del caso, ecco di nuovo un orrendo spettacolo pararcisi davanti agli occhi: un enorme orcone su un carro incitava i suoi due compari all' assalto e più in là due ettin tentavano con tutta la loro forza di far crollare l'ala est del palazzo a suon di spallate! - Ahimè, la battaglia non era ancora finita!
Prontamente liberatosi anch'egli del cavallo, il mago si rimise a levitare (quello sta sempre per aria!), la guerriera saltò sul carro ingaggiando un corpo a corpo col capo dei nemici e il paladino si diresse verso gli altri due; io, ragionando per il meglio, data la stazza fisica dell' avversario che non mi avrebbe lasciato molte speranze, mi infilavano in una casa leggermente defilata sulla destra di quello che ormai era un vero e proprio campo di battaglia, e estraendo il magico arco di Daern cominciavo a infilzare gli Ettin, nel tentativo di dissuaderli dall'attaccare la povera gente asseragliata nell'unica fortezza rimasta in piedi.
Tutto si complicò maggiormente quando, evidentemente sfinito dall' arduo scontro, il paladino menando un gran fendente purtroppo andato a vuoto, si stordì da solo, cadendo a terra inerme, dopo essersi colpito al volto con l'elsa della sua stessa spada (lo già detto, no? E' buono ma pasticcione!) e quando Al, preso dalla foga del combattimento, lanciò una palla di fuoco sul carro colpendo, sì, l'orcone ma anche la povera Elbereth, bruciacchiandola come avevo fatto io con gli orchetti!
Fortunatamente uno degli Ettin a quel punto giaceva già sotto un muro di ferro (che resterà lì ad eterna memoria dell' epico scontro) scagliatogli adosso dal nostro potente mago, e l'altro sembrava ormai un punta-spilli, grazie a qualche buon tiro del mio archetto.
Il resto lo fece l'Elfa, che avrà alcuni difetti ma sa combattere davvero da grande guerriera, che seppur sfinita e con la corazza annerita decretò la scomparsa da questa terra (mai dipartità fu meno rimpianta!) dell' orco rimasto, peraltro già ferito dal paladino.
Questa volta era davvero finita! Così entrammo a palazzo festeggiati dai poveri sopravissuti di Tavilar.

vanrisk
26-11-2002, 20.42.10
L'ho gia' detto quanto amo quest' uomo?

Fregolino
27-11-2002, 19.11.11
Originally posted by vanrisk
L'ho gia' detto quanto amo quest' uomo?

Sì e più volte...il che mi fa forse capire perchè hai creato Fraeriden!:kiss: :love: ...meno male che ama sir devan...:ihih: :asd:

caska
28-11-2002, 00.53.47
[QUOTEe l' accoglienza fu calorosa sì, ma nel senso che il villaggio andava a fuoco! [/QUOTE]



ma LOL bellissimaaaaaaaaa

Fregolino
04-12-2002, 12.39.52
Il palazzo fu una delusione, tutto semi-distrutto, niente ricchezze, anzi...niente di niente!!! anche il banchetto fu frugale ( ricordo che pensai: "ah,... ci fosse il buon Meroldo col suo cinghiale in salsa di frutti di bosco, coi suoi falchetti allo spiedo, col suo pan di spagna appena sfornato e la sua birra e il suo idromele...), insomma, l'unica nota positiva fu di riuscire ad avere dell'ottima erba-pipa da un coltivatore locale, al quale proposi di trasferirsi a Fregolestland per diventare coltivatore ufficiale del regno, ma declinò l'invito...non gli ero molto simpatico...e mi sorse il dubbio che la casa cui poc'anzi avevo dato fuoco fosse la sua! Così non insistetti più di tanto e lasciai perdere.
Ma il non aver ottenuto niente da sì grande fatica mi rodeva non poco!, così chiesi ed ottenni di fare la guardia, forse Sir Devan un pò si insospettì, conoscendo la mia ormai proverbiale pigrizia e il mio sviscerato amore per il dormire che non antepongo solo al mangiare e far festa!! Ma con tutta probabilità era troppo stanco per tenermi d' occhio o farmi la paternale ed acconsentì.
Naturalmente chiesi ad Al, l'unico su cui si possa contare in certe situazioni, di fare la guardia al posto mio, sì da lasciarmi libero di frugare, con tutti ormai avvolti nel sonno, alla ricerca di una degna e meritata ricompensa, alla quale infine rinunciai...non me la sono proprio sentita di togliere i già pochi averi rimasti agli abitanti di un villaggio da ricostruire. Per Brandobaris!! a forza di stare con sir Devan ed Elbereth sto diventando troppo buono e questo non va bene!
Comunque dopo aver spiegato ad Al, un pò arrabiato per aver rinunciato al riposo per niente, che nulla vi era lì che valesse la pena di essere rubato, mi misi a dormire (non mi sembrava che i pericoli fossero tali da farmi proseguire la guardia! ah, lo sapesserò gli altri....)
La mattina seguente, anzi, sul finire della mattina seguente (per una volta ottennì che ce la prendessimo comoda) ci incamminammo verso la tanto temuta foresta sommersa, nella quale io personalmente non avevo nessuna voglia non solo di entrare ma nemmeno di avvicinarmici, tanto più che la cosa andava fatta a piedi a causa del terreno fangoso nel quale ci saremmo dovuti imbattere! (gli altri non mi capiscono, ma ho le gambe corte io! e la sento la fatica di camminare così a lungo!!)
Ma mi feci convincere, anche memore dei tesori che si diceva fossero lì rimasti abbondonati quando la foresta mutò e gli elfi scapparono. E poi c'era di nuovo di mezzo Fafnir! E io odio Fafnir! E una lettera trovata sul corpo dell'orcone capo, un tale di nome Gurlash, denotava le sue rinnovate mire sull' ex-regno di Shibbam (Ora nostro, proprio dopo aver mandato in fumo i suoi progetti di conquista) e la direzione presa dai suoi sgherri faceva inevitabilmente pensare ad un collegamento tra la foresta ed i suoi progetti di conquista e distruzione (non a caso erano a Tavilar ultimo avamposto prima della foresta).
Così ci mettemmo nuovamente in marcia e durante il cammino, mentre sir Devan ci spiegava che lui nella foresta sarebbe dovuto comunque andare per recuperare una spada cara a Tir ( Quello prega sempre e sta più col suo Dio che con i suoi amici...ma alla fine chi lo tira fuori dai guai non è mai Tir, mah...non lo capisco proprio a volte!) un Falchetto viaggiatore giunse consegnandomi un messaggio: era di Fraeriden, il quale oltre a salutare calorosissimamente il paladino a lui tanto caro!!!... da attento ricercatore qual'è, aveva ritrovato negli archivi del palazzo un antica mappa elfica della foresta dove erano chiaramante segnati un lago ed una città di nome Isendel, che divenne così la nuova metà della avventura che ci apprestavamo ad intraprendere.

MastroGP
04-12-2002, 15.02.47
Originally posted by Fregolino
[cut]

Comunque dopo aver spiegato ad Al, un pò arrabiato per aver rinunciato al riposo per niente, che nulla vi era lì che valesse la pena di essere rubato, mi misi a dormire (non mi sembrava che i pericoli fossero tali da farmi proseguire la guardia! ah, lo sapesserò gli altri....)

E' poi e' Al quello di cui non ci si puo` fidare ;)


La mattina seguente, anzi, sul finire della mattina seguente (per una volta ottennì che ce la prendessimo comoda) ci incamminammo verso la tanto temuta foresta sommersa, nella quale io personalmente non avevo nessuna voglia non solo di entrare ma nemmeno di avvicinarmici, tanto più che la cosa andava fatta a piedi a causa del terreno fangoso nel quale ci saremmo dovuti imbattere! (gli altri non mi capiscono, ma ho le gambe corte io! e la sento la fatica di camminare così a lungo!!)

potevi chiedere al paladino di portarti in braccio :asd: avrebbe fatto una buona azione

e la storia continua qui http://forums.multiplayer.it/showthread.php?s=&threadid=103628

Fregolino
04-12-2002, 15.13.50
mettiamola così...di me ci si può fidare un tantino di più! solo un tantino è ovvio!!
L'idea di stare in braccio al paladino è buona (tranne per il fatto che dovrebbe rinunciare a stare con la spada a due mani sempre pronta) ma metti che poi diventiamo famosi in tutto il Faerun cosa si racconterà di me? ah si, Fregolino, quello che stava in braccio a sir Devan, mmh non suona molto eroico! sembrerei una mascotte più che un avventuriero! E poi sai visto il rapporto che ha con Fraeriden non starei molto a mio agio tra le sue braccia!!!:D

MastroGP
04-12-2002, 15.25.39
Originally posted by Fregolino
mettiamola così...di me ci si può fidare un tantino di più! solo un tantino è ovvio!!
L'idea di stare in braccio al paladino è buona (tranne per il fatto che dovrebbe rinunciare a stare con la spada a due mani sempre pronta) ma metti che poi diventiamo famosi in tutto il Faerun cosa si racconterà di me? ah si, Fregolino, quello che stava in braccio a sir Devan, mmh non suona molto eroico! sembrerei una mascotte più che un avventuriero! E poi sai visto il rapporto che ha con Fraeriden non starei molto a mio agio tra le sue braccia!!!:D

beh al limite puo` usare te` invece della spada come una spada corta che tira frecce o al limite come randello :D il problema e` decidere le statistiche :roll3:
o puo` metterti sulle spalle o nello zaino cosi` guardi le spalle sembra un besta mitologica mezzo paladino e mezzo halfling ladro -> un ladrino oppure paladro :roll3:
sull'ultima parte concordo anche se sarei piu preoccupate se fossi nelle mani di Fraeriden :p

dedouz
04-12-2002, 16.08.47
Perchè Frego non sei la nostra mascotte?
:p




:asd:





:D

Fregolino
04-12-2002, 17.27.40
vuoi un freccia nel culo?:red:
non sarò permaloso come un elfo ma un pò d'orgoglio ce l'ho anch'io!... non pestarmi i piedi pelosi! guai a te!:mad:
tanto per chiarire chi e che va sempre in avanscoperta, chi che coraggiosamente cerca le trappole in cui tu poi anche se avvisato caschi lo stesso???
EROE EROOOEEE!!!! questo è il nome che più mi si addice!:cool:

...ok forse lo sparata grossa... eroino? erouccio?:asd: :doubt:

Fregolino
04-12-2002, 23.56.28
Eravamo ormai giunti al limitare della foresta sommersa e il cammino cominciava a farsi sempre più difficoltoso, niente più sentiero battuto, terreno a mano a mano più fangoso e tutte intorno solo piante marce o secche, in ogni caso morte; il morale della truppa si era fatto decisamente meno allegro, quel luogo oscuro appariva insidioso e istintivamente il silenzio scese fra di noi. La sensazione che provavo era quella di chi si sente in balia di qualcosa, mi sentivo vulnerabile ed esposto a facili agguati, anche perché la gente grossa per quanta attenzione vi presti, all’interno di un bosco riesce sempre a fare un tal baccano…per non dire delle armature. I miei compagni poi, solitamente temerari e impavidi sembravano angosciati e timorosi il che non mi rendeva certo rilassato. Ciononostante il cammino sembrava proseguire senza eccessivi patemi se non quelli causati dalla paura di smarrirsi giacché tutte quelle piante a perdita d’occhio non davano molti riferimenti e la nebbia che saliva sempre più, nebbia che per essere nel mese di khyrtul aveva un che d’irreale e sinistro, confondeva non poco le idee sulla direzione da seguire.
Finché, improvvisamente non udimmo un canto provenire da più in là, davanti a noi. La melodia era allegra e la voce nonostante fosse sgraziata sembrava amichevole. Personalmente convinto che non vi fossero pericoli tentai di persuadere i miei diffidenti compagni, poco entusiasti all’idea di fare incontri in luogo noto a tutti per la sua malvagità, ma l’unica cosa che ottenni fu di essere mandato in avanscoperta (e poi si dice che il coraggio è una caratteristica dei guerrieri…), così avvoltomi ben bene nel mio mantello elfico (un dono ricevuto molti anni or sono dall’”incappucciato nero”, l’elfo a capo della mia gilda, per i servizi resi ai “fratelli dell’ombra”, così eravamo chiamati), tirato su il cappuccio di modo da essere praticamente invisibile tra il fogliame (sempre che quella testa calda di ‘Chiò si accucci dietro le mie spalle) mi avvicinai guardingo e furtivo fino a scorgere, appostato dietro un albero, uno gnomo intento a raccogliere funghi scegliendoli con cura. L’aria inoffensiva di quell’essere mi spinse a palesare la mia presenza cantando anch’io un motivetto che egli ricantò di rimando quasi a voler dialogare con me. Notando in lui un atteggiamento stupito sì, ma alquanto sereno mi decisi a mostrarmi e andandogli incontro col più amichevole dei sorrisi mi presentai. Lo gnomo però mi stupì, mentre alle mie domande rispondeva in modo vago ed evasivo insisteva molto nell’informarsi sul come fossi arrivato lì e con chi. Allora insospettito decisi di mentirgli e contraddicendomi (gli avevo poc’anzi detto di essere accompagnato da tre persone) sostenni che eravamo lì in due e poi vedendo che non mi credeva, dissi che eravamo io più altri due, alla fine lo gnometto alquanto spazientito, guardandomi un po’ storto esclamò: “Potete venir fuori da dietro quel masso per favore!” e vidi Al, sir Devan ed Elbereth uscire con l’espressione tipica del fanciullo colto con le mani nella marmellata (ah, gli uomini, non saprebbero nascondersi neanche dietro un muro!). Ormai tutti riuniti, lo gnomo cominciò a rispondere alle domande del paladino in modo assai più loquace che non alle mie, probabilmente anche un po’ intimorito, ci confessò di vivere in un rifugio nella foresta e di servire quella che lui chiamava “la sua regina” e che ella non era, o meglio, era ciò che ognuno avrebbe voluto lei fosse, quindi cambiava aspetto a suo piacimento; Dopodiché ci invitò a pranzo in modo da conoscere codesta fantastica creatura. Accettammo di buon grado ma man mano che ci avvicinavamo alla metà, intuendo che il rifugio era sottoterra vidi nuovamente scurirsi in volto i miei tre amici, sicché decisi, nascondendomi per l' ennesima volta, di precederli per avvisarli dell’eventuale pericolo che essi sembravano temere, sapendo che avrebbero molto ma molto gradito una tale iniziativa. Così non appena lo gnomo aprì la porta che dava su una lunga scalinata che scendeva sottoterra mi intrufolai e precedendoli mi ritrovai in una stanza abbastanza grande, illuminata da un caminetto sul quale bolliva, dentro ad un pentolone quella che dall’odore era inequivocabilmente un’ottima ed invitante zuppa di funghi. Accanto al camino, seduta su una sedia vi era lei…semplicemente la più bella donna che avessi mai visto! Il suo sguardo etereo sembrò scorgermi ed allora, nel mentre sopraggiungevano gli altri, per nulla intimorito, anzi alquanto affascinato mi presentai a quella splendida creatura.
A tavola ella ci parlò della foresta e delle sue insidie di quanto fosse importante per noi restare uniti in quest’impresa, quasi ci dissuase dal proseguire o almeno credo poiché le uniche parole che ricordo sono quelle di sir Devan che invita Jarabel, questo era il suo nome, a mettere alla prova le sue virtù, che mi ritrovai in una specie di labirinto sotterraneo dall’aspetto tanto irreale quanto poco rassicurante.
Dal fondo del corridoio buio in cui mi trovavo provenivano, da una larga stanza illuminata da torce appese alle pareti, le invocazioni d’aiuto di Al, Elbereth e sir Devan apparentemente legati mani e piedi a dei pali posti al centro della sala. Deciso a liberarli mi incamminai quando scorsi delle piccole aperture ai lati, come delle nicchie; insospettito mi fermai ed esaminando il terreno puntualmente trovai una trappola che non appena tentai di disinnescare scattò facendo un gran clamore alle mie spalle, mi girai e vidi un’enorme palla di roccia levigata cascare dall’alto e cominciare a rotolare a gran velocità verso di me, rendendomi conto solo ora che il corridoio era in discesa! Cominciai a correre deciso a salvare i miei compagni ma ad ogni passo sentivo la sfera avvicinarsi (maledette gambe corte!) e lo confesso, in prossimità di un secondo anfratto la tentazione di salvarmi e di abbandonare il resto della truppa al suo destino fu davvero forte, ma pensando che almeno due di loro avrebbero sicuramente dato la vita per me (fare i nomi mi sembra superfluo!), radunate tutte le forze rimaste, mi fiondai a liberare sir Devan il quale veloce come mai l’ avevo visto slegò Al ed Elbereth appena un attimo prima che l’enorme palla si schiantasse sui pali che si distrussero all’istante, istante nel quale ripresi coscienza, con la stessa sensazione di chi si risveglia da un incubo, nel rifugio di Jarabel.
Appena un secondo per notare che anche gli altri sembravano come appena risvegliatisi da un brutto sogno che davanti a noi si mostrò in tutto il suo orrore un enorme beholder con tutti i suoi minacciosi occhi! (solo adesso capisco perché ‘Chiò durante tutto il pranzo se n’era stato rannicchiato dietro le mie spalle tremante e spaventato!). Fortunatamente la sorpresa che ci colse nel capire che dietro una creatura all’apparenza così bella c’era in realtà siffatto mostro, permise allo gnomo di spiegarci che la sua padrona, un tempo malvagia aveva in parte grazie a lui in parte a causa delle circostanze cambiato carattere e modo di rapportarsi alle altre creature di questo mondo, il che fece riabbassare lo spadone al paladino e a me fece riprendere il respiro (il terrore, lo ammetto, mi aveva colto poiché non ero per nulla sicuro della buona riuscita di un siffatto scontro!).
Jarabel nonostante la sua nuova forma, l’originale purtroppo!, ci parlò con calma e per nulla indispettita dalla nostra precipitosa reazione (mai giudicare dalle apparenze!). Ci spiegò che un tempo qui viveva un intera colonia di beholder, che ella ancora confidava che alcuni suoi parenti fossero in vita e restava quindi lì ad aspettare, e che finché gli elfi furono i padroni della foresta essi vivevano nel sottosuolo e la vita scorreva tranquilla, ignorandosi a vicenda. Che a portare morte e distruzione erano stati i drow, i quali avevano sterminato sia loro sia gli elfi. Ci mostrò cosa restava dei cunicoli dove viveva un tempo la sua comunità e ci congedò dicendoci di dirigerci verso il lago poiché il sentiero del nord, che portava direttamente a Isendel serbava tali insidie che non saremmo stati in grado di affrontare e che lì una morta certa e dolorosa ci attendeva.
Uscimmo infine dal rifugio con sommo sollievo di tutti quanti (per buono che sia trovarsi davanti un beholder non è mai una bella cosa!) e spossati ci accampammo raccontandoci avicenda le nostre prove.

Ender VII
05-12-2002, 00.39.52
Mamma mia quanto hai scritto! :eek2:

caska
05-12-2002, 02.14.54
FREGO ORA OLTRA AL BUON RISKY TI AMO ANCHE IO!!!!!!!!!!


SPETTACOLO IL TUO RACCONTO....

MI FAI QUASI VENIRE VOLGIA DI CALARMI NEI PANNI DEL MIO NECROMANTE E RACCONTARE LE AVVENTURE CHE VIVIAMO DAL SUO PUNTO DI VISTA......



MAH.... VEDREMO....



CMQ COMPLIMENTI DAVVERO BELLO!!!!!!

Fregolino
05-12-2002, 11.15.37
Originally posted by Ender VII
Mamma mia quanto hai scritto! :eek2:

Se abbiamo un master super-creativo che ci fa fare un mucchio di cose...
comunque se vuoi ti faccio un riassunto!:asd:

Fregolino
05-12-2002, 11.20.38
Originally posted by caska
FREGO ORA OLTRA AL BUON RISKY TI AMO ANCHE IO!!!!!!!!!!


SPETTACOLO IL TUO RACCONTO


CMQ COMPLIMENTI DAVVERO BELLO!!!!!!


Grassie Grassie, sono commosso!

Ender VII
06-12-2002, 01.22.05
Originally posted by Fregolino
comunque se vuoi ti faccio un riassunto!:asd:
Ormai ho letto... :D

Comunque complimenti al master ed al party come sempre... ;)

vanrisk
06-12-2002, 03.38.11
Presto le avventure di Fregolino, Sir Devan da Berdusk, Elbereth e l'oscuro Azhim le poterte trovare in edicola a schede col comodo raccoglitore ....... :asd:

Fregolino
06-12-2002, 12.06.22
... e con solo 99 centesimi in più potrete avere anche la cassetta...e dovreste sentire le voci di 'Chiò e Hull fatte da Risky:clap: :D
E in omaggio le ricette di Meroldo, per mangiare...fantasy!!!:birra: :roll3:

Ender VII
10-12-2002, 23.02.30
Non voglio perdermelo: corro in edicola! :asd:

caska
11-12-2002, 00.59.52
oggi sono andato in edicola e nn l' h otrovato....

che sia già esaurito il primo numero???:D

Ender VII
11-12-2002, 01.21.23
Azz mi dispiace! Ma c'era da aspettarselo che sarebbe stato un successone... :asd:

Fregolino
13-12-2002, 12.09.38
La mattina seguente dopo una breve discussione su che strada intraprendere, visto che Al insisteva per andare a nord nonostante le parole di Jarabel, sostenendo che ella aveva sottovalutato il suo potere (presuntuoso!!!) e che avremmo sicuramente sconfitto qualsiasi cosa per di là ci aspettasse, evitandoci numerosi giorni di cammino in quello che ormai era senza dubbio un posto da cui tutti saremmo voluti uscire il più in fretta possibile; discussione che si concluse come si conviene tra eroi…con un unanime coro di: “Se vuoi andare verso nord, ci vai da solo!”. Riportato così alla ragione il nostro mago, ci avviammo verso est nella speranza di arrivare al lago.
La camminata sembrava lunga e impervia a causa di una nebbiolina che volava bassa, altezza ginocchia (leggete caviglie se non siete halflings) e che impediva di anticipare le varie sollecitazioni del terreno rendendo così l’avanzamento lento e l’andatura incerta. Per dimenticare tutto ciò e forse perché la mia mente si rifiutava di pensare a tutte le comodità abbandonate a palazzo mi misi a ripensare al giorno prima e a quelle strane prove oniriche. Sir Devan aveva dovuto affrontare un demone da solo dopo che Al ed io eravamo scappati da due uscite laterali rispetto alla porta da cui era venuta l’orrenda creatura, e dopo aver convinto Elbereth a fuggire e mettersi in salvo, e si era risvegliato nel momento in cui il demone lo colpiva mortalmente. Elbereth aveva dovuto combattere contro se stessa, o una se stessa, che ci aveva imprigionato pietrificandoci; solo che ogni ferita che lei infliggeva alla sua copia (la cui morte era necessaria per liberarci) veniva da lei subita, costringendola così ad una sorta di combattimento-suicidio che finì al colpo mortale quando riprese conoscenza. Al infine, si era ritrovato in una stanza ovale con il pavimento trasparente e numerose rune alle pareti. Sotto di se vedeva chiaramente Elbereth, Devan ed io, in piedi sopra un enorme tesoro. Il pavimento si muoveva a scatti verso il basso, il che comportava che si sarebbe frantumato sul tesoro schiacciandoci inesorabilmente. Ciò lo poneva nella difficile situazione di dover scegliere tra salvarci la vita o prendere il tesoro. A quanto ci disse non ci pensò nemmeno (ma qualcosa mi dice che non andò proprio così…) e cominciò a spingere ad una ad una tutte le rune con l’intento di trovare quella in grado di arrestare il meccanismo, finché una, ribaltandosi, gli mostrò un ago conficcato nella pietra e una scritta: “Pungiti e li salverai”. Nonostante la scritta nulla dicesse sulla sua di sorte, egli si punse e il sogno svanì.
Mentre pensavo e ripensavo al perché di queste prove e al loro significato, ecco che una pianta bellissima attrasse la mia attenzione e …
In realtà io non ho ricordi di quel che successe dopo, l’ultima cosa che so è che provai un irresistibile desiderio di andare incontro a questa pianta. Ciò che Sir Devan mi riferì fu che la stessa cosa capitò ad Elbereth e che la pianta, una volta giunti alla sua portata, ci legò con un suo ramo e con un altro ci penetrò la testa impiantandoci dentro quello che aveva tutto l’aspetto di uno strano bulbo. Da come mi fu narrata, la scena deve essere stata davvero agghiacciante. Io invece ho sensazioni ben diverse, non so come dirlo, ma, in quegli istanti, io volevo che la pianta mi prendesse e non sentivo dolore, nonostante abbia poi dovuto constatare che delle ferite mi erano state inflitte eccome!
Il dilemma per Al e Sir Devan fu come distruggere la pianta senza arrecarci danno. Alla fine vedendo che la situazione sarebbe precipitata in ogni caso, decisero di colpire il tronco che, dopo un po’ di frecciate (scagliate dal paladino che aveva estratto l’arco poiché il tronco era fuori dalla portata della spada) e un fulmine magico che penetrò il legno bruciandolo, si spezzò in due facendo crollare l’albero (fortunatamente dalla parte opposta alla nostra).
Ringraziando Brandobaris la pianta, morendo portò con se anche i bulbi, lasciandoci in ricordo solo un po’ di tagli.
Riprendemmo il cammino finché non ci ritrovammo in un luogo piuttosto strano. Qui la foresta sembrava stranamente viva e bella, piena di fiori colorati, ma codesto mutamento che in altre circostanze ci avrebbe reso tutti più allegri e felici non fece altro che innervosirci, peraltro giustamente visto che mentre parlavamo dell’assurdità di questa situazione (Fiori colorati in una foresta ormai morta da tempo immemore) e del rischio che qualcosa di magico e malvagio fosse nelle vicinanze una pianta mi lanciò addosso del veleno e mentre a me sembrò di perder conoscenza in realtà (a quanto narratomi successivamente dai miei compagni) corsi (ahimè di nuovo!!!) incontro ad un fiore dai petali violacei, il quale appena giunto mi avvolse letteralmente in una delle sue tante larghe, grosse e morbide foglie che spuntavano dallo stelo avvolgendolo completamente sì da renderlo irraggiungibile, per poi posarsi sul terreno in attesa che qualche malcapitato vi camminasse sopra. Maledetta pianta carnivora mangia-involtini! Pensai, svanito l’effetto del veleno, quando ormai era troppo tardi. Per fortuna, ancora una volta i miei compagni, vedendo i miei piedoni spuntare, riuscirono a capire di quale foglia fossi preda e a liberarmi rescindendola dal fiore.
Ma siccome che le disgrazie non vengono mai sole ecco Sir Devan urlare arrabbiatissimo!
Il suo arco, gettato nella fretta di venire a togliermi dalle grinfie di quel dannato fiore, era sparito e tutt’intorno si spandevano risa sornione e strafottenti. Fuori di sé per l’ennesimo inconveniente della già pessima giornata, mentre andava in giro scandendo il suo nome e minacciando quelli che aveva supposto essere folletti (chissà poi perché), intimandogli di restituire l’arco, di colpo con suo gran disappunto si ritrovò avvolto da una rete e appeso come un sacco di patate ad un ramo di un alto albero, mentre tutto intorno a noi continuavano a spandersi nell' aria risate, adesso molto più fragorose, alle quali si unirono le nostre (lui non vedendosi si offese moltissimo, ma il fatto e che era davvero molto buffo, lì tutto imbronciato e ripiegato su se stesso, insolitamente goffo nella sua scintillante armatura che ora, anziché conferirgli il suo solito imponente aspetto, esplodeva in un comicissimo rumore di ferraglia ad ogni suo più piccolo movimento). Trattenendo a stento le risate mi arrampicai sull’albero e, ammetto con una certa soddisfazione (visto che vengo sempre da lui additato come pasticcione cerca-guai), recisi la corda che teneva la rete appesa all' albero, liberandolo, anche se a costo di una brutta caduta che lo ferì più nell’orgoglio che nel fisico, poiché le risa della foresta si fecero fragorosissime e sbellicate.
Tutto comunque si concluse per il meglio, mentre le risa pian piano andavano dissolvendosi, recuperata la posizione eretta e un po’ di dignità, Sir Devan ritrovò poco più in là anche il suo arco, appeso ad un ramo, e dei presunti folletti non ve n’era più alcuna traccia.
Ancora una volta, superato l’ennesimo intoppo ci rimettemmo in cammino.

Fregolino
13-12-2002, 18.24.28
Lasciato finalmente quella specie di sinistro giardino botanico (il cui curatissimo aspetto tuttora lascia irrisolto il mistero delle strane creature che lì vi risiedono) sul quale peraltro il nostro mago, per non saper né leggere né scrivere, voleva scagliare una palla di fuoco così da distruggerlo (fortunatamente fu braccato, letteralmente, da Sir Devan ed Elbereth, che lo buttarono in terra proprio mentre stava declamando la formula magica, altrimenti addio foresta!); ricominciammo a camminare con attorno il solito monotono e fin troppo conosciuto paesaggio, fatto di fango, nebbia, alberi marci e umidi cosparsi di muschi e licheni, che sarà desolato e deprimente sì, ma che ora rivalutavo giacché almeno non ammorbava l’aria con polline velenoso!
Procedemmo tranquillamente (si fa per dire visto che Al si vendicò dell’affronto subito colpendo elfa e paladino alla schiena con un dardo incantato, il che mi riportò alla mente i discorsi e le prove di Jarabel, sulla necessità di restare uniti e pronti a sacrificarsi gli uni per gli altri…!); quando davanti a noi cominciammo ad intravedere una radura nel cui mezzo si ergeva una collinetta sulla quale, mentre ci avvicinavamo, scorgemmo tre statue. Visto che tutto in questa foresta portava sistematicamente insidie terribili e mortali decidemmo di procedere con cautela, il che tradotto vuol dire che fu presa la decisione di mandarmi in avanscoperta (umpf!), ma mentre ancora protestavo ecco pararsi dinnanzi a noi con fare minaccioso un elfo, un nano e un guerriero tutt’e tre di pietra. Lo scontro duro poco, il tempo di scorgere un’Elbereth restia ad attaccare l’elfo, che il mago mormorando solennemente un qualche strano incantesimo trasformò il terreno sotto ai piedi dei nostri avversari (e anche moltissimi metri più in là!) in fango molle il che, dato il loro enorme peso di creature di pietra, le fece sprofondare in brevissimo tempo sotto al terreno. Al mi disse poi che la fossa era profonda ben 600 metri!
Lo scontro purtroppo non mi evito di assolvere al mio compito di perlustratore solitario poiché le tre statue in cima alla collina erano ancora lì e non promettevano niente di buono. Mentre quatto quatto mi avvicinavo al limitare della radura, evitando anche l’enorme pozza di fango (altro eterno ricordo della presenza del nostro mago nel Faerun!) rimasta davanti a noi e tenendomi il più possibile nascosto dietro gli alberi in modo da mimetizzarmi grazie al mantello, inciampai in qualcosa, (maledetta nebbiolina!) il che oltre a farmi cadere mi fece urlare di dolore. Fu così che i miei compagni accorsero proprio mentre da un lato della collina intravidi un grosso lucertolone il quale, visto che Sir Devan aveva scoperto che ero inciampato in un braccio pietrificato, doveva essere senza dubbio un maledetto basilisco. Come al solito distratti dalla foga dell’incombente scontro Elbereth e il paladino, più presi dall’idea di sconfiggere il male in ogni sua forma che non di accertarsi della sua forma effettiva, non notarono quello che per fortuna di tutti fu osservato da Al e me: lo schifoso rettile aveva un che di strano nell’andatura, muoveva le zampe in modo pesante e innaturale. Approfittando di questa sua difficoltà che lo rendeva particolarmente lento gli corremmo incontro, sempre ben attenti a non guardarlo negli occhi per evitare di essere pietrificati, e cominciammo ad attaccarlo fin quando capimmo, in parte grazie alla precedente scoperta in parte grazie al fatto che le mie frecce gli si conficcavano senza apparenti e danni e che i fendenti finivano inesorabilmente per scontrarsi con qualcosa di molto solido che sembrava esserci sottopelle, che il basilisco era finto! Era in realtà una struttura con uno scheletro di legno coperta dalla pelle di un basilisco morto ed accuratamente scuoiato! Per eliminare ogni possibilità di essere pietrificato, facoltà che non era chiaro se avesse conservato, gli saltai in groppa ed estrassi la “mano di Mask”, la mia spada magica, che proprio come me è piuttosto piccolina ma molto efficace. Purtroppo in quello stesso istante Elbereth, capendo l’inganno sferrò un gran colpo di taglio che trancio di netto quella che definirei la colonna vertebrale di quella strana struttura di legno che si accartoccio su se stessa, facendomi rischiare di caderci dentro. (cosa che non avvenne solo grazie alla mia proverbiale agilità, infatti, spiccai un salto che mi fece ricadere in piedi su quel che restava del finto basilisco). Fu allora che grida di rabbia chiaramente umane risuonarono nell’aria anticipando ciò che di lì a poco sarebbe stato chiaro, infatti, divincolandosi tra legno e pelle, un esile e magro vecchio dallo sguardo allucinato si presento di fronte a miei compagni e, completamente nudo, tentò di morderli con i suoi denti stranamente aguzzi. Buona sorte però volle che la dinamica dell’azione mi collocasse alle sue spalle e che egli, troppo preso dalle prede che aveva innanzi non si accorgesse di me, facendo l’errore fatale, in quanto io, cogliendo l’attimo propizio, gli saltai alle spalle ferendolo a morte con la mia spada che lo trapassò spaccandogli il cuore.
Ultimato con successo l’ennesimo terribile combattimento, immediatamente, senza neppure riprendere fiato, cominciammo a perlustrare i dintorni in cerca di un qualcosa che ci rivelasse il perché della presenza in questa zona di quell’assurdo e inquietante figuro. Le statue in cima alla collina presentavano un che di strano, sembravano sì umani pietrificati ma avevano nello stesso tempo un che di artistico ed erano bellissime. Avvicinandoci alla zona dalla quale avevamo inizialmente avvistato il finto rettile, finalmente trovammo la tana e dopo aver trovato una trappola (sempre io naturalmente!) posta su una mattonella che raffigurava una mano che Sir Devan riconobbe come il simbolo del dio Bane, malvagissimo protagonista dei celebri disordini di qualche anno addietro, peraltro ormai morto ucciso dal dio Cyric, trovammo oltre a pezzi di carne umana ormai putrida, ad un insopportabile e fetido odore e ad una specie di letto di paglia anche un tavolo sul quale vi era un libro di magie che, usato in realtà come diario ci spiegò l’arcano mistero dell’uomo-basilisco. Egli si chiamava Mondraf ed era un chierico di Bane inizialmente rimasto all’oscuro della morte del suo dio, che, perduta la magia, non capendo cosa gli fosse successo era rimasto lì in attesa di un segno. Era in contatto con i drow che avevano sterminato i beholder e si erano appropriati del sottosuolo e conosceva anche Fafnir, che da quanto potemmo leggere, dopo aver comandato i drow e averli condotti qui per la battaglia, sembrava adesso intenzionato a liberarsi di loro. Fafnir oltretutto l’aveva messo al corrente della morte di Bane intimandogli di convertirsi a Cyric, ma egli, evidentemente già sulla via della pazzia, non gli volle dare ascolto e continuò ad aspettare un segno che non sarebbe mai arrivato, facendolo sentire abbandonato ed indifeso al punto di andare a vivere nella tana del basilisco ucciso anni prima poiché in quel luogo nessuna creatura della foresta osava mettervi piede. Un giorno però una giovane signora gli apparve chiedendogli di convertirsi a Cyric e questa volta il povero Mondraf (anche se cattivo, vista la sua triste storia, a me fa un po’ pena) pagò la sua fedeltà a Bane e il conseguente rifiuto con una maledizione, che visto il luogo in cui abitava cominciò lentamente a trasformarlo in un basilisco. Acquisì dapprima una morbosa necessità di mangiare carne umana e per meglio soddisfare le sue voglie si limò i denti e poi le magie di pietrificazione, fino a escogitare il trucco del basilisco finto e incontrare noi, ponendo così fine alla sua triste e infame esistenza.
Appresa quest’incredibile storia e (più importante ancora) molte novità su Fafnir e i suoi progetti decidemmo di uscire da quel luogo assolutamente inospitale e maleodorante quando Sir Devan preso da fervore religioso decise di servire Tyr cancellando il simbolo di Bane sul terreno, solo che io la trappola non ero riuscito a disinnescarla, infatti, avevo messo in guardia tutti dicendo di non calpestare la mattonella incriminata, e così il nostro bel paladino si ritrovò pieno di ferite, per fortuna superficiali, senza cancellare un bel niente!
Era nel frattempo calata la notte e così dopo un frugale pasto (sniff!), dato che eravamo tutti stremati dall’incredibile giornata, non avendo voglia di fare i turni di guardia, decidemmo, visto che alla tana del basilisco non si avvicinava mai nessuno, di passare la notte trasformati in alberi da un incantesimo di Al.

vanrisk
14-12-2002, 04.38.58
Tutto cio' e' la somma gratificazione dell' ego di un master.....Che uomo, anzi, che halfling, anzi, che Fregolino! :D:D

Alton di Armida
15-12-2002, 11.39.00
uaz, un gruppo fantastico!!!!

devo dire ke anke io come master adoro gli halfling in generale, sarà perkè queli ke li interpretano sono sempre irrimediabilmente pazzi :D:D

un giorno o l'altro devo andare a casa di van a farmi dare qualke ripetizione di masterizzazione (dato ke dedouz nn mi aveva fatto l'autografo quando ci eravamo visti al raduno!! :p), ma toglimi una curiosità, tu usi ancora la seconda edizione??

ciauz:D

vanrisk
15-12-2002, 15.22.57
Trppo buono, suvvia.....rimango pur sempre un masterdi Cyber Punk imprestato al fatnasy..:asd:
Usiamo la seconda edizione si', ma per natale il gruppo si autotassera' e ci buttiamo sulla 3°.

Fregolino
15-12-2002, 15.32.19
in fondo è tutto merito dell' halfling....o no???;)

Fregolino
15-12-2002, 15.34.58
Originally posted by Alton di Armida
uaz, un gruppo fantastico!!!!

devo dire ke anke io come master adoro gli halfling in generale, sarà perkè queli ke li interpretano sono sempre irrimediabilmente pazzi
:D


Bhe se uno non fosse pazzo non andrebbe a combattere draghi dall' alto del suo metro e 6 centimetri.....

Cmq pazzi si ma non stupidi!!!!:)

dedouz
16-12-2002, 10.19.01
Ma che bello! :clap: :clap:


(ps ne possiamo fare un libro? :rolleyes: :D )

caska
21-12-2002, 01.19.31
bello, bello, bello......

frego, ormai sei da nobel per la letteratura.....